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Rifondazione comunista e Leu, verso una mini-coalizione con Antonella Valer candidata presidente

Due appelli incrociati hanno portato i due partiti della sinistra-sinistra alla costruzione di un percorso comune. Entrambi contrari all'alleanza con l'Alleanza guidata da Tonini. Leu: "Ci saremmo stati solo con Ghezzi presidente"

Di Donatello Baldo - 10 settembre 2018 - 09:49

TRENTO. "Purtroppo ha vinto l'establishment, il vecchio, la continuità". Le prime parole del comunicato stampa di Leu sono riferite alla scelta dell'Alleanza di candidare Giorgio Tonini alla presidenza della Provincia. Loro avrebbero voluto Paolo Ghezzi e se non è lui allora non ci stanno.

 

Un po'come Rossi che ha detto 'o ci sono io come candidato presidente oppure correrò da solo', a costo di perdere. E così per Leu: a costo di perdere, perché le prospettive sono quelle di un mago risultato, ma magro magro. Sia Rossi che Leu si dicevano, e si dicono anche oggi, preoccupati per l'avvento della Lega anche in Trentino ma la legge elettorale è chiara: vince il candidato che ha anche un voto in più, e quando vince vince tutto.

 

Non c'è il proporzionale e le strategie secondarie non esistono. La corsa in solitaria, sia di Rossi ma anche delle liste di sinistra che non vogliono stare in coalizione, è di testimonianza. Rossi almeno un seggio lo farà, forse anche due. Sarà invece altamente improbabile che Leu e la mini-coalizione che riuscirà a mettere assieme riesca nell'intento di fare un consigliere. A sinistra di Futura2018 di Paolo Ghezzi, che sarà parte dell'Alleanza con Tonini presidente, non c'è spazio

 

Per Leu "la candidatura Tonini rappresenta l'estremo tentativo di sopravvivenza posto in essere da un ceto politico responsabile della sconfitta elettorale del centrosinistra alle recenti elezioni politiche che nasconde il proprio fallimento dietro termini come democrazia, popolarismo, autonomia spogliati del loro contenuto programmatico". 

 

"E' quindi per non disperdere un patrimonio importante di discontinuità e di innovazione che Liberi ed Uguali del Trentino chiama tutte le forze interessate, ma anche singoli e soggetti sociali per dare vita ad una coalizione politica per 'Il Trentino che vogliamo' al fine di decidere insieme le forme della partecipazione alle prossime elezioni di ottobre 2018".

 

E all'appello sembra abbia aderito Rifondazione comunista, che per non sbagliare a sua volta lancia un altro appello. Appelli incrociati, insomma, che sembrano quasi una danza di corteggiamento. "Il centrosinistra si è ricompattato ed ha scelto l'ex senatore Pd Giorgio Tonini, la più evidente espressione delle politiche renziane di attacco al lavoro attraverso il jobs act, e di attacco alla Costituzione (vedi referendum di riforma costituzionale)".

 

"Di fronte a questo scenario abbiamo dato vita ad una lista locale di candidate e candidati, 'L'Altro Trentino a sinistra' - afferma Pantano -  che riunisce persone provenienti da Rifondazione comunista, Potere al Popolo, società civile, che da sempre lottano per l'alternativa al sistema e che pensano che solo attraverso un'opposizione concreta si possa fare argine alla deriva sociale e politica verso destra".

 

"Rivolgiamo quindi un appello a Leu - spiega accorato - perché si unisca a noi in una coalizione che possa rappresentare la pluralità delle nostre culture e delle nostre battaglie attraverso un punto di vista comune: lotta al neoliberismo a livello locale come nazionale e internazionale, che devasta umanità e ambiente".

 

Candidato presidente proposto da Rifondazione è lo stesso Giulano Pantano. Leu vorrebbe invece candidare alla guida della coalizione di sinistra-sinistra Antonella Valer, già candidata alle scorse politiche. Sembra che sia in corso un avvicinamento e che Valer possa spuntarla su Giuliano Pantano

 

In tutto questo, Potere al Popolo ha fatto sapere che non sarà della partita, che se ne chiama fuori non volendo concentrarsi su delle elezioni che considera già in partenza impossibili da vincere. "Non si farà nemmeno un seggio - spiegano - forse sarebbe meglio concentrarsi sulla creazione di una sinistra sociale, culturale, capace di fare la differenza alle prossime elezioni europee". 

 

 

 

 

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