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Rossi: ''La nuova deputata Rossini sarà l'interlocutore naturale della Provincia". Panizza: "Non mi candido alle provinciali"

La parlamentare eletta nel listino proporzionale è l'unica rappresentante in Parlamento del centrosinistra autonomista: "Terrò in tasca Costituzione e Statuto di Autonomia". Panizza: "Tornerò al mio lavoro e mi darò da fare per il partito"

Di Donatello Baldo - 06 marzo 2018 - 19:44

TRENTO. "Tornerò a fare quello che facevo prima, nessun problema. Sono laureato in scienze forestali, saprò rendermi utile anche nella mia professione - afferma Panizza - e poi ci sarà tanto da lavorare anche nel partito, questo di sicuro".

 

Ha faccia tirata l'ormai ex deputato trentino - sconfitto nel suo collegio naturale, quello che comprende anche la sua Val di Non - ma non è tristezza, ha dormito poco nelle ultime ore."No, non ci è rimasto male - assicura a margine il governatore Rossi - l'ho visto peggio in altre occasioni".

 

Ha la scorza dura, un politico tutto d'un pezzo che sapeva il valore della posta  gioco, e conosceva il rischio. Anche lui dà la colpa al vento nazionale: "Abbiamo fatto l'impossibile, la squadra dei candidati e delle candidate sui collegi era buona - afferma - ma i trentini non hanno capito l'importanza dei temi dell'autonomia". 

 

Ma il protagonista oggi non è lui, è Emanuela Rossini, la nuova deputata eletta sul proporzionale: "Sono molto felice di rappresentare questa meravigliosa regione nel Parlamento italiano. Ringrazio gli elettori - dice - ma ringrazio anche il Patt e soprattutto Franco Panizza".

 

"Le mie priorità saranno la valorizzazione dell'Autonomia e nel caso la sua difesa. Andrò a Montecitorio tenendo in una tasca la Costituzione e nell'altra lo Statuto di Autonomia". Sarà l'unica esponente trentina e alla Camera entrerà nel Gruppo Misto nella componente delle Autonomie guidata da Manfred Schullian.

 

"Emanuela Rossini sarà l'interlocutore naturale della Provincia - dice invece Ugo Rossi - anche se il rapporto istituzionale avverrà anche con gli altri eletti degli altri schieramenti nei momenti particolarmente importanti per l'autonomia. Sempre - avverte però Rossi - che anche loro siano in grado di avvertire l'importanza dell'interlocuzione cola Provincia". 

 

Franco Panizza, tornando al risultato delle elezioni, ammette che qualcosa è andato storto. "C'è la presa d'atto che non siamo stati capaci di far passare il messaggio locale, che i trentini abbiano seguito le dinamiche nazionali. Abbiamo cercato di tamponare l'onda, ma l'impatto sul trentino è stato dirompente, non lo neghiamo". 

 

Il ruolo di segretario, a differenza di Gilmozzi del Pd e Mellarini dell'Upt, lo manterrà: "Il congresso del partito è convocato per il gennaio prossimo, dopo le elezioni provinciali. Lì si vedrà". Panizza esclude una sua ricandidatura. "No - spiega - non tornerò in Consiglio provinciale. Dopo tante legislature, dopo il ruolo in giunta, dopo una legislatura al Senato, posso anche ritenermi soddisfatto". 

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