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Salvini a Trento: "Sarò presidente del consiglio verrò in Piazza Dante e non ci saranno più spacciatori"

Il leader della Lega attacca i centri sociali: "I primi che sfratteremo saranno quelli del Bruno" e apre ai punti nascita: "Non è possibile chiudere quelli di montagna". Fugatti: "Con gli autonomisti veri vinceremo a ottobre"

Di Luca Pianesi - 16 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. Grande attesa, tutto esaurito, qualche protesta (ma davvero poca roba e, fortunatamente, assolutamente pacifica) e poi lui, il leader massimo, Matteo Salvini che a Trento ringrazia il suo popolo, presente in massa alla sede della Cooperazione.

 

 

Il capo della Lega arringa il pubblico, ringrazia, promette, rincuora la sua gente su alleanze e prospettive. Il tutto in realtà con un buon quarantacinque minuti di ritardo perché Trento può attendere perché prima c'è la Tv, c'è Rete 4 in collegamento, c'è Deldebbio con il quale parlare e confrontarsi.

 

 

"Che ci fa a Trento Salvini?", gli chiede il giornalista di Rete 4. "Sto facendo quello che i politici di solito non fanno - risponde lui -. Sto girando per ringraziare. Oggi sono a Trento, voglio spiegare cosa stiamo facendo per passare dalle parole ai fatti. La gente mi ferma, anche qui in Trentino e mi dice 'mi fido ti ho scelto però adesso fate veloci, quand'è che mi togliete la legge Fornero? Che mi abbassate le tasse? Che mi espellete un po' di clandestini che anche per Trento spacciano e fanno casino?".

 

Intanto in sala si alternano Giulia Zanotelli, De Bertoldi, gli eletti del centrodestra all'ultima tornata elettorale e tutti a ribadire come questa vittoria rappresenti una sorta di rivincita dopo anni di sbeffeggi, prese in giro, "perché chi era della Lega era trattato come un ignorante, uno da allontanare e oggi abbiamo stravinto". Fugatti ribadisce il cappotto, il 6 a 0 rifilato al centrosinistra quando Pd e Patt pensavano di vincere con risultato opposto, "perché non hanno il polso della situazione, non parlano con la gente. Dellai diceva 'non lasceremo il Trentino a quelli lì'. Bene noi non siamo 'quelli lì'. Noi siamo il popolo, la gente. Noi dobbiamo prendere con noi i veri autonomisti (e scatta il ringraziamento a Kaswalder ndr) e portarli dalla nostra. Lasciare i Rossi i Panizza di là e prenderci i veri autonomisti per vincere ad ottobre. Perché noi siamo sempre stati i veri difensori dell'autonomia". 

 

Fuori, intanto, qualche fumogeno e striscione ma, come dicevamo, poca roba.

 

 

Poi, dopo oltre un'ora, intorno alle 22.10 Matteo Salvini che attacca: "I simpatici frequentatori dei centri sociali mi accolgono con uno striscione 'Salvini Trento non ti vuole?'. Mah, io avviso i ragazzi del centro sociale Bruno che i primi ad essere sgomberati saranno loro. Mi impegno a fare questo e mi impegno a tornare a Trento da presidente del consiglio e andare in una Piazza Dante libera da spacciatori".

 

Poi il racconto del suo tour di ringraziamento in tutta Italia "che non lo fa nessun politico perché quelli una volta eletti spariscono" e l'impegno con la sua gente: "Andrò al governo solo se potrò fare quello che vi ho promesso. C'è il nostro programma e se ci sono contributi ben vengano ma io voglio andare dal presidente della Repubblica a fare: primo, c'è qualcuno che vuole cancellare la legge Fornero? Io sono l'ultimo che pensa di fare un governo con da una parte Renzi e dall'altra la Boschi. Ragioneremo di autonomia con Trento e Bolzano però alle parole devono seguire i fatti. Che autonomia è quella di catapultare la Boschi dalla Toscana a Bolzano. Leggevo che il vostro voto li ha svegliati anche qui in Trentino. Leggo che Rossi ha aperto il dibattito sulla legittima difesa e propone di mettere una casetta dei vigili in Piazza Dante? Era ora".

 

"Nell'Italia che ho in testa chi sbaglia paga - aggiunge - e con noi arriveranno le voci e i diritti delle valli in Parlamento. Non si possono chiudere i punti nascita in montagna. Non si può far spopolare i paesi periferici. Ora dovrete avere pazienza per qualche giorno. Dovrò parlare con gli amici della coalizione ma arriveremo. Se nessuno ha i numeri devi mettere 10 punti su un foglio e chiedere chi ci sta". Insomma Salvini, come al solito si dimostra un eccezionale affabulatore. Ora non resta che capire chi ci starà davvero.  

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