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Silvio non funziona più nemmeno tra gli antiberlusconiani. Al panel sul ''Cavaliere Nero'' poche persone e scarsa attenzione

Al Festival c'erano Barbacetto e Biondani a parlare del "tesoro nascosto di Silvio Berlusconi". Il coordinatore regionale di Forza Italia Giovani Luca Bazzanella si interroga su "come sia possibile che a vent’anni di distanza dai processi ci siano ancora giornalisti che cercano di rendere attuali certe tematiche?" e involontariamente ammette che i tempi sono cambiati

Di Luca Pianesi - 03 giugno 2018 - 17:11

TRENTO. Berlusconi è passato di moda o è sempre attuale? Parlare de "Il Cavaliere Nero. Il tesoro nascosto di Silvio Berlusconi" (titolo del libro scritto dal giornalista de L'Espresso Paolo Biondani con il collega Carlo Porcedda), come è stato fatto al Festival dell'Economia, ha ancora un senso o è roba da antiquariato? Argomenti quali il patto con i boss che aveva portato il mafioso Vittorio Mangano a fare lo stalliere ad Arcore in casa di Berlusconi o le condanne di Marcello dell'Utri riconosciuto come il mediatore tra Cosa Nostra e il futuro presidente del consiglio (dal '74 al '92) hanno ancora un peso politico?

 

Per Luca Bazzanella, Coordinatore Regionale di Forza Italia Giovani Trentino Alto Adige tutto sarebbe superato. Dopo aver visto che tra i vari panel del Festival, venerdì, nella biblioteca di via Roma, c'era quello dedicato proprio al libero ''Il Cavaliere Nero'' con presenti Biondani, Gianni Barbacetto, firma di punta del Fatto Quotidiano, il sociologo Cristiano Vezzoni e la giornalista di Repubblica Tonia Mastrobuoni il giovane forzista ha deciso di andare ad ascoltare il dibattito.

 

 

"Il primo pensiero - spiega - è: com’è possibile che a vent’anni di distanza dai processi ci siano ancora giornalisti che cercano di rendere attuali certe tematiche? Entro in sala, il pubblico è rado se non inesistente, i giornalisti sul palco con tono scandalizzato elencano dati e informazioni sui processi a Berlusconi già noti a tutti. Parlano della sua caduta dimenticando che pochi mesi fa la coalizione da lui guidata è stata votata da più di 12 milioni di italiani alla Camera e 11 al Senato. La conferenza si conclude con un invito al pubblico a fare domande sui processi narrati. Il pubblico è spento, le domande banali tra le quali: cosa significhi prescrizione? Mettendo in luce la preparazione giuridica assente del target nostalgico degli anni d’oro della sinistra antiberlusconiana. I segnali sono chiari: anche in Trentino, si è esaurita l’onda lunga del giustizialismo che ha caratterizzato la sinistra italiana degli ultimi vent’anni".

 

Insomma Bazzanella in poche parole ha certificato il declino dell'antiberlusconismo e, di conseguenza, del berlusconismo. Berlusconi pare non interessare nemmeno più a quelli che, dieci anni fa, lo attaccavano a spada tratta e se quel che dice il giovane forzista è tutto vero, dimentica che la coalizione che ha preso più di 12 milioni di voti dagli italiani ha finito per essere guidata da Salvini, non da Berlusconi e che quei voti sono serviti a far diventare ministro dell'interno il leader della Lega e non quello di Forza Italia, finita all'opposizione e con un peso politico che oggi è dato sotto il 10%.

 

Bazzanella, da giovane berlusconiano, dovrebbe augurarsi che altri cento libri vengano pubblicati contro Berlusconi perché, come ha più volte sottolineato anche lui, è sempre stata quella la sua "benzina" elettorale. I libri, gli articoli di giornale, le inchieste, i girotondi che sono stati fatte contro di lui non lo hanno mai scalfito, anzi. La contrapposizione noi - loro lo metteva comunque al centro della scena politica e lo trasformava, a seconda dei punti di vista, nell'uomo della provvidenza o nell'incarnazione del male. 

 

Lo stesso Barbacetto, nel panel di venerdì, ha ammesso che queste vicende, straconosciute dalla cittadinanza, sono sempre state vissute dagli italiani quasi come se fossero parte integrante di un film. "La percezione è che in tutte queste vicende i cittadini abbiano guardato ai fatti - ha detto Barbacetto - quasi come spettatori di un film, nonostante si tratti di eventi reali, anche passati in giudicato. Notizie, fatti e misteri che hanno intrigato la discussione popolare riflettendo nell’insieme una struttura economica finanziaria come quella italiana, dove è facile inceppare in situazioni ambigue quando viene abbassata la soglia della legalità: si lasciano così scoperti lati oscuri. Al di là di quelli elencati (dal caso dell'Utri a Mangano ndr), di esempi se ne potrebbero portare tanti altri e "Il Cavaliere Nero" - ha concluso il giornalista del Fatto - è un libro che deve far riflettere il nostro Paese". 

 

Il nostro Paese, invece, su Berlusconi pare non riflettere più tanto, come si è visto al panel di venerdì e come ha testimoniato lo stesso Bazzanella. Con i suoi 82 anni, Berlusconi resta un protagonista della scena politica italiana ma il fatto che non riempia più le sale, nemmeno dei suoi avversari, vuol dire che qualcosa è davvero cambiato

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