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Salvini non sfonda nemmeno nell’Alto Garda: “Per vincere? Si deve fare un miracolo”

Il “capitano” sfodera i suoi cavalli di battaglia e attacca la gestione del Governo sul coronavirus: “Di questi tempi è più pericoloso starnutire che spacciare droga”. Però, tra dialetto stentato e argomenti stantii le piazze sono mezze vuote

Di Tiziano Grottolo - 04 settembre 2020 - 17:26

RIVA DEL GARDA. Migranti e sbarchi, Fornero e le pensioni, poi la ministra Azzolina e il processo che lo vedrà impegnato fra poche settimane. Il repertorio di Matteo Salvini ormai è un grande classico, ma forse ha stufato. Almeno giudicando dalle persone che hanno preso parte alle iniziative elettorali di Riva del Garda, Arco e Trento (QUI articolo).

 

Un volta l’ex ministro dell’interno portava le folle in piazza e i salotti televisivi se lo contendevano, ma da quando ha provocato la crisi di governo il “capitano” sembra aver perso il tocco magico. Il leader leghista non graffia, i cavalli di battaglia oramai sono zoppi. Nemmeno chi lo contestava si presenta e così, nel doppio appuntamento elettorale per tirare la volata dei candidati sindaci Cristina Santi e Giacomo Bernardi non si arriva nemmeno a 500 persone. Non aiuta neppure lo stato maggiore leghista che lo ha accompagnato: dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti all’assessore Bisesti, più un esercito di consiglieri provinciali.

 

Salvini, rivolgendosi alla candidata sindaca di Riva del Garda ha voluto strapparle un impegno: “Se vinci devi promettermi che darai la cittadinanza onoraria alla ministra Azzolina così te la mando qua – e per dimostrare di essere vicino alla gente del posto l’ex ministro dell’interno ha abbozzato anche un po’ di dialetto – così la fa avanti e 'ndre sul lungolago con il banco con le rotelle e almeno non fa danni sulla scuola”. Poi è tornato al suo bersaglio preferito, i migranti: “Vogliamo i turisti che pagano non quelli che sbarcano sui barconi”.

 


 

Poi c’è stato spazio anche per un paio di battute sull’Autonomia: “Non mi permetto di parlare di Riva perché sono autonomista e i problemi di Riva li risolvono i cittadini di Riva”; e sull’emergenza sanitaria: “È importante proteggersi ma di questi tempi è più pericoloso starnutire che spacciare droga. Non facciamoci chiudere in casa nel nome della paura e del terrore, abbiamo il diritto di vivere”.

 

Insomma pochi spunti per questa passerella elettorale trentina, ma se a Riva del Garda tutto sommato qualche persona, contando anche curiosi e turisti, era presente ad Arco è andata addirittura peggio. Salvini ha preso la parola dal rimorchio di un camion allestito per ospitare il palco, ma i partecipanti erano davvero pochi. “È la prima volta in 50 anni che c’è un candidato unico – ha detto l’ex ministro dell’interno in conclusione della serata rivana – mancate solo voi poi si fa il miracolo”. Sicuramente un riferimento azzeccato visto che la candidata leghista di cognome fa Santi ma a questo punto anche Salvini dovrebbe pensare di tirare fuori un asso dalla manica per tornare a mobilitare le folle.

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