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"Solo CasaPound può salvare l'Italia. Raggiungeremo il 3% per cominciare la rivoluzione", il movimento di estrema destra lancia la volata

La presentazione del programma al Baluardo tra foto del Duce, manifesti del ventennio e bandiere di altre epoche fila via a pieno ritmo. " E' necessario valorizzare il sacrificio dei nostri nonni e avi: oggi non serve morire, però dobbiamo scendere in trincea, non per andare in guerra, ma per andare in parlamento e cambiare il Paese"

Di Luca Andreazza e Luca Pianesi - 28 febbraio 2018 - 19:47

TRENTO. "Siamo vicini al baratro e dobbiamo unirci sotto la bandiera tricolore", queste le parole di Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound, oggi a Trento che aggiunge: "Scegliere noi non è semplicemente un voto, ma un vero atto rivoluzionario. E' necessario valorizzare il sacrificio dei nostri nonni e avi: oggi non serve morire, però dobbiamo scendere in trincea, non per andare in guerra, ma per andare in parlamento e cambiare il volto al Paese. La politica è sacrificio e siamo diversi dal resto dell'immondizia, che vende la nazione pezzo dopo pezzo".   

 

Ormai ci siamo e anche CasaPound lancia la volata in vista delle elezioni di domenica. L'ambizione è quella di superare il 3% e la fiducia è massima. L'inizio è una falsa partenza, un ritardo di quaranta minuti (dovuto alla tappa di Riva del Garda), ma poi la presentazione del programma tra foto del Duce, manifesti del ventennio e bandiere di altre epoche fila via a pieno ritmo. Una marcia senza intoppi.

 

Tocca a Filippo Castaldini, leader della sezione di Trento, fare gli onori di casa al Baluardo. "Questa campagna elettorale - spiega - ci ha regalato un po' di tutto. Il centrosinistra prima è stato imbarazzante al governo e ora si unisce nella propaganda dell'antifascismo. Non hanno altri argomenti per coprire l'incapacità fin qui dimostrata".

E il Movimento 5 stelle? "I pentastellati - prosegue Castaldini - sono un bluff: dovevano aprire il sistema come una scatoletta di tonno, ma alla fine sono stati risucchiati dalle dinamiche di governo e si sono venduti al primo offerente. E ora eleggeranno dei parlamentari già espulsi. Il reddito di cittadinanza poi è una sventura. Prima spingono i cittadini al limite della povertà con 700 euro e quindi obbligano le persone a lavorare per le multinazionali a 800 euro altrimenti si perde il sussidio e si diventa schiavi".

 

Il movimento di estrema destra non fa prigionieri. "Fratelli d'Italia - aggiunge Castaldini - si è professata tanto patriota per poi allearsi con Forza Italia, che sta già preparando un inciucio di governo. La coalizione è già in rotta e non avrà la forza per governare".

 

Si passa quindi ai contenuti, magari un po' semplicistici per risolvere i problemi dell'Italia, ma che hanno presa sull'elettorato presente, che ascolta in religioso silenzio e annuisce, prima di lasciarsi andare all'applauso finale e qualche selfie

Le battaglie? Sovranità, sostegno al lavoro e natalità. "Siamo - interviene Simone Di Stefano - sempre stati coerenti in questo senso, ma se riusciremo a entrare in parlamento dovranno sentirci, mentre le forze politiche tradiscono l'Italia e preparano il governo tecnico a tradizione Partito democratico e Forza Italia, oltre a pezzi di Movimento 5 stelle, Lega e Liberi Uguali. Un governo per assecondare i desideri dell'Europa".

 

L'Europa, un tasto dolente: 'Basta Euro, basta Unione europea'. "Una moneta - prosegue il candidato premier - sbagliata per la nostra economia. Prima dell'Euro, l'Italia era la quinta economia del mondo e oggi siamo in caduta libera. La libertà è nella moneta sovrana, funzionale ai nostri interessi. Fuori dall'Unione europea non c'è il nulla, ma un altro mondo. Adesso le regole dell'Unione valgono solo per il nostro Paese, mentre gli altri speculano alle nostre spalle".

 

E qui un piccolo sintomo dei cambiamenti del tempo, tolto un grande must (il Giappone), si guarda a Est: "Paesi - evidenzia Di Stefano - come Russia e Polonia non hanno l'Euro e le loro economie viaggiano forti".

 

Il concetto di economia si lega a quello delle banche che "devono - dice il numero uno di CasaPound - essere al servizio della Nazione. La Banca centrale deve tornare sotto il controllo dello Stato per impedire che gli istituti di credito brucino i nostri risparmi. Le banche devono tornare a finanziare l'economia reale. Un modo per tutelare anche la nostra economia: è necessario scongiurare la chiusura delle grandi aziende per salvare posti di lavoro e impedire le delocalizzazioni". 

 

La ricetta è apparentemente semplice. "Una multinazionale - commenta - lascia l'Italia per andare in quelle nazioni dove la manodopera è trattata in schiavitù? Lo Stato deve acquistare i macchinari e permettere ai lavoratori di proseguire nell'attività: così si evita la concorrenza sleale e quel bene resta italiano".

 

Un serrate le fila anche tocca anche i temi quali lavoro e casa di proprietà. "Il lavoro - afferma Di Stefano - deve tornare stabile, sicuro e ben pagato. Ma vogliamo anche aiutare le giovani coppie a diventare presto e senza rischi proprietari di una casa attraverso il Mutuo Sociale".

 

E naturalmente un punto forte è quello della natalità. "Vogliamo dare - spiega il leader - a ogni bambino da 0 a 16 anni un buono di 500 euro al mese per acquistare beni di prima necessità. Risorse caricate all'interno di una card per pagare i pannolini, ma anche l'attività sportiva, non sicuramente una televisione nuova. Per questo non può girare cash, una tessera serve per garantire trasparenza e coerenza di spesa. Ogni mese la card si azzera e si riparte. I soldi che avanzano? Finiscono in un fondo fino a 20 mila euro che potranno essere riscattati a 18 anni per pagare l'università".

 

Una manovra da 25 miliardi calcolati su 350 mila bambini. "Le risorse - dice - sono quelli dirottati dall'accoglienza ai finti profughi e questi soldi poi hanno una ricaduta sull'economia". Si passa così all'immigrazione. "Occorre creare le condizioni in Africa: se serve anche con un intervento militare in Libia per impedire l'arrivo di altri clandestini. Quindi serve infrastrutturare quei Paesi e rimpatriare i profughi per la manodopera".

 

E da lunedì? "Il nostro movimento - commenta Di Stefano - è in crescita numerica e politica. Siamo pronti a governare o comunque a sostenere dall'esterno un governo sovranista che intende uscire dall'Euro".

 

Un ultima battuta è sull'Autonomia e il futuro in ottica elezioni provinciali. "Alle elezioni - conclude Andrea Bonazza, responsabile regionale di CasaPound - ci saremo, non ci precludiamo nessun campo di battaglia. Possiamo esportare diverse soluzioni positive, ma dobbiamo asportare quegli aspetti imbarazzanti come privilegi, clientelismo e vitalizi che si concentrano in questa terra. Comunque per incentivare l'Autonomia serve una moneta sovrana. Dobbiamo riprendere Roma e sganciarci da Bruxelles". 

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