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Torna il 'pericolo gender'. La giunta sospende i ''Percorsi sull'educazione alla relazione di genere"

L'assessora Stefania Segnana, di concerto con Bisesti, invia una circolare alle scuole annunciando lo stop dell'iniziativa. L'ex titolare delle Pari opportunità Sara Ferrari: "Macché gender, si insegna a maschi e femmine a rispettare le differenze e a contrastare gli stereotipi, anche per combattere la violenza sulle donne"

Di Donatello Baldo - 30 dicembre 2018 - 12:32

TRENTO. Poteva forse la Nuova Politica inaugurata da Fugatti non occuparsi del famigerato 'gender'? Ovviamente no, perché la Lega il 'gender' l'ha sempre combattuto. Basta sentirne la parola inglese, o la sua traduzione in italiano 'genere', che scatta l'allarme rosso. Nel dubbio, si interviene e si sospende ogni iniziativa.

 

I percorsi di educazione alla relazione di genere che da tanti anni si svolgono nelle scuole del Trentino? Sospesi, perché la parola genere preoccupa la nuova giunta e quindi un attimo, bisogna approfondire. I nuovi corsi sarebbero dovuti partire a giorni, ma è arrivata la circolare perentoria: sospensione dell'iniziativa, si deciderà dopo opportuna verifica.

 

"Si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la nuova giunta intende perseguire", ha scritto l'assessora Stefania Segnana, d'accordo con Mirko Bisesti, alle scuole. E il concetto è questo: se quello che si insegna è condiviso dalla Nuova Politica va bene, altrimenti no.

 

Nello specifico, si tratta di percorsi ideati negli anni scorsi dall'Ufficio Pari opportunità, finanziati dall'Agenzia del Lavoro, messi in campo per combattere gli stereotipi di genere, voluti per il contrasto della violenza sulle donne, nella convinzione che fin da piccoli bisogna imparare il rispetto delle differenza, il rispetto dell'autonomia di ciascuno e di ciascuna.

 

"Percorsi sempre più apprezzati da docenti, dirigenti, studenti e genitori. Si tratta di educazione alle pari opportunità -spiega l'ex assessora Sara Ferrari - che hanno lo scopo di insegnare a maschi e femmine a relazionarsi in maniera corretta. I percorsi proposti alle scuole sono frutto di un coordinamento tra Ufficio Pari opportunità, Commissione Pari opportunità, Iprase e Università di Trento che ne garantisce la supervisione scientifica".

 

"Un'esperienza di proposta didattica cresciuta nel tempo, unica e all'avanguardia a livello nazionale - osserva - che ha sempre coinvolto i genitori e non ha mai riscontrato problemi. Le proposte educative mirano ad educare maschi e femmine al rispetto reciproco, nelle differenze, cioè a dire che uomini e donne valgono uguale".

 

"Questo lavoro culturale educativo rappresenta la più potente azione di prevenzione della violenza sulle donne che si possa mettere in campo, perché costruisce la consapevolezza nei giovani che non c'è chi è giustificato a dare botte e chi è tenuto a prenderle. Inoltre - spiega Ferrari - la conoscenza degli stereotipi sui ruoli culturalmente precostituiti di donne e uomini nella nostra società, aiuta studenti e studentesse a compiere le proprie scelte formative secondo i propri veri talenti, non condizionati dall'essere maschi o femmine".

 

Ma dove sta dunque il pericolo? Non è forse che il famigerato gender si celi sotto mentite spoglie nelle pagine di qualche libro distribuito? L'assessora Segnana, infatti, ha parlato di "Extraterrestre alla Pari", libro che una mamma scandalizzata avrebbe portato alla sua attenzione. "Questi percorsi non prevedono lezioni nelle classi della scuola primaria - spiega Sara Ferrari - quindi questo libro (un classico della letteratura giovanile dal 1979) attiene alla libera scelta di insegnamento delle singole autonomie scolastiche e non può in alcun modo riguardare l'offerta formativa promossa direttamente dalla Provincia alle scuole".

 

Ma si tratterebbe di un extraterrestre che fino ai primi 10 anni non è caratterizzato sessualmente, che un giorno sarebbe maschietto e l'altro femminuccia: eccolo il gender! Se però si legge la trama (e basta andare su Wikipedia) si scopre che la volontà non è quella di confondere le acque e insegnare agli studenti che possono cambiare genere a loro piacimento.

 

L'obiettivo è il contrasto degli stereotipi. Attraverso l'identificazione con questo personaggio che 'vive' i due generi, è possibile 'vivere' e scoprire le differenze, i pregiudizi dei ragazzini contro le ragazzine e viceversa. E' un viaggio nella discriminazione che avviene grazie all'extraterrestre a-sessuato. Niente di pericoloso, sembrerebbe.

 

Ma allora ci sarà dell'altro, altri materiali, altri libri o film? "I 'pericolosi materiali' che vengono usati sono film come Billy Elliot (che racconta la storia di un bambino contrastato dal padre nel proprio desiderio di fare il ballerino perché 'è una cosa da donne') o Monna Lisa smile (sulla liberazione delle giovani americane da un destino segnato come casalinghe), Sognando Beckham (donne e discriminazione nello sport) e Il diritto di contare (le donne e la scienza)".

 

Niente gender, niente di niente, "solo un importante e serio lavoro per aiutare i nostri studenti a costruire una società più equa perché più giusta e rispettosa, nella relazioni interpersonali come nella vera libertà delle scelte formative". Sara Ferrari, che prima di Stefania Segnana ricopriva l'assessorato alla Pari opportunità, si augura che "chi deve decidere riesca ad avvalersi del contributo molto competente degli operatori scolastici, che possono testimoniarne l'importanza educativa, fuori da strumentalizzazioni politiche sull'inesistente 'teoria gender'". 

 

 

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