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''Trentino ottava provincia del Veneto? Sono solo fake news''. La Lega su tutte le furie per la pagina Facebook creata ad hoc

Mirko Bisesti: "Sono notizie false che devono essere bloccate immediatamente da tutti quei trentini che sono consapevoli di come stanno realmente le cose". E accusa di razzismo chi sottolinea che Fugatti non è nemmeno nato in Trentino ma in Veneto

Di Donatello Baldo - 26 settembre 2018 - 17:57

TRENTO. Mirko Bisesti è arrabbiato e interviene in prima persona per dire basta alle fake news che secondo lui colpirebbero la Lega con accuse difficili da digerire per chi del federalismo, e in passato persino dell'indipendenza, hanno fatto una bandiera. Le frecciatine che arrivano in campagna elettorale sono dirette alla nuova china leghista, quella sovranista, nazionalista e per alcuni ben poco autonomista. 

 

"In questi giorni alcuni soggetti riconducibili a vario titolo all'ormai ex centrosinistra autonomista - scrive il segretario della Lega trentina - diffondono la teoria secondo la quale la Lega, in caso di vittoria alle elezioni provinciali del 21 ottobre, farà diventare il Trentino l'ottava regione del Veneto. Sono stati fatti anche appositi gruppi sui social network sul tema, il tutto per distorcere la realtà dei fatti".

 

Il gruppo social a cui si riferisce Bisesti è quello comparso da poco su Facebook, una pagina che si chiama proprio così: "Non diventeremo l'ottava provincia del Veneto", e come intestazione hanno una scritta a caratteri cubitali: "Il Trentino non è Padania".

 

Nei post pubblicati si critica la Lega per gli ormai famosi 49 milioni, per il fatto che Fugatti non si dimette da sottosegretario alla Salute, cosi come le deputate trentine che sono state messe in lista pur rimanendo in Parlamento. Si ironizza sulle contraddizioni: Zaia che rivendica la Marmolada, per esempio. 

 

"Sono delle fake news - tuona Bisesti - che devono essere bloccate immediatamente da tutti quei trentini che sono consapevoli di come stanno realmente le cose. Innanzitutto ricordo, per l'ennesima volta, che la Lega di Matteo Salvini è un Movimento federalista, ovvero autonomista: abbiamo sempre creduto nell'autonomia dei territori e non solamente di quello trentino".

 

Spiega che l'obiettivo della Lega è quello di "ottenere una maggiore autonomia anche per regioni quali la Lombardia e il Veneto, due regioni che vengono erroneamente chiamate come Lombardo-Veneto anche se tra di loro vi è una differenza abissale e mi sembra poco rispettoso, e anche poco autonomista da parte di chi pronuncia tali frasi perché poco sensibile alle differenze regionali, non distinguere due realtà completamente diverse". 

 
"Si fa presto a chiedere una maggiore accoglienza - osserva Bisesti - quando non vi è rispetto per il prossimo vicino a noi. Questo ci deve far pensare. In secondo luogo - afferma il segretario della Lega - voglio ricordare che è calunnioso dire che la Lega vuol far diventare la Provincia Autonoma di Trento l'ottava provincia del Veneto".

 

"È stata persino tirata fuori una foto di una mia conferenza stampa con, dietro di me, una bandiera del Veneto per avvalorare simili congetture. Nei fatti è pura fantasia affermare certe cose, tra l'altro qualcuno ha persino affermato, con nuove forme di espressioni razziste, che Fugatti non ci può rappresentare perché è nato all’ospedale di Bussolengo, cittadina pertanto anche vicina al Trentino".

 

"Vi sembra normale - chiede arrabbiato Bisesti - che una persona che vive praticamente da sempre in Trentino non possa diventare Presidente della Provincia Autonoma di Trento solo perché nato in una provincia del Veneto? Del resto coloro i quali pronuncino tali frasi sono le stesse persone che sono a favore dello ius soli e che hanno fatto invadere il Trentino dai migranti".

"Per quanto riguarda il discorso del Trentino quale ottava provincia del Veneto - torna sull'argomento il segretario della Lega - ricordo che ci sono norme di rango costituzionale e anche trattati internazionali che tutelano la nostra autonomia e nessuno, per fortuna, potrà farci chinare. Un discorso serio, ma non affrontato dal centrosinistra e dal Patt, riguarda i rapporti tra Trento e Roma".

 

"Sappiamo bene che nella scorsa legislatura i rapporti tra amministrazione centrale e Provincia Autonoma di Trento non sono stati buoni, ma oggi abbiamo la possibilità di scegliere come presidente Maurizio Fugatti, da anni in prima fila a difendere i trentini e ora sottosegretario in quello che è il governo del cambiamento perché è, per la prima volta dopo troppo tempo, il governo dei cittadini".

 

"Un'esperienza, quella romana, che è fondamentale per intessere quella rete di rapporti fondamentali per contrattare migliori condizioni per il nostro territorio. Insieme - conclude bisesti - e tutelando veramente il Trentino possiamo cambiare.

 

 

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