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Al via la commissione d'inchiesta sui minori targata Lega, Futura: ''Partecipiamo per evitare che la maggioranza salvinista compia mostruosità''

Nata sulla spinta emotiva legata ai fatti di Bibbiano l'iniziativa ha visto defilarsi sia Forza Italia che Civica Trentina. Il Patt ha scelto di restarne fuori perché ritiene che la commissione sia stata fatta per ordine di Salvini mentre Pd e 5 Stelle sono entrati pur con la consapevolezza che servirà a poco o nulla

Di Luca Pianesi - 09 ottobre 2019 - 19:13

TRENTO. C'è chi dice ''no'' conscio del fatto che si tratta di un'iniziativa buona solo per avere qualche titolo e fare propaganda; c'è chi dice ''no'' perché sa che è un'iniziativa voluta e spinta dal leader della Lega ovunque, in tutto il Paese, a prescindere dalle reali esigenze di un territorio e delle sue peculiarità; c'è chi dice ''no'' perché, anche se alleato, sa che l'iniziativa è targata Lega e quindi preferisce che in commissione ci siano più leghisti possibile.

 

Saranno 9 i componenti della commissione consiliare d'indagine in materia di affidamento di minori a famiglie o a comunità familiari. Hanno rinunciato, infatti, a far parte dell’organismo il Patt, Civica e Forza Italia e se per la maggioranza ci saranno Dalzocchio, Paoli, Rossato, Cia e Guglielmi, per le minoranze hanno deciso di esserci solo Ferrari, Coppola, Degasperi e Degodenz.

 

Futura, in particolare, sottolinea come la scelta di esserci, in questa commissione, sia legata alla volontà di evitare che la maggioranza salvinista ''compia mostruosità sulla pelle delle bambine e dei bambini, invadendo il campo dei servizi sociali e della magistratura, esponendo storie individuali delicatissime a due anni di commissione d'indagine''. E i rischi, effettivamente, sono tantissimi. Che la politica vada ad occuparsi di materie complessissime che riguardano famiglie, bambini e relazioni, che necessitano di altissime competenze e professionalità con il rischio di entrare in collisione con magistratura e figure altamente specializzate pare una pericolosa invasione di campi.

 

E se si pensa che solo pochi anni fa, era il 2012 (e chi vi scrive lo raccontava su un altro giornale) consiglieri provinciali e politici locali trentini, più o meno inconsapevolmente, al grido di ''ridateci i nostri figli'' avevano finito per appoggiare una delle associazioni emanazione di Scientology, il Ccdu (Comitato cittadini per i diritti umani), che se la prendeva con le perizie mediche, legali e psicologiche compiute sui genitori, a loro dire in maniera arbitraria, basate su ''opinioni soggettive proclamate come parere medico e scientifico'', e che per questo, specificava che ''nessuna famiglia può dirsi più al sicuro in questo sistema malato'', si comprenderanno le preoccupazioni di chi oggi teme che chi ha creato questo istituto sulla spinta emotiva della propaganda su Bibbiano vada a creare pericolose ingerenze.

 

''Una commissione inutile e dannosa - spiega in una nota Futura - mostruosa (per dare la caccia ai presunti mostri) dal punto di vista politico e giuridico, che dovrebbe verificare, tra l'altro, "l'adeguatezza del servizio sul piano delle risposte al bisogno affettivo". E come mai faranno, i nove commissari? Saranno dotati di poteri magici? Faranno gli psicologi improvvisati con centinaia di minorenni? Futura ha detto no, in consiglio provinciale, alla commissione speciale di indagine in materia di affidamento dei minori, voluta dalla Lega Salvini Trentino per rilanciare la propaganda "Bibbiano" senza alcun fatto concreto o "fumus" di  abuso, nel sistema dell'affidamento in Trentino, che lo giustificasse, per ammissione della stessa capogruppo salvinista. Però noi di Futura (a differenza di quanto ha legittimamente scelto di fare il Patt, che come noi peraltro ha votato contro l'istituzione della commissione) ci saremo nella commissione, con la competenza l'esperienza e la sensibilità della collega Lucia Coppola, proprio per evitare che la maggioranza salvinista - che ha avuto questa pessima idea dopo la richiesta delle "donne della Lega" - compia mostruosità sulla pelle delle bambine e dei bambini, invadendo il campo dei servizi sociali e della magistratura, esponendo storie individuali delicatissime a due anni di commissione d'indagine''. 

 

''Non c'è alcuna volontà da parte nostra di finire sui giornali – ha assicurato Dalzocchio in consiglio provinciale – perché vogliamo salvaguardare i minori. Innanzitutto evitando che siano allontanati dai genitori se non per brevissimo tempo, perché le separazioni li danneggiano gravemente''. Una frase, questa, purtroppo, che non fa che confermare i dubbi di qui sopra che è, sicuramente, condivisibile sul piano emotivo ma che non ha attinenza con la realtà fatta, purtroppo, anche di abusi, violenze, soprusi proprio di familiari anche ai danni dei bambini.  ''Non c'è comunque da parte nostra alcuna volontà di strumentalizzazione – ha ribadito Dalzocchio – perché l'argomento è molto delicato. E di questo siamo del tutto consapevoli. Tuttavia il problema esiste e di fronte ad esso non si può mettere la testa sotto la sabbia. Il desiderio della Lega è che si lavori serenamente nell'esclusivo interesse dei minori''.

 

Il Patt da parte sua ha specificato che ''non farà parte di questa commissione. Commissione - comunicano - che si fa per ordine di Salvini che l'ha ordinata in tutta Italia. E allora la fanno anche qui. Le commissioni di inchiesta si fanno se c’è’ un fumus di gravi problematiche altrimenti si usava la commissione consiliare che si occupa di sociale si chiede una verifica e approfondimento all'assessore e poi semmai se ci sono estremi si fa anche l'inchiesta. Ma fare inchieste senza avere una specifica e circostanziata criticità ha solo il sapore di un uso mediatico come del resto il loro capo ha già ampliante fatto in Italia. E questi aspetti non sono da trattare mediaticamente''.

 

Posizione simile quella espressa da Filippo Degapseri del Movimento 5 Stelle che ha aggiunto che lui ci sarà ''ma non credo nei poteri di questo strumento''. ''Ho fatto anch'io qualche verifica sulla rispondenza dei servizi che si occupano di
affido dei minori – ha ricordato Degasperi – ma francamente la risposta che ho ricevuto mi ha soddisfatto''. Sara Ferrari, del Pd, si è detta stupita soprattutto perché ''nella delibera istitutiva si legge che la commissione dovrà valutare l'adeguatezza del servizio ai bisogni affettivi dei minori. Di chi ci si servirà – ha chiesto la consigliera che comunque parteciperà - per questa valutazione finale di adeguatezza?''. Claudio Cia ha condiviso, in parte le cose dette da Sara Ferrari (''La commissione non deve diventare la succursale di un tribunale - ha detto -. Se così fosse sarei il primo a dimettermi'') e ha aggiunto che a suo avviso l’organismo dovrà verificare piuttosto se è vero, ad esempio, che nella nostra provincia i figli minori possono essere sottratti alla famiglia quando i genitori non hanno mezzi sufficienti per dedicarsi a loro.

 

Poi ha attaccato Ghezzi e Futura specificando che non è vero che la Commissione terrà in scacco il settore degli affidi. Cia ha giudicato offensivo nei suoi confronti attribuire a chi ha proposto la commissione di voler fare un'operazione di propaganda sulla pelle dei bambini. Forza Italia, con Leonardi, ha preferito lasciare il campo a Katia Rossato riconoscendo il fatto che questa commissione è più di stampo leghista e anche Civica Trentina si è sfilata.  

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