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Legge concessioni idroelettriche, le opposizioni con i sindaci: ''Norma va fermata: il Trentino sarà il primo territorio a mettere a gara una risorse fondamentale''

Le minoranze si sono compattate per ribadire la necessità di sospendere la norma. Olivi: "Oggi ho visto in aula imbarazzo, sguardi poco convinti di chi risponde più a ordini di scuderia, che a proprie convinzioni. Scrivere la parola 'gara' in una legge vuol dire non uscirne più, non poter tornare indietro"

Di Luca Andreazza - 29 luglio 2021 - 16:19

TRENTO. "La posizione non cambia. Adesso anche i sindaci chiedono di fermare la norma". Così Sara Ferrari, capogruppo del Partito democratico, che chiedono alla Giunta provinciale di bloccare l'articolo 30 del disegno di legge inserito nell'assestamento di bilancio che darebbe il via libera alla legge Tonina con cui si metterebbero a gara le concessioni per le piccole e medie derivazioni nell'utilizzazione dell'energia elettrica.

 

Le minoranze si sono compattate per ribadire la necessità di sospendere la norma. Le uniche eccezioni tra le opposizioni sono quelle di Pietro De Godenz (Upt) e Lorenzo Ossanna (Patt) con quest'ultimo che potrebbe convergere sulla linea delle Stelle alpine favorevole all'abrogazione dell'articolo 30 del Ddl.

 

"Siamo un partito di raccolta e per questo ci possono essere posizioni leggermente diverse all'interno del Patt", dice Michele Dallapiccola con Paola Demagri. "Ma siamo qui perché questa è una materia importante, fortemente autonomista: La maggioranza sembra incapace di assumersi le responsabilità di dialogare con il governo, nonostante sia in maggioranza, e di rivedere questa legge che è un grave inciampo della Lega. Qualche mese fa avevamo votato, gli unici tra le opposizioni, a votare contro questa norma: non possiamo che ribadire la contrarietà. Siamo decisi a dare battaglia perché le risorse idriche del Trentino e soprattutto quelle dei nostri Comuni non possono essere consegnate nelle mani degli speculatori. Se si vuole essere a favore dell’Autonomia, se ci si ritiene autonomisti fino in fondo, questa legge non s’ha da fare".

 

Nelle scorse ore hanno preso posizione anche 43 Comuni, amministrazioni particolarmente interessate dalle concessioni e che hanno manifestato una grandissima preoccupazione sulla norma (Qui articolo). "La linea di Futura è stata chiara fin dall'inizio. Non c'era bisogno di aprire questa legge che non tutela il territorio: la Lega in campagna elettorale spingeva per valorizzare le periferie e agisce in modo profondamente sbagliato. Si deve trovare un accordo con Roma e poi trattare con Bruxelles, l'Europa in questo momento ha sensibilità molto diverse rispetto al recente passato", commenta Paolo Zanella, mentre Lucia Coppola (Europa Verde) aggiunge: "Manifestiamo solidarietà verso le amministrazioni. Si rischia di finire in collisione con i privati, inoltre c'è la possibilità che i cittadini vengano caricati di questa scelta tra nuova tasse e la Provincia che deve sostenere i Comuni: la vicinanza alle fonti d'acqua d'appartenenza caratterizza il Trentino, necessario far cambiare idea al governo provinciale per così non si salvaguarda il territorio".

 

Obiettivo comune di tutte le opposizioni è quello di fermare l’approvazione dell’articolo 30 del Ddl 110, prorogare le concessioni fino al 2024 e intanto negoziare con lo Stato e con l’Europa per trovare altre forme normative su una delle risorse più preziose del Trentino.

 

"Avevamo iniziato con gli Stati generali della montagna e ora finiremo sugli strali della montagna”. Così Alessandro Olivi che ha presentato nell’Odg 21 la proposta di sospensione della normativa sul rinnovo delle concessioni idroelettriche in attesa di una normativa nazionale di riferimento. “Oggi ho visto in aula imbarazzo - prosegue l'ex vice presidente - sguardi poco convinti di chi risponde più a ordini di scuderia, che a proprie convinzioni. Scrivere la parola 'gara' in una legge oggi vuol dire non uscirne più, non poter tornare indietro, invece ora vanno negoziati per i nostri comuni standard qualitativi a cui sottoporre il rinnovo delle concessioni per il futuro. Spero ci sia ancora tempo. Non firmerò mai l’emendamento di Tonina con cui scrive 2029 al posto di 2027 perché è sempre la parola gara che conta. Troviamo una legge in cui non siano solo i soldi che decidono".

 

La posizione del Partito democratico è stata poi ribadita anche da Alessio Manica. "Questa legge è un pasticcio. La situazione in cui ci troviamo è emblematica della  superficialità e dell’arroganza, figlie dell’atteggiamento di chi dice 'io ci provo, poi si vedrà'. Anche i Comuni si sono resi conto che non conta guadagnare qualche anno, perché se va in porto questa norma il Trentino sarà il primo in Europa ad aprire al privato la gestione della risorsa acqua, per la quale, invece, la partita andava giocata su un altro campo con altri modelli di costruzione di società pubbliche che la gestiscono. Se la maggioranza approverà l’articolo 30 il Trentino sarà il primo territorio a mettere a gara una delle sue risorse più importanti. Se la Giunta va avanti con l’idea della gara questo territorio perderà il patrimonio su cui ha costruito gran parte della sua  sostenibilità”.

 

Insomma, le minoranze sono piuttosto compatte nel richiedere la sospensione della legge. "La logica di intervento deve essere più ampia e più disciplinare, si deve dialogare con il Cal perché ci sono le sedi di confronto ma non vengono mai convocate. Mancano gli elementi di trasparenza minimi per formulare proposte. Per esempio sulle Comunità energetiche non c'è nemmeno un euro per la ricerche. Abbiamo una legge sull'acqua che non affronta il tema: la Giunta si era impegnata a prevede alcuni studi per avere dei dati, come le portate delle derivazioni. Serve una visione complessiva, anche in materia sociale e ambientale", conclude Alex Marini (Movimento 5 stelle).

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