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Edificazione di via Aprile a Gardolo, il consiglio circoscrizionale vota ''No'' ma il Comune sembra voler andare avanti per evitare l'ostruzionismo

Si vedrà nella maratona d’aula sul Prg quel che accadrà. Uno scatto di buonsenso coerente da parte della maggioranza? Uno stralcio forte del fatto che a Gardolo sullo stralcio sono d’accordo anche Lega e Forza Italia che sarà divertente vedere se e come farebbero marcia indietro in consiglio comunale? Non è dato sapere. Quel che al momento rimane è il pasticcio che a Gardolo non digeriscono e non digeriranno nemmeno nella campagna elettorale per il sindaco

Di Carmine Ragozzino - 10 marzo 2020 - 13:54

GARDOLO. "Più attenzione per Gardolo". "No alla C3 a Melta". "Basta spreco del territorio". Al sindaco Alessandro Andreatta questi concetti devono suonare come pericolosi slogan rivoluzionari. Chissà, forse perfino durissime provocazioni. Martedì pomeriggio il primo cittadino di Trento ha svicolato verso la riunione dei capigruppo consiliari. Alcuni consiglieri circoscrizionali e alcuni abitanti del sobborgo che si erano radunati davanti a palazzo Thun. Arrivati a chiedere - senza urla e con fiducia in primis nel sindaco - la marcia indietro su un errore grave a “sfavore” di Gardolo. Arrivati a dire ancora una volta la loro nel giorno in cui doveva iniziare il dibattito sull’adozione definitiva della variante al piano regolatore.

 

I “manifestanti” – termine che considerata la bonarietà dei soggetti appare improprio – volevano ribadire che il sindaco e la parte maggioritaria della sua maggioranza (il Pd, tanto per chiarire) sono ancora in tempo per rimediare ad un pateracchio che sintetizza in poche righe un tomo sull’incoerenza.

 

Nel passaggio tra la prima e la seconda adozione del Prg la maggioranza ha fatto contento un consigliere di minoranza felicemente e furbescamente malato di “emendamendite”. Di fronte alla minaccia di vedersi bloccati in aula dall’ostruzionismo - legittimo ma asfittico ed innocuo semmai la maggioranza consigliare decidesse davvero di non cedere a ricatti - i consiglieri hanno scelto: infischiarsene di Gardolo. Andrea Merler, oppositore, ha perorato la causa del via libera alle edificazioni in una grande - 23 mila metri quadrati - area verde. Di fronte al parco di Melta. Gli hanno detto inspiegabilmente “sì”, perché l’emendamentite contagia e obnubila troppo spesso le prerogative di un governo: governare. Senza inchinarsi a minacce vere e presunte (Qui articolo).

 

E' stata dunque infilata - con stile carbonaro e senza più sentire Gardolo - una norma assurda nella variante al Prg. Una norma scritta con l’inchiostro antipatico. Della disattenzione e dell’ipocrisia. Per indorare la pillola si è usata, infatti, la foglia di fico del “cohousing”, e cioè di un intervento edilizio a sfondo sociale che prevedrebbe sì le costruzioni ma con una quota abitativa legata a servizi e spazi in comune per categorie deboli (anziani in testa).

Naturalmente a Gardolo non hanno abboccato. E imprevedibilmente – (fatto raro, rarissimo), l’intero consiglio circoscrizionale ha ribaltato il primo voto positivo alla variante con un "no" trasversale e unanime. Insomma: maggioranza e opposizioni del sobborgo unite come mai era accaduto prima nel chiedere di rimediare ad una stupidaggine nata non da esigenze urbanistiche condivise ma dalla bassa lega politica del “io do qualcosa a te e tu non ti metti di traverso”.

 

A mettersi di traverso, tuttavia, questa volta è la comunità di Gardolo (chi la rappresenta in circoscrizione). La presidentessa della circoscrizione Mosna, il presidente della commissione urbanistica Frontuto (entrambi Pd), i capigruppo e i consiglieri tutti hanno espresso inattaccabili motivazioni per chiedere lo stralcio di una scelta sbagliata nella sostanza e nel metodo. Il Pd del Comune al Pd di Gardolo? “Non capite, esagerate”. Eccetera.

 

Riassunto della vicenda dunque. Proprio per capire. A Gardolo ci sono aree (Canova) destinate da 20 anni ad edificazione e da 20 anni ferme. Se c’è da costruire si costruisca lì, così come indicato dal Prg. Nessuno è contrario al “cohousing” quale strategia abitativa utile e innovativa di fronte all’avanzare dell’età e dei problemi di solitudine. Ma avviare forme di cohusingsignifica progettare il perché e il per come in modo trasparente, partecipato e credibile (l’esatto contrario di quel che è successo a Gardolo).

 

In ogni caso gli stessi atti dell’amministrazione indicano nel recupero e nella trasformazione degli edifici già esistenti la via maestra per sperimentare il cohusing”. Quel che potrebbe accadere edificando l’area verde di Melta - (immobiliari a vocazione sociale? Che barzelletta) - non è materia da mago Merlino: quattro palazzine, qualche appartamento con “usi comuni” che al momento sono solo un “forse” beffardo. Per il resto ulteriore carico abitativo con conseguenze negative sul traffico già oberato e ignorato di Via 4 Novembre, di Melta e di via 25 Aprile.

 

Nel riassunto poi va ricordato il punto più forte e dirimente: la filosofia che ispira quasi come un mantra (positivo), la programmazione urbanistica è lo stop al consumo di territorio. L’esatto contrario di quel che accadrebbe urbanizzando l’area verde di fronte al parco di Melta. Area collocata – tra l’altro – in una zona che da sempre è in credito di razionalizzazione urbanistico-funzionale. Merler difende la sua proposta dicendo che edificando si farà anche un “corridoio verde”. Ma c’è già, per fortuna, con la ciclopedonabile dalla piscina a parco.

 

Tutto questo hanno ripetuto lunedì Mosna, Frontuto, Tezzon e Paoletto (questi ultimi di Cantiere e 5 Stelle) in una conferenza stampa lampo a palazzo Thun mentre in strada alcuni abitanti di Gardolo cercavano sponde di attenzione e di utile ripensamento tra i consiglieri comunali che si appropinquavano al consiglio.

Non pare un’azione inutile se è vero che in maggioranza Scalfi (Futura), Ianes (Verdi), l’assessore Stanchina (Patt) hanno promesso il loro impegno per lo stralcio. Ma questa non sembra una vicenda per singole “buone volontà”. In maggioranza c’è un Pd modello scimmietta – (non vedo, non parlo, non sento). Pare: terrorizzato dall’emendamentite tanto da autoconvincersi che anche nelle scemenze urbanistiche c’è del buono: sono sempre gli “altri” a non capire.

 

C’è un sindaco Salomone che si rimette al volere della commissione urbanistica e del consiglio: come se non fosse il primo cittadino a dover orientare la sua maggioranza. C’è una commissione urbanistica che discute obtorto collo della questione – (sulle pressioni venute da Gardolo) e poi non vota nulla lasciando la partita in mano al gioco incerto degli emendamenti. Insomma, un “bel casino”, per dirla con eleganza.

 

Si vedrà nella maratona d’aula sul Prg quel che accadrà. Uno scatto di buonsenso coerente da parte della maggioranza? Non è dato sapere. Uno stralcio forte del fatto che a Gardolo sullo stralcio sono d’accordo anche Lega e Forza Italia che sarà divertente vedere se e come farebbero marcia indietro in consiglio comunale? Non è dato sapere. Quel che al momento rimane è il pasticcio che a Gardolo non digeriscono e non digeriranno nemmeno nella campagna elettorale per il sindaco. Elezioni appena rinviate causa del coronavirus ma che prima o poi si faranno.

 

Ma d’altra parte di pasticci dettati dalla paura dell’emendamentite la maggioranza comunale sembra non essere mai sazia se è vero che per portare a casa la variante al Prg potrebbe abdicare – (rinviandolo ai posteri) – il piano turistico giunto all’arrivo dopo anni di lavoro. Le opposizioni fanno il loro mestiere e cercano di non concedere “bonus” al centrosinistra autonomista in vista del voto. Ma il governo di una città non è un mercato dove si può contrattare la coerenza e il diritto-dovere di realizzare il programma per il quale si è stati votati.

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