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Arco comunali 2020, qualcosa si inceppa nella coalizione di centrodestra: disertato l’incontro promosso dalla Lega. De Laurentis: “Servono le idee non si discute per le poltrone”

L’ex presidente degli artigiani trentini , in pole position per la candidatura a sindaco del centrodestra, avvisa gli alleati: “Pongo un solo veto, verso quelli che vogliono portare avanti una posizione personale e usano in maniera strumentalmente la coalizione”

Di Tiziano Grottolo - 26 July 2019 - 19:35

ARCO. È vero, il 2020, data nella quale gran parte delle amministrazioni trentine saranno chiamate a rinnovare i propri consigli comunali, è ancora lontana ma i vari schieramenti politici hanno iniziato le manovre di avvicinamento a questo appuntamento. E come si suol dire chi ben comincia è già a metà dell'opera.

 

Sarebbe stato questo il caso dell’incontro di ieri sera a Vigne, frazione di Arco che avrebbe dovuto riunire attorno allo stesso tavolo le varie anime di centrodestra, o perlomeno tutte le realtà che non si riconoscono nell’attuale amministrazione arcense.

 

Il condizionale però è d’obbligo visto che da quanto riferisce Roberto De Laurentis, che alla riunione avrebbe dovuto partecipare, alla fine ad incontrarsi sono stati solo rappresentati della Lega e di Forza Italia: “Non ci sono andato – spiega il fondatore del movimento Tre che ha corso in solitaria alle ultime provinciali – perché si è voluto accelerare troppo i tempi, per quanto mi riguarda resto agli accordi presi all’ultimo incontro di Trento.

 

La riunione a cui si riferisce l’ex candidato alla presidenza della Pat è quella andata in scena a metà giugno che faceva seguito ad un altro incontro convocato dalla Lega per tastare il terreno di possibili alleanze nei vari territori.

 

In quest’occasione riuniti allo stesso tavolo, nella sede della Lega di Trento, si trovarono vari rappresentati delle civiche come Andrea Ravagni e Claudio Del Fabbro ma anche lo stesso De Laurentis e Mauro Ottobre (anche lui candidato alla presidenza delle provinciali con una sua lista) che però abbandonò la serata in contrasto con l’apertura nei confronti del Patt e con le posizioni del leader di Tre.

 

“In questa riunione – espone De Laurentis – avevamo fissato alcuni punti fermi, pari dignità per tutti e nessuna preclusione verso possibili interlocutori, credo che la Lega abbia commesso un errore in buona fede cercando di forzare la mano con questa specie di costituente”.

 

Secondo l’ex presidente degli artigiani trentini dietro la scelta sbagliata della Lega ci sarebbe lo zampino di Ottobre: “Qualcuno ha lavorato dietro le quinte per influenzare la Lega e poi quando si è reso conto che non ci sarebbe andato più nessuno ha rinunciato anche lui”.

 

D’altra parte per alcuni anche la figura di De Laurentis è considerata una presenza ingombrante, anche alla luce dell’ottimo risultato riscosso alle provinciali: la lista Tre infatti nella sezione di Arco ha ottenuto il 16,27% dei voti, piazzandosi in seconda posizione dietro la Lega di poco sopra al 21%.

 

“I meccanismi delle comunali sono del tutto diversi rispetto alle provinciali, il risultato della Lega ha potuto contare sull’effetto traino del nazionale – un dato su tutti ci tiene a sottolineare il leader di Tre – come ben sappiamo alle amministrative si votano le persone, meglio se con la ‘P’ maiuscola, personalmente non voterei mai una mezzatacca anche se fosse nel mio partito”.

 

Leggendo tra le righe un segnale forte verso i possibili alleati: “Io lavoro per la squadra, per un progetto vincente servono le idee non c’è bisogno di spartirsi le poltrone, se si vuole costruire un’alternativa credibile bisogna ragionare tutti assieme, senza preclusioni”.

 

O quasi perché un affondo l’ex presidente degli artigiani trentini se lo concede: “Io mi sento di porre un solo veto, verso quelli che vogliono portare avanti una posizione personale e usano in maniera strumentalmente la coalizione. Dopodiché – conclude De Laurentis – da soli non si vince, io ritengo di poter dire qualcosa e in una maniera o nell’altra lo dirò”. Tutti avvisati dunque alleati e non.

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