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La sezione di Arco del Patt “commissariata” da Trento, Marchiori: “La divisone delle comunali è sotto gli occhi di tutti, intervenuti per ricostruire un gruppo”

La staffetta Bresciani-De Laurentis, il “commissariamento” da Trento e il nodo alleanze, per il Patt di Arco si preannuncia un’estate rovente. L’ex vicesindaco: “Per ricucire prima bisognerebbe capire dov’è l’altra anima del partito”. Trebo: “Mi metto a disposizione in punta di piedi ma sto bene dove sono”

Di Tiziano Grottolo - 10 giugno 2021 - 12:03

ARCO. Che il Partito Autonomista sia scosso da un forte dualismo è evidente, da un lato c’è una componente che guarda verso il Centrosinistra dall’altra, al contrario, c’è chi preferisce un approccio alla destra. Così in tutto il Trentino si riproducono alleanze di segno opposto, a Trento le Stelle alpine sono nella giunta di Franco Ianeselli assieme a Pd e altre forze di sinistra, a Riva del Garda invece hanno contribuito in maniera decisiva all’elezione della candidata leghista Cristina Santi. Più si sale verso l’alto più la situazione si fa intricata, con il Patt che in Provincia siede ai banchi dell’opposizione mentre in Regione le Stelle alpine (con la nomina ad assessore di Lorenzo Ossanna) sono entrare nella maggioranza composta da Lega e Svp. Questa premessa è necessaria per meglio comprendere quanto avvenuto durante l’incontro di Arco, dello scorso martedì 8 giugno, dove al Casinò si sono riunite varie anime del partito autonomista che non si incontravano da tempo.

 

Alle ultime elezioni comunali del 2020 infatti, si era consumato uno strappo, con una parte del Partito, riunitasi attorno al simbolo e all’ex vicesindaco Stefano Bresciani, che aveva sostenuto la candidatura di Roberto De Laurentis in rottura con la vecchia coalizione capeggiata da Alessandro Betta che però ha potuto fare affidamento sui quasi 600 voti portati in dote dalla lista “Arco Civica e Autonomia” formata anche da ex autonomisti. Una strappo che si era risolto in un collasso elettorale per il Patt che è passato dal 20% (raccolto del 2015) al 4,5%, senza eleggere nessun consigliere. Di fatto la sezione locale, dopo la rottura, si è sfaldata tanto che per cercare di ricucire i vertici provinciali sono scesi fino ad Arco. Ad aggiungere pepe alla situazione, c’è anche la volontà dell’attuale consigliere comunale De Laurentis di cedere il posto allo stesso Bresciani, primo dei non eletti della sua coalizione. In altre parole nel Consiglio comunale di Arco si troverebbero di fronte Bresciani (all’opposizione) e Guido Trebo tra gli “autonomisti dissidenti” che hanno sostenuto Betta e che ora ricopre il ruolo di assessore alla cultura e all’istruzione.

 

Se la parola “commissariamento” è un tabù dopo l’incontro al Casinò è emerso che, almeno per il momento, la sezione di Arco sarà gestita da Trento, in particolare dall’ufficio politico. Infatti, benché fosse emersa una richiesta in tal senso, il segretario provinciale Simone Marchiori ha fatto sapere che per ora non ci saranno nomine, nemmeno pro tempore. Il segretario, sostenuto dall’ufficio politico, si prenderà tempo per incontrare tutti gli autonomisti locali.

 

La divisone che c’è stata alle ultime comunali è sotto gli occhi di tutti – dichiara a Il Dolomiti Marchiori – ma tecnicamente non si tratta nemmeno di un commissariamento perché ad Arco la sezione si è divisa e quindi non c’erano più i vertici. Adesso che la situazione epidemiologica lo permette abbiamo ripreso in mano il ragionamento e siamo partiti proprio da Arco per ricostruire un gruppo rivolgendo un appello a chiunque si riconosca nei valori delle Stelle alpine”. Insomma le parole d’ordine sono ripartenza e ricostruzione, “soprattutto con un’ottica alle prossime provinciali e vediamo chi ha voglia di impegnarsi per questo”. All’incontro di Arco, conferma il segretario, erano rappresentati tutti i vari “schieramenti” che convivono in casa autonomista. Oltre al segretario del partito, alla vice Roberta Bergamo e al presidente Franco Panizza, c’erano Lorenzo Ossanna, il neo iscritto Giovanni Rullo (braccio destro di De Laurentis), Guido Trebo, la vicesindaca di Riva del Garda Silvia Betta, Marco Torboli segretario del Patt rivano e altri esponenti del partito. Gradito ospite, anche lo stesso De Laurentis che dal canto suo ha confermato la volontà di lasciare il posto a Bresciani: “Non subito – precisa – ma il Patt ha corso con me ed è stato un alleato leale quindi non sono dispiaciuto se a portare avanti il lavoro della nostra coalizione sarà un altro”. L’idea dovrebbe essere quella di far passare l’estate e quindi passare il testimone a Bresciani.

 

Di certo sarà un’estate calda perché lo strappo che si è consumato alle ultime comunali brucia ancora. “La volontà di ricucire ci sarebbe anche – sostiene Bresciani – ma bisognerebbe prima capire dov’è l’altra anima del partito. In sala c’erano una quarantina di persone ma se l’altra anima è rappresentata solo da Trebo ho preferito essere chiaro: non possiamo dimenticarci del programma e del progetto amministrativo che abbiamo costruito con De Laurentis”. Un progetto, sottolinea l’ex vicesindaco, “completamente diverso da quello di Betta. Se dall’altra parte non si fanno scelte di chiarezza e rimangono dove sono la vedo dura”. Da quanto traspare Bresciani sembra scettico circa la possibilità di ricucire: “È difficile che da un momento all’altro si riesca a mettersi sotto uno stesso cappello e condividere le cose – anche se, precisa – chiusure non ce ne sono. Marchiori raccoglierà le adesioni e si cercherà di fare una lista unica attorno alla quale costruire una convivenza. Non chiudo al Centrosinistra, ci baseremo sui progetti amministrativi, ma credo sia prematuro farlo su Arco”.

 

Dal canto suo l’assessore alla cultura e all’istruzione Trebo predilige un approccio più conciliante: “È vero faccio parte di quel nutrito gruppo di autonomisti che a un certo punto si sono allontanati perché ci sentiamo ben rappresentati da Betta e quindi abbiamo continuato a sostenerlo. Ho partecipato alla riunione dell’altra sera molto volentieri anche perché ho rincontrato molti vecchi amici. L’idea era proprio quella di mettersi a disposizione in punta di piedi ma per il resto sto benissimo dove sono”.

 

L’idea di Trebo quindi è quella di rimanere nella lista che ha contribuito a fondare mentre per quanto riguarda la possibilità di riprendere la tessera del Patt è ancora presto per decidere. “I valori autonomisti li sento miei – aggiunge – non tanto gli aspetti che possono essere considerati più folcloristici, ma quelli legati all’autogoverno dei territori e alla storia della nostra Regione. Il territorio che è responsabile di sé stesso, la centralità del territorio alpino rispetto all’azione di governo, la cooperazione, sono questi i valori in cui mi riconosco”. E sulle alleanze? “Ci sono delle ragioni storiche per le quali è difficile allearsi con un partito centralista e di estrema destra. O siamo autonomisti o siamo centralisti, poi ognuno può vederla come vuole”.

 

Insomma, la strada per il segretario del Patt sembra in salita e accidentata. Ad ogni modo Marchiori è determinato a portare avanti il suo compito: “L’idea è stata quella di prenderla in mano la sezione come vertici provinciali per riuscire a ricostruire un gruppo su Arco. L’obiettivo è mettere insieme tutti quelli che si considerano autonomisti, senza etichette. Il Patt è un partito di raccolta dove possono convivere anche posizioni diverse. Se sarà possibile lo vedremo con il tempo, andrà fatto un certo lavoro di avvicinamento di dialogo e di comunicazione fra le varie parti ma il fatto che l’altra sera ci fossero persone di varia estrazione è già un primo risultato, vuol dire che l’interesse per il partito autonomista c’è ancora”.

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