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Elezioni Arco, il Patt e De Laurentis trovano l'intesa. Le Stelle alpine: ''C'è stata una dissoluzione del progetto avviato sei anni fa. Questa è la naturale conseguenza''

Le Stelle Alpine virano verso Tre, la forza politica di Roberto De Laurentis, Arco Insieme e Arco Cambia. L'ex numero uno degli artigiani: "Il Comune deve cambiare passo. Rossi? Forti polemiche quando era presidente perché entrambi teniamo al territorio, ma tra noi c'è grande rispetto". Intanto Carlo Pedergnana non si dovrebbe ricandidare alla prossima tornata elettorale

Di Luca Andreazza - 30 gennaio 2020 - 19:53

ARCO. "Dopo numerosi incontri e un’attenta valutazione della situazione politica di Arco non possiamo che registrare come l'attuale maggioranza in Consiglio comunale si sia sfilacciata". Questa la nota del Patt che annuncia la fine dell'alleanza che aveva portato nel 2014 alla vittoria dell'attuale primo cittadino Alessandro Betta con il 68,98% delle preferenze. Si spezza la coalizione composta da Partito democratico, Civica con Betta, Upt, Arco Bene Comune e le Stelle Alpine.

 

"Quanto avviene da alcuni mesi - prosegue il Patt - ha comportato alla totale dissoluzione del progetto che aveva portato alla vittoria elettorale il nostro candidato sindaco e aveva premiato un chiaro progetto per il futuro del più grande Comune altogardesano. I mutati scenari politici e la decisione della parte civica della coalizione di prendere altre strade, hanno provocato la rottura dell’equilibrio iniziale che consentiva a questa alleanza di esistere. Rimaniamo fedeli agli impegni presi fino al termine del mandato, ma non possiamo che prendere atto della situazione e rivedere il posizionamento".

 

Le Stelle Alpine virano verso Tre-Territorio responsabilità economia, la forza politica di Roberto De Laurentis, Arco InsiemeArco Cambia. Il candidato sindaco è l'ex numero uno degli artigiani. "In questo momento la nascita di un polo civico che al suo interno non vede alcun movimento nazionale - prosegue il Patt arcense - rappresenta l’approdo naturale per un partito che anche a livello provinciale ha deciso con forza di puntare sul rafforzamento dell’area territoriale per dialogare con tutti quei movimenti che si ritengono autonomisti, territoriali, popolari e civici così da riportare le nostre comunità, e in prospettiva anche la Provincia, un laboratorio politico non omologato alle dinamiche nazionali e che possa interpretare in maniera più diretta e puntuale i bisogni dei cittadini e la necessità di una visione chiara di futuro. E' stato dato preciso mandato alla sezione di iniziare velocemente a ragionare in questo senso e arrivare alla stesura di un programma".

 

Il centro del programma ruota intorno a sviluppo economico, sociale e culturale di Arco. Nel frattempo il Patt registra, però, anche una fuoriuscita: Carlo Pedergnana ha deciso di non candidarsi alle prossime comunali. "Percepisco un clima politico che non mi appartiene e che per troppo tempo ho voluto non vedere. Un clima - scrive su Facebook - un sentimento che è riuscito a farmi perdere gli stimoli per quello che ritengo la più appassionante delle professioni: quella dell'amministratore, nel suo più nobile concetto di mettersi a disposizione della comunità".

 

"Questa notizia è arrivata inaspettatamente e prima della decisione del partito - commentano le Stelle alpine - quindi non può essere collegata. Ci preme sottolineare l’impegno instancabile di Carlo come amministratore, ma anche quale esponente di primo piano degli autonomisti. Rispettiamo questa decisione, ma speriamo ci possa una riflessione per un cambio di idea".

Intanto De Laurentis incassa un tassello importante per la corsa al municipio, il Patt nel 2014 aveva sfiorato il 20% delle preferenze. "La nostra proposta è sempre stata lineare e le forze politiche si sono aggregate intorno alle idee - dice l'ex presidente degli artigiani - senza vincolare l'alleanza a sedie e ruoli. Siamo convinti che Arco debba cambiare passo e voltare pagina".

 

Nonostante le frizioni nel passato, anche recente, Tre e Stelle Alpine hanno trovato una convergenza. "Mi sento un autonomista e il territorio è fondamentale. Questa intesa è frutto di un lavoro svolto negli ultimi 12 mesi. E' vero, ho avuto fortissime polemiche con l'allora presidente Ugo Rossi - spiega De Laurentis - ma ho sempre avuto un grande rispetto. La dialettica può portare a divergenze, il confronto e la capacità di difendere le proprie posizioni sono importanti perché entrambi teniamo al territorio. Ma questo non può escludere la possibilità di trovare una quadra a livello locale".

 

Un'alleanza che getta le basi in ottica 2023? "Le dinamiche delle amministrative - aggiunge il fondatore di Tre - sono diverse rispetto alle elezioni provinciali e nazionali. Ma non si può escludere nulla. Penso che dobbiamo presuntuosamente pensare di rifondare i partiti dalle località. Forse esiste la possibilità di trovare una strutturazione comune, i valori e le visioni sono simili, ma si devono accantonare piccoli egoismi personale di affermazione per esprimere i migliori candidati".

 

Prima però c'è l'appuntamento del 3 maggio. "Si devono superare i campanilismi - evidenzia l'ex presidente degli artigiani - si deve ragionare come Alto Garda. Non è possibile che due sindaci della stessa area e provenienza politica non siano in grado di parlarsi. Arco deve ripartire, si devono per esempio aiutare le piccole imprese a diffondersi, questo si traduce anche in posti di lavoro. Le grandi aziende prima o poi potrebbero lasciare buchi enormi perché la burocrazia soffoca, ma anche i costi alti di Italia e Trentino". 

 

Un altro tema è quello del turismo. "Non ci si può affidare esclusivamente sull'outdoor. Arco è il quarto Comune del Trentino e deve ritornare protagonista su più fronti, come nella cura e soggiorno. Riforma sul turismo? Le Aziende per il turismo devono acquistare maggiore velocità ma non credo che le fusioni siano la ricetta giusta: se si allargano i confini si rischia la destrutturazione e la centralizzazione verso Trento", conclude De Laurentis.

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