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Assessora o assessore, Corn a Dalzocchio: ''Parliamo di violenza sulle donne? Ok ma perché il parlamentino che se ne occupa non è mai stato convocato e Segnana non risponde?''

Il consigliere di parità del lavoro della Pat replica alla capogruppo della Lega che aveva parlato di ''altre priorità'' rispetto a quella del linguaggio di genere: ''Ho cercato più volte di parlare con la Consigliera Segnana  ma dal giorno del suo insediamento non ha trovato un solo minuto per ricevermi e non ha mai risposto a nessuna lettera che ho inviato, né mi ha fatto pervenire le sue considerazioni sulla relazione annuale che ho mandato a marzo''

Di Luca Pianesi - 10 agosto 2019 - 19:05

TRENTO. Come il Dolomiti abbiamo parlato di ''benaltrismo'' (l'atteggiamento di chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, più gravi, da affrontare). Il consigliere di parità del lavoro della Provincia di Trento Emanuele Corn spiega che ''nel suo post usa un meccanismo retorico rodato, spostando l’oggetto del dibattito su altro argomento''.

 

La sostanza non cambia e il riferimento è lo stesso: stiamo parlando del post della capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio che su Facebook ha caricato la foto di alcune donne della politica trentina che stavano partecipando a una passata ''Woman in Run'' (la corsa contro la violenza sulle donne) strumentalizzandola e aggiungendo la scritta: ''le grandi battaglie femministe di sinistra, le declinazioni di genere'' e aggiungendo che ''le priorità per le donne sono altre come le violenze subite e la tutela della maternità''.

 

Benaltrismo dicevamo noi ma l'avvocato, ricercatore universitario e primo uomo in Italia ad assumere il ruolo di consigliere di parità, Emanuele Corn, va oltre e prova a seguire Dalzocchio nella sua elucubrazione. Della serie ok, allora parliamo di violenza contro le donne e di sostegno alla maternità come priorità. ''Ho cercato più volte di parlare con la Consigliera Segnana - scrive in una lettera, Corn, che pubblichiamo qui sotto integralmente - ma dal giorno del suo insediamento non ha trovato un solo minuto per ricevermi e non ha mai risposto a nessuna lettera che ho inviato, né mi ha fatto pervenire le sue considerazioni sulla relazione annuale che ho mandato a marzo''.

 

''D’altra parte - prosegue - il parlamentino delle realtà istituzionali e del privato sociale che si occupa di violenza contro le donne non è ancora stato riconvocato dopo le elezioni di ottobre e lo stesso dicasi per il coordinamento antimobbing (fenomeno quest’ultimo che colpisce assai più duramente le donne sole con carichi di cura)''. E invita, quindi, Dalzocchio il 14 agosto alle 12 nell'ufficio della Consigliera di parità per discutere proprio di questi argomenti. Lo scopo, di tutti, è quello di far crescere la società in cui viviamo, di arrivare a una reale parità tra uomini e donne, di ridurre a zero i femminicidi e di aiutare tutti i genitori ad essere felici con i loro figli promuovendo azioni concrete come il sostegno alla maternità e alla paternità e creando strutture accoglienti per la prima infanzia. 

 

E assieme a una società che cresce c'è un linguaggio che cambia, si arricchisce, si aggiorna, guida il cambiamento. Per citare Toni Morrison (prima afroamericana a vincere il Nobel per la letteratura) auspichiamo che chi ha posizioni di potere si adoperi per ri-generare le usanze, le abitudini, le tradizioni o i linguaggi del passato; affinché diventino punti di partenza per immaginare e nominare mondi più incisivi. Ecco la lettera di Emanuele Corn scritta a Mara Dalzocchio:

 

 

Gentile Consigliera Dalzocchio,

mi scuso se, oltre a inoltrarle questa lettera in privato, mi permetto di renderla pubblica, poiché tale è il dibattito che si è generato. Come sa, non ho Facebook, ma dalla stampa locale ho comunque saputo della sua presa di posizione in merito all’interrogazione rivolta alla Consigliera Segnana relativa a lingua italiana e cariche pubbliche. Nel suo post usa un meccanismo retorico rodato, spostando l’oggetto del dibattito su altro argomento.

Scrive, in sostanza, che altri sono i temi importanti e cita in particolare la violenza contro le donne e la tutela della maternità. Sono perfettamente d’accordo con lei e non credo che nessuno oserebbe dire il contrario, anche se questo non vuol dire che non si possa a volte, sui giornali, nei bar o sui social, anche parlare di grammatica. Accetto comunque di seguirla nel ragionamento e visto che ha inteso, nel suo post, parlare di violenza contro le donne e maternità come priorità, la invito a discutere di questi temi nell’ufficio della Consigliera di parità mercoledì 14 agosto alle 12.00.

Ho cercato più volte di parlare con la Consigliera Segnana, ma dal giorno del suo insediamento non ha trovato un solo minuto per ricevermi e non ha mai risposto a nessuna lettera che ho inviato, né mi ha fatto pervenire le sue considerazioni sulla relazione annuale che ho mandato a marzo. L’ultima volta che le ho stretto la mano è stato lo scorso 6 marzo quando è venuta ad aprire il seminario che ho organizzato con la Consigliera di parità nazionale in visita in regione, ma anche in quella occasione si allontanò dopo i saluti.

D’altra parte, il parlamentino delle realtà istituzionali e del privato sociale che si occupa di violenza contro le donne non è ancora stato riconvocato dopo le elezioni di ottobre e lo stesso dicasi per il coordinamento antimobbing (fenomeno quest’ultimo che colpisce assai più duramente le donne sole con carichi di cura). Ciò detto, qualcosa comunque si muove e nell’assestamento di bilancio c’è l’abbozzo di un piano per la natalità che potrebbe prevedere delle misure per il lavoro femminile.

In una prospettiva tecnica e apartitica (come ricorderà sono un autorità pubblica indipendente, non un politico) che cerca di raccogliere il meglio di ogni iniziativa, riconoscendola nel suo ruolo di capogruppo in consiglio provinciale del principale partito di maggioranza, le rinnovo perciò il mio invito a discutere di queste priorità in ufficio mercoledì prossimo a mezzogiorno.

Con viva cordialità 

Emanuele Corn

 

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