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Per la Pat le discriminazioni gay non sono priorità. Segnana:'' Ci occupiamo di pari opportunità tra donne e uomini''. De Preto: ''Allarmante e incomprensibile''

L'assessora Segnana rispondendo a una interrogazione di Futura: La Giunta provinciale intende “occuparsi prioritariamente delle tematiche delle pari opportunità tra donne e uomini in linea con quanto delineato nei propri documenti di governo". Il presidente dell'Arcigay del Trentino: "Allarmante che qualcuno chiamato a garantire sicurezza e tutela a tutti i cittadini trentini decida, sulla base di un non meglio precisato principio valoriale, di creare una sorta di gerarchia' nelle classi di cittadini esposti a stigma e discriminazione"

Di gf - 10 luglio 2020 - 19:14

TRENTO. “Se siamo sorpresi? No, niente affatto. Questa Giunta provinciale sta adottando la stessa linea che ha portato alla cancellazione dei corsi di genere nelle scuole. Ora vuole fare contrasto alle discriminazioni creando, però, ulteriori fattori di discriminazione”. A commentare l'intervento dell'assessora Stefania Segnana in risposta ad una interrogazione fatta da Futura in Consiglio Provinciale, sul tema delle discriminazioni omotransfobiche, è Lorenzo De Preto, presidente dell'Arcigay del Trentino.

 

Per l'assessora Segnana e tutta la Giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti sembrano esserci discriminazioni più importanti e altre meno. Alcune prioritarie su cui bisogna impegnarsi, altre, insomma, che possono attendere.

 

“Fermo restando la necessità di contrastare ogni tipo di discriminazione” scrivere in modo astratto l'assessora Segnana, la Giunta provinciale intende “occuparsi prioritariamente delle tematiche delle pari opportunità tra donne e uomini in linea con quanto delineato nei propri documenti di governo, individuando quali priorità di azione il contrasto alle discriminazioni tra donne e uomini, la lotta alla violenza sulle donne, la promozione della conciliazione dei tempi e della condivisione dei carichi di cura, la riaffermazione del valore sociale della maternità e della paternità”.

Insomma, non sembra per la Giunta essere una priorità intervenire su casi come quello avvenuto tempo fa a Mezzolombardo dove un gruppo di ragazzi ha inseguito e insultato una coppia gay, poco importante sembrano essere anche i casi di omofobia che avvengono a scuola o ancora le tante altre intolleranze che avvengono sul nostro territorio che spingono, solo per fare un esempio, due ragazzi ad aver paura di prendersi per mano e a dover lasciare la propria casa. Tutto questo, per la Giunta provinciale e per l'assessora Stefania Segnana, non pare essere tra le priorità.

 

“E' allarmante e verosimilmente incomprensibile – ha spiegato De Preto - che qualcuno chiamato a garantire sicurezza e tutela a tutti i cittadini trentini decida, sulla base di un non meglio precisato principio valoriale, di creare una sorta di gerarchia' nelle classi di cittadini esposti a stigma e discriminazione. Di fatto non avvertendo alcuna urgenza nel contrastare l'omotransfobia e definendo chi ne sia esposto un cittadino di serie B”.

 

Tra l'altro, bisogna anche ricordare, che nemmeno le tanto decantate priorità spiegate dalla Segnana sembrano trovare molta concretezza. Alla fine dello scorso anno la stessa presidente della commissione pari opportunità Sandra Taufer si era detta preoccupata e rammaricata per la decisione della Provincia di togliere finanziamenti alle iniziative contro l’omofobia e le discriminazioni di genere. Sempre la stessa commissione aveva definito “allarmante” anche la nuova normativa Itea della Pat (QUI L'ARTICOLO).  In tema di violenza di genere anche lo scontro tra la capogruppo della Lega in consiglio provinciale, Mara Dalzocchio e la presidente della commissione Sandra Taufer. Quest'ultima durante una audizione aveva insistito sulla necessità di promuovere la parità di genere attraverso la cultura, la scuola e l’educazione “perché – ha spiegato – la violenza che le donne subiscono ha le sue radici anche negli stereotipi di genere”. Opposta la visione della Dalzocchio: “ “le basi della violenza non sono gli stereotipi”. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Non si capisce cosa questa Giunta voglia fare – spiega De Preto – perché se vogliono concentrarsi solo su un tipo di discriminazione almeno dovrebbero dare il via a qualche progettualità ed invece qui non ne vediamo”. Di certo, spiega ancora il presidente dell'Arcigay del Trentino, “non è questo il modo di contrastare efficacemente i fenomeni d'odio e che (anzi) suggerire una 'competizione del bisogno', una 'gerarchia del dolore', non è che la strada a un inutile e insensato confronto tra diverse popolazioni minoritarie e sottorappresentate, equamente meritevoli invece di tutele e garanzie”.

 

Infine l'ennesimo invito dell'associazione all'assessora Segnana: “Ripetiamo ancora una volta di essere disponibili in ogni momento a collaborare con la Provincia e tutti gli enti istituzionali per la progettazione, la realizzazione e l'implementazione di interventi contro ogni tipo di discriminazione”.

 

Proprio l'Arcigay del Trentino, sabato 11 luglio sarà in via San Pietro, dalle 9 alle 13, con il proprio gazebo informativo per incontrare i cittadini, raccogliere eventuali problematiche, e  rispondere alle domande sul disegno di legge Zan.

 

 

 

 

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