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Discriminazioni gay, per la Provincia non sono priorità da contrastare. Interviene la Commissione Pari Opportunità: ''Così si nega la dignità e l'eguaglianza''

L'assessora Stefania Segnana rispondendo ad una interrogazione di Futura aveva spiegato che la Pat ritiene priorità di azione il contrasto alle discriminazioni tra donne e uomini. Dopo la presa di posizione del presidente di Arcigay, Lorenzo De Preto ora è intervenuta anche la Commissione Pari Opportunità: "Non è accettabile e possibile dare priorità ad alcune questioni, come quelle che riguardano la violenza di genere e le pari opportunità fra uomini e donne e tralasciare la presa in carico delle discriminazioni su base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere"

Pubblicato il - 15 luglio 2020 - 09:26

TRENTO. “Una simile presa di posizione nega la dignità e l'eguaglianza di una fetta di cittadine e cittadini, reputando la loro salvaguardia e tutela non di prioritaria rilevanza”. Sulla risposta che l'assessora Stefania Segnana ha dato per iscritto in merito ad una interrogazione provinciale di Futura interviene ora anche la Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo.

 

La Segnana ha messo nero su bianco che la linea che questa Giunta provinciale vuole seguire è quella di occuparsi prioritariamente delle tematiche delle pari opportunità tra donne e uomini in linea con quanto delineato nei propri documenti di governo. Tutto questo individuando priorità di azione il contrasto alle discriminazioni tra donne e uomini. (QUI L'ARTICOLO)

 

Le altre discriminazioni? Non sembrano esistere per l'assessora Segnana e nemmeno per il resto della Giunta guidata da Fugatti. La Commissione Pari Opportunità è intervenuta per sottolineare come “non sia accettabile e possibile dare priorità ad alcune questioni, come quelle che riguardano la violenza di genere e le pari opportunità fra uomini e donne e tralasciare la presa in carico delle discriminazioni su base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere”. Come già altre volte espresso da questa Commissione, continua “si reputa che questa visione sia parziale e non colga la radice del problema della violenza di genere e delle disparità basate sulla costruzione sociale e binaria del maschile e del femminile, che inevitabilmente chiama in causa l'orientamento sessuale e l'identità di genere”.

 

Ma non solo. La posizione assunta dalla Provincia “nega la dignità e l'eguaglianza di una fetta di cittadine e cittadini, reputando la loro salvaguardia e tutela non di prioritaria rilevanza, fatto ancor più preoccupante alla luce dei gravi episodi verificatisi in Provincia negli ultimi mesi. Queste denunce, al contrario – conclude - dovrebbero suggerire la necessità di prendere in carico a livello istituzionale e pubblico il contrasto alla violenza omo-lesbo-bi-transfobica, ed è per questo che la Commissione continuerà ad impegnarsi, coerentemente con i propri obiettivi e competenze, per l'affermazione piena di una cultura egualitaria, oltre gli stereotipi di genere”.

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