“Sei trans? Cercati un altro medico”. La denuncia di Centaurus Arcigay: “Negato l'accesso agli esami per la terapia ormonale sostitutiva”
La segnalazione arriva dall'associazione Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol: “Una discriminazione inaccettabile a Bolzano nei confronti di una persona trans che si è vista negare l'accesso agli esami clinici per la terapia ormonale sostitutiva dal medico di famiglia”

BOLZANO. “Sei trans? Cercati un altro medico”. Sono queste le parole con cui l'associazione Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol denuncia un episodio di “discriminazione inaccettabile” avvenuto recentemente a Bolzano, dove secondo i volontari del gruppo “una persona trans si è vista negare l'accesso agli esami clinici per la terapia ormonale sostitutiva dal medico di famiglia”.
In una nota condivisa questa mattina (2 dicembre) sui canali social dell'associazione infatti è stata riportata la mail di risposta inviata proprio dal medico di base dopo la richiesta, da parte del paziente in questione, della prescrizione di esami clinici indicati dal medico specialista in endocrinologia. “Mi dispiace – si legge nel messaggio riportato – ma deve cercarsi un altro medico per la prescrizione di questa terapia e di questi esami. Secondo me una terapia ormonale di questo tipo e tutti gli interventi conseguenti non sono giovevoli per la salute e pertanto mi rifiuto di prescriverli”.
“A pochi giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle persone trans+ - scrive l'associazione – abbiamo registrato una grave discriminazione ai danni di una persona transgender bolzanina. Il medico di base della persona trans si è rifiutato di prescrivere gli esami clinici prescritti dal medico specialista e ha invitato la persona a cercarsi un altro medico”.
Un comportamento, si legge nella note di Centaurus Arcigay: “Gravissimo, perché fonda il rifiuto alla prescrizione degli esami indicati non su dubbi clinici che potevano essere confrontati con lo specialista, ma su un un rifiuto ideologico verso ogni terapia affermativa dell'identità transgender. Un rifiuto netto con l'invito a cercarsi un altro medico. La salute delle persone trans non può essere oggetto di valutazione ideologica e sottoposta ad obiezione di coscienza. Ma deve essere affidata all'evidenza scientifica e clinica e liberata dall'odio ideologico. Ancora una volta dobbiamo difendere la salute delle persone transgender e affermare il diritto ad accedere a percorsi di medicalizzazione sicuri e rispettosi delle persone trans+”.
Nella loro richiesta di accesso alla salute, continua infatti l'associazione: “Le persone trans+ devono confrontarsi troppo spesso con valutazioni morali anziché scientifiche, e troppi professionisti ancora oggi intendono ostacolare il diritto alla salute e quello umano al riconoscimento dell'identità di genere. Chiediamo con urgenza un incontro con il direttore dell'Azienda sanitaria di Bolzano non solo per chiarire questa situazione, ma per capire quali sono le misure che l'Azienda vuole intraprendere per garantire realmente il diritto e l'accesso non discriminatorio alla salute delle persone trans+ in Provincia di Bolzano”.
Non è stato reso pubblico il nome del medico di medicina generale, concludono i volontari: “Per tutelare la serenità degli organi competenti, ai quali è stato formalmente segnalato il caso”.














