“Amarezza e preoccupazione”, la Commissione pari opportunità contro i Pro vita: “Nessun indottrinamento, le differenze esistono”
La Cpo sottolinea come la promozione di percorsi di consapevolezza e contrasto alle discriminazioni di genere e contro la comunità Lgbtq rientri all’interno dei compiti che la Costituzione assegna alle istituzioni scolastiche per la promozione di valori fondamentali quali l’eguaglianza, l’autodeterminazione e il pieno sviluppo della personalità

TRENTO. Continua a far discutere la petizione (5.942 firme) promossa dall’associazione Pro vita e famiglia per chiedere una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole”. La Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo, si legge in una nota firmata dalla presidente Paola Taufer, apprende “con amarezza e preoccupazione” della raccolta firme depositata in Consiglio provinciale da parte di ProVita. “Il testo diffuso chiede di vietare l’insegnamento di valori fondamentali, declinati nell’ambito delle pari opportunità di genere e della non discriminazioni. Insegnamenti di democrazia ed eguaglianza a cui la scuola e la comunità educante non può abdicare e a cui non può sottrarsi”.
La Cpo sottolinea come la promozione di percorsi di consapevolezza e contrasto alle discriminazioni di genere e contro la comunità Lgbtq rientri all’interno dei compiti che la Costituzione assegna alle istituzioni scolastiche per la promozione di valori fondamentali quali l’eguaglianza, l’autodeterminazione e il pieno sviluppo della personalità.
“Gli interventi di sensibilizzazione sulla relazione di genere e di contrasto all’omolesbobitransfobia – osserva Taufer – rappresentano non solo una buona prassi, ma una necessità emergente e impellente per la costruzione di società eque ed il definitivo contrasto alla violenza maschile contro le donne e di genere a partire delle persone più giovani”.
In altre parole per la Cpo promuovere istanze di eguaglianza fra donne e uomini e delle persone Lgbtq “non rappresenta alcuna forma di indottrinamento, ma ha il mero seppur essenziale scopo di nominare differenze già esistenti nella nostra società e nel contesto scolastico, per restituire loro la pari dignità che possiedono. Non solo – prosegue Taufer – crediamo che l’iniziativa che si è tenuta al Muse (duramente contestata dai Pro vita ndr) fosse necessaria e lodevole, avendo peraltro coinvolto professioniste e docenti con esperienza conclamata nell’ambito dell’educazione, ma ne auspichiamo una moltiplicazione sul nostro territorio, una diffusione capillare e una messa a sistema per parlare di identità, di eguaglianza e costruire ambienti scolastici inclusivi”.














