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Parità di genere, nel ''Trentino leghista'' il tema non interessa più. Lettera a Segnana: ''Servono politiche e azioni concrete. La violenza è solo la punta dell’iceberg''

La presidentessa della Commissione pari opportunità Paola Taufer ha sottoscritto una lettera con 14 associazioni e sigle sindacali dove si evidenziano con ''forza alcune criticità emerse''. ''Per raggiungere la parità di genere, è necessario che dalle istituzioni provengano messaggi chiari e siano intraprese azioni che valorizzino le competenze femminili presenti a livello territoriale, che promuovano l’indipendenza economica delle donne e la loro occupazione''

Di Luca Pianesi - 22 December 2020 - 13:24

TRENTO. Che l'amministrazione Fugatti rappresenti un grave passo indietro anche per quanto riguarda le pari opportunità e le battaglie di genere è un dato di fatto. I politici di maggioranza sono tutto fuorché figure compatibili con le battaglie di chi chiede rispetto per le donne, parità di trattamento, progresso e attenzione.  Oggi la Commissione provinciale Pari opportunità ha trasmesso un atto ufficiale all'assessora (che insiste nel farsi chiamare assessore, al maschile dimostrando il gap culturale intrinseco di questa amministrazione all'oscuro anche su tutta l'importanza che ha il linguaggio per il progresso della società) Segnana.

 

Una lettera sottoscritta da 14 associazioni nata dopo l'incontro, previsto dalla legge 13 del 2012, del 23 novembre scorso tra la Commissione pari opportunità e le associazioni e i movimenti durante la quale sono emerse ''con forza - scrive la presidentessa della Cpo Paola Taufer - alcune criticità condivise che sintetizziamo qui di seguito''.

 

Ecco allora la lista dei problemi più grossi:

mancata o tardiva riorganizzazione del Tavolo sulla Medicina di genere, che pure era stato con successo avviato e portato avanti nella scorsa legislatura, e che aveva avviato buone pratiche e realizzato iniziative largamente condivise ed apprezzate dalla cittadinanza e dal personale sanitario;

mancata riorganizzazione del Comitato per la tutela delle donne vittime di violenza, nella forma prescritta dalla l.p. 6/2010, art.10, che non ci risulta mai convocato dall’inizio della legislatura;

• forte depotenziamento, sia in termini di organico sia di risorse economiche, dell'Ufficio per le Pari Opportunità;

• forte depotenziamento, sia in termini di organico sia di risorse economiche, dell'Ufficio del Consigliere di Parità;

scarsa parità di genere e assenza di tematiche legate alle asimmetrie di genere in tutti i tavoli di lavoro provinciali sull'emergenza Coronavirus in Trentino, malgrado sia pacifico che il Covid-19 aggravi la condizione in cui versano molte donne, maggiormente esposte al rischio di precarietà e di licenziamento, su cui ancora gravano per la quasi totalità i compiti di cura nella sfera domestica;

cancellazione dei corsi "Educare alle relazioni di genere", senza motivazioni sostanziali e ad oggi, in assenza di avvio di una alternativa fungibile in termini di sistematicità dell’intervento e competenza degli attori coinvolti. A questo riguardo, si sottolinea che, in assenza dell’intervento istituzionale, sono state avviate numerose iniziative sul territorio, sulla base della disponibilità delle risorse di ciascun Istituto scolastico e buona volontà del corpo docenti coinvolto. Queste iniziative, prive di un coordinamento generale, risultano fortemente disomogenee nei contenuti proposti, con l’impossibilità – peraltro- di verificarne la validità e l’efficacia;

cancellazione per il 2021 dei contributi per iniziative di Pari Opportunità. Sebbene fosse comprensibile l’idea di procedere a correttivi e razionalizzazione del finanziamento degli interventi, non si può condividere il taglio tout court a cui queste risorse sono andate incontro. Non riteniamo giusto che i tagli economici ricadano su progetti che vogliano promuovere la cultura delle pari opportunità per i/le più giovani e la cittadinanza tutta, questioni che ad oggi, alla luce della sindemia da COVID-19, risultano ancora più rilevanti.

 

Insomma la questione di genere con questa giunta leghista sembra derubricata a tema di secondaria importanza quando è chiaro a tutti che una delle possibilità di ripartenza del sistema è legata proprio alla parità di genere, risorsa straordinaria anche per il sistema economico, oltre che sociale e volano di crescita per ogni società. Purtroppo, però, il ritardo culturale di buona parte degli esponenti di maggioranza in questo ambito è fortissimo ed evidente: si ricorderà la torta di compleanno con scritto ''W la Lega, W la F...'' sfoggiata sui social nei giorni contro la violenza sulle donne con l'assessore alla cultura Bisesti e il presidente del partito Savoi in posa per le fotografie, passando per la difesa a oltranza degli anti abortisti di Pro Vita da parte dei vari Claudio Cia e Mara Dalzocchio, agli attacchi sessisti (e omofobi) sui social del solito Savoi, per passare alla ''casalinga di Borghetto'' citata da Fugatti come fosse l'ultima creatura vivente in grado di capire qualcosa, in una delle sue tante conferenze stampa. E la lista potrebbe continuare all'infinito. 

 

E poi ci sono anche i fatti come l'esclusione della componente ''femminile dai vertici dell’Azienda Sanitaria, e anzi la mancata riconferma dell’unica Dirigente presente. Nuovamente- spiega Taufer - la parità di genere negli organi decisionali, non è considerata come un valore da questa Giunta. La Cpo si unisce allo sconcerto espresso dalle Associazioni/Movimenti su tutte queste tematiche, di cui le chiediamo, nel circuito della responsabilità politica, conto. Comprendiamo bene che il periodo che viviamo sia particolarmente difficile, ma questo non giustifica, a nostro avviso, il depauperamento di risorse e di attenzione verso le politiche di pari opportunità fra uomini e donne, dato che le asimmetrie di genere contraddistinguono ancora marcatamente le nostre società, in un divario che si è aggravato e si aggraverà ancora a causa dell’emergenza Covid-19. Il territorio della Provincia di Trento in questo, non fa alcuna eccezione''.

 

''Per il raggiungimento delle pari opportunità - prosegue la presidentessa della Cpo - sono necessarie molteplici azioni e politiche ed uno stanziamento di risorse economiche, non in ottica emergenziale, ma che colpiscano la struttura di queste disparità nelle nostre società. Fra questi interventi sono fondamentali, ma non sufficienti, quelli volti al contrasto delle violenze di genere, che ricordiamo essere solo la punta dell’iceberg di una cultura non paritaria delle relazioni fra uomini e donne. Ma anche questi stessi interventi, per essere efficaci, devono agire in ottica preventiva e necessitano di essere elaborati attraverso una rete forte e allargata fra istituzioni e società civile. Questo, allo stato attuale di cose, con forte nostro dispiacere, non è mai accaduto''.

 

''Ancora - conclude Taufer - per raggiungere la parità di genere, è necessario che dalle istituzioni provengano messaggi chiari e siano intraprese azioni che valorizzino le competenze femminili presenti a livello territoriale, che promuovano l’indipendenza economica delle donne e la loro occupazione, che diffondano la cultura delle pari opportunità con iniziative rinvolte alla cittadinanza intera e con interventi di sistema per l’educazione a relazioni paritarie e non violente per le più giovani ed i più giovani. Questi, e altri aspetti legati alla parità di genere, sono assenti attualmente dalla programmazione politica, con inevitabili ricadute in termini di composizione e obiettivi dei tavoli di lavoro su tematiche fondamentali per lo sviluppo delle nostre società. Di tutti questi aspetti elencati crediamo si debba invece tenere conto, per raggiungere insieme una vera democrazia paritaria, che in definitiva vuol dire maggiore benessere e garanzia di pieni diritti per tutta la cittadinanza e l’affermazione di una visione del mondo più giusta e paritaria”.

 

La lettera è stata sottoscritta da 14 associazioni e sigle sindacali Anpi; ArciGay del Trentino; Associazione “La Voce delle donne” Fiemme e Fassa; CGIL del Trentino; Comitato Laici trentini per i diritti civili; Comitato Pari Opportunità Ordine degli Avvocati Trento; Comitato per la promozione dell’Imprenditoria femminile Coordinamento Donne Spi Cgil; Coordinamento Donne Onlus - Centro Antiviolenza Trento; Coordinamento Pari Opportunità; Uil del Trentino; Fidapa Trento; Soroptimist Trento; Sportello Antidiscriminazioni Trento; Uil Camera sindacale Trentino.

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