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Taufer: “La violenza contro le donne nasce anche dagli stereotipi culturali”. Guglielmi: “Il problema non è il linguaggio”

Presentata la relazione 2019 della Commissione pari opportunità: “Promuovere la parità di genere attraverso la cultura e l’educazione rilanciando l’educazione di genere nelle scuole”. Dalzocchio: “Le basi della violenza non sono gli stereotipi”. Guglielmi solleva dubbi sul progetto del calendario (da distribuire nelle scuole) che evidenzia il ruolo storico delle donne trentine

Di Tiziano Grottolo - 16 giugno 2020 - 20:43

TRENTO. La relazione annuale redatta dalla Commissione pari opportunità tra uomo e donna è sbarcata in Quarta commissione dov’è stata illustrata ai consiglieri che ne fanno parte. La relazione fa riferimento solo agli ultimi sei mesi del 2019 dal momento che la Cpo si era insediata il 5 giugno dell’anno scorso. La presidente Paola Taufer ha insistito sulla necessità di promuovere la parità di genere attraverso la cultura, la scuola e l’educazione “perché – ha spiegato – la violenza che le donne subiscono ha le sue radici anche negli stereotipi di genere”.

 

Un’affermazione contestata dalla leghista Mara Dalzocchio che ha fatto sapere che, secondo lei, “le basi della violenza non sono gli stereotipi”, per la capogruppo della Lega la scelta del percorso di studio di una ragazza non è condizionato dal genere ma risponde all’interesse della persona. Dalzocchio ha voluto ribadire anche la sua posizione di contrarietà rispetto alle quote rosa, oltre ad insistere sul fatto che nella scelta delle attività cui dedicarsi la Cpo dovrebbe tener conto delle molteplici e diverse sensibilità delle donne “e non solo di quelle di una parte”.

 

In buona sostanza, durante l’audizione, si evidenziata una spaccatura, con le minoranze che hanno condiviso i risultati e i contenuti portati avanti dalla Commissione pari opportunità mentre i rappresentanti della la maggioranza hanno attaccato quello che è a tutti gli effetti un organo consultivo del Consiglio provinciale e della Giunta provinciale. Se Lucia Coppola di Futura ha plaudito al lavoro svolto, affermando: “Siamo donne più della metà della popolazione mondiale ma a parità di competenze, mansioni e capacità percepiamo una retribuzione e una pensione inferiori a quelle degli uomini”. Il consigliere Claudio Cia di Agire ha ricordato il problema delle camere di degenza dell’ospedale che ospitavano nelle stesse stanze sia uomini che donne. “Questa va classificata come una violenza psicologica di genere della quale la Cpo non si è però mai occupata. A volte – ha concluso – le differenze tra uomo e donna non si vogliono vedere né rispettare”.

 

Dal canto suo il consigliere Dem Luca Zeni ha detto di condividere l’impostazione data dalla presidente alla relazione per far capire che vi è un contesto generale da evidenziare non limitando l’attenzione al solo tema della violenza contro le donne, che nasce sempre da un substrato culturale. Mentre per Paola Demagri del Patt ha evidenziato: “L’ottimo lavoro svolto, perché calato sul territorio per promuovere una mentalità”. Per l’autonomista è importante promuove una cultura e una mentalità da cui potranno derivare il rispetto pieno della dignità, del ruolo e dei diritti della donna.

 

Nel frattempo Taufer, sul tema donne e Covid-19 ha preannunciato un focus della Cpo sulla violenza economica che toccherà tutte le problematiche della donna nel mondo del lavoro tenendo conto delle conseguenze dell’emergenza sanitaria. “L’insieme degli stereotipi culturali concorre a generare la violenza perché l’uomo considera la donna sua proprietà”. Ecco perché è indispensabile promuovere un cambiamento culturale a partire dalle scuole che faccia capire alle ragazze di avere le stesse possibilità dei ragazzi anche nella scelta del percorso di studi. “Le donne – ha proseguito Taufer – sono discriminate e sottoposte a varie forme di violenza perché fin da piccole sono indotte a ragionare e a comportarsi in un certo modo. Se ad esempio anche nel linguaggio si declina tutto al maschile, ne deriva la convinzione che l’uomo sia più importante della donna”. Il consigliere di maggioranza Luca Guglielmi (eletto in val di Fassa) Luca Guglielmi (Fassa) ha criticato questa visione perché a suo avviso il problema non è usare una lettera piuttosto di un’altra.

 

Fra i vari progetti che sono stati presentati dalla Cpo c’è la realizzazione di un calendario dedicato al contributo dato dalle donne allo sviluppo del Trentino, che sarà distribuito nelle scuole. “Si tratta di recuperare e promuovere lo studio e la conoscenza dell’importante ruolo svolto lungo i secoli dalle figure femminili in tutti gli ambiti della vita sociale all’interno del nostro territorio”. I libri scolastici infatti, evidenziano quasi esclusivamente i protagonisti maschili della storia, ed è proprio per rimediare a questa lacuna culturale che sarà stampato il calendario. Guglielmi ha sollevato dubbi anche su questo progetto: secondo lui sarebbe riduttivo presentare ai ragazzi i meriti delle donne con poche pagine di calendario. Taufer ha risposto promettendo al consigliere fassano una copia del calendario “per dimostrargli che si tratta di uno strumento valido per parlare ogni giorno di una donna con gli studenti. Così potranno comprendere meglio il valore del contributo dato dalle donne alla storia del Trentino come artiste, politiche, scienziate con l’obiettivo dell’integrazione”.

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