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Contro la violenza di genere corsi di educazione emotiva nelle scuole. Marini: “Una piaga da estirpare”

Oltre alla legge che istituisce “l’assegno di autodeterminazione” per donne vittime di violenza, sono stati approvati anche due ordini del giorno per lavorare con gli alunni delle scuole. Il provvedimento firmato da Ferrari impegna la Giunta a promuovere e offrire percorsi di educazione antiviolenza negli istituti di ogni ordine e grado

Di Tiziano Grottolo - 03 febbraio 2021 - 18:36

TRENTO. Quella di oggi è una data da ricordare che sancisce un importante passo in avanti, il Consiglio provinciale infatti ha approvato la legge (firmata Ghezzi-Coppola) che istituisce l’assegno di autodeterminazione, un sostegno economico dedicato alle donne vittime di violenza. “Il Trentino – commenta il consigliere di Futura Paolo Zanella – diventa una delle poche realtà in Italia a inserire nella propria legislazione uno strumento concreto per tutte quelle donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita da relazioni violente”.

 

Collegati al ddl presentato da Futura sono stati approvati anche due ordini del giorno che impegnano la Giunta a intervenire nelle scuole per contrastare la violenza di genere. Quello presentato dal pentastellato Alex Marini prende spunto dai numeri dei delitti compiuti nel 2020, un anno caratterizzato dalla pandemia. Nonostante il forte calo degli omicidi volontari infatti, lo stesso non si può dire per i femminicidi che hanno registrato addirittura un lieve incremento rispetto al 2019 (QUI articolo).

 

“Una piaga da estirpare”, dice Marini che per farlo chiedi di “lavorare sulla cultura delle persone fin dalla più tenera età, facendo comprendere a tutti come in qualsiasi genere di rapporto la violenza non sia mai accettabile”. L’obiettivo è quello di operare in primis sulle scuole di concerto con con l’ordine degli psicologi e con la commissione provinciale pari opportunità. “Bisogna sensibilizzare la popolazione facendo conoscere una realtà che molti ignorano. Più di tutto non bisogna distogliere lo sguardo, perché la violenza contro le donne è fin troppo comune e spesso è più vicina di quanto non si immagini”, conclude il consigliere del Movimento 5 Stelle.

 

Nel concreto l’odg impegna la Giunta a valutare la possibilità di realizzare campagne di comunicazione sociale e di sensibilizzazione in merito al femminicidio e alla cultura non discriminatoria basata sul rispetto tra uomini e donne. Non solo perché si chiede di valutare la progettazione di moduli di educazione emotiva in ambito scolastico e percorsi di sensibilizzazione culturale sul tema della violenza sulle donne e del femminicidio, aperti alla popolazione.

 

Un ordine del giorno analogo è stato approvato su iniziativa di Sara Ferrari insieme ai consiglieri del Partito Democratico e altri esponenti della minoranza, fra cui lo stesso Marini ma anche Zanella, Dallapiccola, Demagri, Degasperi e Rossi. L’odg impegna la Giunta a promuovere ed offrire, a carico della Provincia, percorsi di educazione antiviolenza nelle scuole di ogni ordine e grado del Trentino. L’assessora Stefania Segnana ha condiviso il provvedimento facendo inserire un emendamento (concordato con Ferrari) per promuovere la formazione rivolta agli insegnanti affinché sappiano cogliere negli alunni i sintomi di una violenza subita dai genitori. Dal canto suo la consigliera Dem ha fatto sapere di aver apprezzato la volontà di riprendere queste iniziative interrotte lo scorso anno a causa della pandemia sottolineato al contempo l’importanza di rivolgersi attraverso la scuola anche agli insegnanti e alle famiglie.

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