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Nel 2020 calano gli omicidi ma non la violenza sulle donne: 112 femminicidi, uno in più dell’anno precedente

Contrariamente all’andamento generale degli omicidi volontari i femminicidi non sono calati nemmeno durante il lockdown, anzi nel 2020 si conta un evento in più rispetto al 2019. Aumentano anche le donne uccise in ambito familiare-affettivo, nel 67% dei casi a compiere il delitto è stato l’ex partner

Di Tiziano Grottolo - 31 gennaio 2021 - 10:36

TRENTO. Nel periodo compreso tra il 2017 e 2020 gli omicidi volontari sono calati costantemente, ma lo stesso discorso non vale per i femminicidi che nell’anno appena trascorso sono lievemente aumentati. Si potrebbe sintetizzare così il documento elaborato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale.

 

Più nel dettaglio il numero complessivo di omicidi, che nel 2017 si attestava a 375, nel corso dell’anno appena trascorso è sceso a 271, una riduzione del 14% rispetto al 2019 quando si contarono 315 assassinii. Il 2020 è stato sicuramente condizionato dalla pandemia, un legame che risulta evidente confrontando i mesi dove è entrato in vigore il lockdown e le misure restrittive adottate dal Governo. Se nel 2019 fra gennaio e maggio si erano contati 142 omicidi, nello stesso periodo del 2020 se ne contano “soltanto” 103. Eppure l’inizio 2020 era partito persino peggio rispetto all’anno precedente con 31 assassinii contro 27. Con l’allentamento delle misure restrittive a maggio (20) e a giugno (33) si è registrato un nuovo incremento del fenomeno, per poi tornare a calare in ottobre e novembre, con 34 omicidi in due mesi.

 

Il dato più preoccupante però, riguarda la violenza di genere, contrariamente all’andamento generale questi numeri non sono calati, anzi nel 2020 si conta un evento in più rispetto al 2019, 112 femminicidi contro 111. In altre parole la violenza di genere non è stata influenzata dal lockdown. Un dato che si scontra con il numero di denunce di violenza in calo ma come sottolineavano le associazioni: le restrizioni sulla libertà di movimento hanno reso molto più difficile rivolgersi alle forze dell’ordine, di fatto costringendo le vittime a una convivenza forzata con quegli uomini che talvolta si trasformano in aguzzini.

 

 

Nel corso del 2020 sono aumentate anche le donne uccise in ambito familiare-affettivo (da 94 a 98), nel 67% di questi casi a compiere il delitto è stato l’ex partner. Nei mesi di febbraio, maggio, ottobre e novembre tutti i femminicidi sono avvenuti in ambito famigliare-affettivo. Un trend che risulta, invece, più altalenante nel 2019 quando la soglia minima è stata raggiunta nei mesi di giugno (20) e dicembre (16), e il maggior numero di omicidi è stato registrato nei mesi di marzo (38) e di aprile (32).

 

Prendendo in considerazione l’incidenza delle donne vittime di omicidio sul numero totale di quelli commessi è possibile stabilire che, mentre nel 2019 il valore si mantiene costante intorno al 30%, con un evidente incremento nei mesi di giugno e dicembre (50%), nel 2020, la maggior incidenza si registra proprio nel primo periodo del lockdown, quando già dal mese di marzo si attesta al 61%, per poi nuovamente diminuire nei mesi successivi, risalendo sino al 59% nel mese di novembre. Pertanto, conclude il rapporto, la diminuzione degli omicidi totali non ha trovato corrispondenza con una pari riduzione di quelli con vittime donne.

 

Infine, il dato delle donne uccise nel 2020 su base regionale vede in testa la Lombardia (21), seguita da Piemonte (16) e Sicilia e Campania (entrambe 10 casi). Sia in Veneto che nel Lazio le donne uccise sono state 7. Liguria, Emilia-Romagna e Toscana si fermano a 6. Le vittime nella Marche sono 5 a cui si aggiungono Trentino-Alto Adige (4), Puglia (4), Calabria (4), Sardegna (3) Friuli-Venezia Giulia (2) e una in Abruzzo.

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