Dalla scuola alle pari opportunità, la vice presidente Gerosa a il Dolomiti: "Dobbiamo ripartire dai ragazzi e ristabilire un'idea di rispetto per contrastare la violenza"
Dal braccio di ferro fra Lega e Fratelli d'Italia, alla partenza del lavoro in Giunta, la vicepresidente Francesca Gerosa: "Mi sono già messa al lavoro per elaborare un elenco di priorità, per questo sto approfondendo già alcune tematiche. Per fare proposte realistiche e concrete serve ascoltare e conoscere prima, confrontandosi con tutti gli attori di riferimento e i portatori di interesse"

TRENTO. “Ho sempre voluto lavorare con fare costruttivo, ma purtroppo questo atteggiamento è stato da qualcuno strumentalizzato, anche sottotraccia, per creare malumori e divisioni. Ora siamo concentrati sulle tante sfide da affrontare”. Usa queste parole Francesca Gerosa, vice presidente della Provincia di Trento, in un'intervista rilasciata a il Dolomiti dopo le difficili settimane per la maggioranza nella formazione della Giunta.
Nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il decreto di Maurizio Fugatti che, a seguito dell'intesa tra Lega e Fratelli d'Italia, ha nominato Gerosa vice presidente (come indicava un accordo preso prima delle elezioni e che il partito di Meloni ha sempre rivendicato). Ma il governatore ha annunciato che verranno tolte le deleghe al consigliere Claudio Cia, che intanto a lasciato FdI.
Un risultato raggiunto con non poca fatica dopo settimane di trattative e tensioni tra i due azionisti di maggioranza della coalizione di centrodestra che non si sono di certo risparmiati colpi.
Vice presidente Gerosa, quanto è stato difficile sbloccare la situazione e quanto è stato importante tenere il punto fino alla fine?
Sono state decisamente settimane molto complesse ma era importante far capire quanto fosse fondamentale per noi mantenere una linea con la quale ci siamo presentati agli elettori. La vice presidenza non ha mai avuto un valore di potere o economico (alla vice presidenza non spettano indennità aggiuntive – ndr), ma ha un significato molto più importante perché porta con sé il valore del rispetto di un accordo e di una parola data, principio faro per noi.
Qualcuno vi accusa di aver fatto gestire a Roma la trattativa. Ma avere in alcuni casi il potere centrale dalla propria parte quanto è un valore anche per l'autonomia?
Fratelli d’Italia è un partito che rispetta i propri territori e i propri rappresentanti ma, al contempo, proprio in virtù di questo rispetto non li lascia soli e fa quadrato con loro quando serve.
Il legame stretto con Roma è solo un valore aggiunto per la nostra autonomia perché è evidente a tutti che non viviamo in un sistema avulso dal contesto nazionale. Vedere le sinergie con Roma come un limite per la nostra autonomia è quanto di più riduttivo e incomprensibile si possa immaginare.
Alla fine ha ottenuto l'Istruzione tra le deleghe. A chi l'accusava, e fra questi anche l'ex assessore Mirko Bisesti, di non essere interessata al mondo della scuola cosa risponde?
Se posso essere sincera sorridevo leggendo le varie dichiarazioni e strumentalizzazioni che emergevano attorno a un mio ipotetico pensiero sulla delega all’istruzione. L’istruzione è centrale della nostra società perché qui muovono i primi passi e si formano i nostri figli che sono i cittadini del futuro. Fratelli d’Italia aveva puntualizzato lo svuotamento di deleghe collegate a quella dell’istruzione, ma mai ha sminuito la sua importanza. Ho seguito queste settimane nel silenzio perchè non ho voluto alimentare le polemiche, e questo ha permesso congetture molto distanti dalla realtà
A proposito dell'ex assessore Mirko Bisesti, manterrà la riforma delle scuole dell'infanzia aperte a luglio ? Porterà avanti quella sul merito per gli insegnanti?
Sarà mia premura approfondire tutti i temi aperti sul tavolo e incontrare tutte le parti in gioco per avviare un confronto costruttivo che porti alle soluzioni migliori per tutti, e questo sarà il mio modo di operare in ogni ambito, non solo per queste due delicate tematiche.
Alla luce dei femminicidi recenti, pensa di rafforzare i corsi sulla parità di genere? Oppure, come alcuni suoi colleghi, teme che il gender si diffonda nelle aule?
Credo che serva lavorare di più alla cultura del rispetto che oggi sembra troppo sfumata. Pensiamo ai social dove c’è una sempre più diffusa violenza verbale e ci sono sempre maggiori atteggiamenti accusatori; atteggiamenti quasi sempre basati sul nulla se non sulla convinzione che solo la propria è la verità assoluta e tutto il resto, compreso il pensiero altrui, conti di meno. Queste modalità sono l’espressione di uno spaccato di società che, onestamente, mi preoccupa e non poco. Una società nella quale per qualcuno tutto è permesso: aggredire verbalmente, mancare di rispetto, esercitare violenza psicologica e fisica. Dobbiamo ripartire dai nostri ragazzi e ristabilire quell’idea di rispetto che sembra cosa sempre più rara.
Sport, scuola e famiglia: come sono legati questi dicasteri e pensa di creare una sorta di ''filiera politica'' che tenga uniti i tre ambiti?
Mi piace pensare a una staffetta ideale che colleghi tutte queste deleghe tra di loro. L’idea è quella di creare un rapporto strettissimo tra tutti questi ambiti in modo che si possa lavorare a idee nuove che trasversalmente tocchino tutti. Le sinergie credo siano le armi migliori per fare meglio in ognuno dei settori di cui mi occuperò in questi anni.
Una prima azione da portare avanti come politica per le famiglie, la natalità e per lo sport?
Mi sono già messa al lavoro per elaborare un elenco di priorità, per questo sto approfondendo già alcune tematiche. Per fare proposte realistiche e concrete serve ascoltare e conoscere prima, confrontandosi con tutti gli attori di riferimento e i portatori di interesse.
In molti festeggiano per il suo ingresso in giunta anche per riportare un po' di criterio e di confronto sui temi che hanno caratterizzato la passata legislatura sui quali l'amministrazione si era chiusa a riccio, a partire dai grandi carnivori. Anche se il tema non è di sua diretta competenza lavorerà per favorire l'incontro e il confronto?
Ho sempre lavorato per cercare nel confronto le soluzioni ai vari problemi e questo sarà il mio modo di operare anche nel futuro. Ogni mia azione ha sempre voluto essere costruttiva, ma purtroppo è stata da qualcuno strumentalizzata, anche sottotraccia, per creare malumori e divisioni. L’importante è non arrendersi e credo di aver dimostrato che l’arrendevolezza non è tra le mie caratteristiche
Dopo settimane così tese come si riparte nei rapporti?
Sicuramente le tensioni ci sono state ma sono convinta che quando si comincia a lavorare e ci si concentra sulle tante cose da fare tutto il resto poi passi in secondo piano.
Sono abituata a guardare avanti e mai indietro perché questo farebbe perdere soltanto tempo prezioso. Quindi, sono ottimista; poi certamente la volontà di rinsaldare buone relazioni nell’interesse dei trentini non può essere soltanto la mia. Io ci sono, senza però mai appiattirmi rinunciando al mio modo di lavorare e alle mie idee.














