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Pari opportunità, Marco Giusta a Trento: ''La città non deve cedere alle politiche della Lega'' e intanto Savoi attacca Rossi: ''E' autonomista come Cicciolina è vergine''

Mentre chi governo il Trentino continua a distinguersi per frasi misogine e omofobe e l'assessora competente vuole farsi chiamare assessore arriva a Trento il numero uno della Giunta Appendino in tema di pari opportunità: ''Queste affermazioni sono molto pericolose e non ci si deve abituare a sentirle. Questo tipo di retorica può portare anche a casi di violenza ma, cosa che viene spesso sottovalutata, anche alla poca possibilità di sfondare il cosiddetto vetro di cristallo per le donne''

Di Claudia Schergna - 01 settembre 2020 - 20:35

TRENTO. Si discuterà di come abbattere le disuguaglianze e valorizzare i cittadini nell’evento organizzato da Futura in programma per a Gardolo alle 20.30 mercoledì 2 settembre. Ospiti Barbara Poggio, ricercatrice e professoressa di sociologia all’Università di Trento oltre ad essere pro-rettrice alle politiche di equità e diversità, e Marco Alessandro Giusta, assessore alle pari opportunità della città di Torino.

 

La serata cercherà di rispondere a una serie di domande come ''cosa può fare una città per abbattere le diseguaglianze, valorizzando al contempo le diversità dei suoi cittadini e delle sue cittadine?'', ''quanto ha inciso il Covid-19 nell’alimentare nuovamente diseguaglianze per le donne e per chi sta ai margini?'', ''quali le leve strategiche per arrivare a garantire reali opportunità a tutti?'' e ancora ''come compensare la completa assenza della Provincia in tema di diritti delle donne, dei migranti, delle persone LGBT+, dei disabili e di chi vive ai margini?''. Il Dolomiti ha parlato con l'assessore Giusta per ascoltare alcune risposte a questi quesiti e capire qual è la situazione in Trentino dove una destra leghista finisce spesso, più o meno consapevolmente, per scadere in atteggiamenti misogini e omofobi.

 

Dalle torte con scritto ''viva la F...'', ai ''culatoni'' scritto sulla nostra pagina Facebook, dal presidente del consiglio provinciale Kaswalder che ricordava che ''a ciacere non se sgionfa done'' per arrivare alla frase di ieri del presidente della Lega Savoi scritta in un comunicato stampa (''Se Ugo Rossi è autonomista allora Cicciolina è vergine”) il livello di chi amministra il Trentino, oggi, è questo.

 

Giusta, partiamo da qui: quanto è rischioso che le persone si abituino a sentire questo genere di affermazioni?

Indubbiamente riuscire a tenere il punto fermo su alcune questioni è importante, non possiamo transigere questo tipo di discriminazioni, in nessun caso, nemmeno in maniera scherzosa. Il contrasto ad ogni forma di misoginia e di sessismo dovrebbero essere alla base di qualunque realtà politica ed è incredibile che per molti non lo sia. Poi queste affermazioni sono molto pericolose e non ci si deve abituare a sentirle. Questo tipo di retorica può portare anche a casi di violenza ma, cosa che viene spesso sottovalutata, anche alla poca possibilità di sfondare il cosiddetto vetro di cristallo per le donne, l’essere bloccate nell’idea che il ruolo della donna sia dentro casa e negli incarichi di cura. Un tema interessante è la posizione delle donne nel mondo scientifico, che viene spesso fatto passare in secondo piano. E invece sappiamo che alcune delle più grandi matematiche sono e sono state donne, come Sofia Kovaleskaja e molte altre. Questa retorica e questo tipo di discorsi limitano l’orizzonte per le donne.

 

E non ci sono solo gli uomini: Segnana ha tolto la dicitura pari opportunità dal suo assessorato, appena insediata lasciando politiche sociali, salute, disabilità e famiglia, ed è noto che non ama essere chiamata “assessora” con la A finale ma assessore.

Il tema del linguaggio è interessante, dimostra che non è avvenuta un'adeguata trasformazione culturale. Anche noi a Torino abbiamo lanciato il progetto “Io parlo e non discrimino” per far capire che l'uso che facciamo del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare. É il principale mezzo di espressione del pregiudizio e della discriminazione. Sicuramente per noi avere una sindaca che ha deciso di usare la parola “sindaca” sia nel personale che nelle mail ufficiali, per esempio, è stato un grande passo in avanti in questo senso.

 

Come può Trento prendere le distanze dall’amministrazione provinciale che è poco sensibile a queste tematiche e anzi sembra preferire battute deliberatamente misogine e omofobe a politiche di inclusione?

Al di là dell’amministrazione provinciale, la città di Trento è conosciuta in Italia per essere molto attenta al tema dell’inclusione sia delle donne che di omosessuali e transessuali e infatti fa parte della rete Ready, che promuove le buone pratiche contro la discriminazione di genere. Trento per continuare in questo percorso di crescita può costruire una rete con altre città e dare inizio a buone progettualità.

 

Come si rende una città veramente inclusiva?

Una città inclusiva è una città che prova a far valere la voce di tutti i propri cittadini. Per fare questo il sistema migliore è costruire degli spazi di codecisione in cui i movimenti femminili, i movimenti Lgbt, i gruppi per i diritti degli immigrati e qualsiasi movimento che si occupa di politiche sociali, possano in qualche maniera definire delle linee di azione.

 

Che cosa ci si aspetta dall’evento di domani?

Sono stato invitato per portare la mia esperienza come assessore alle pari opportunità. Nella città di Torino abbiamo lavorato molto per contrastare la violenza maschile di genere, abbiamo lavorato molto sul tema dell’intersezionalità, cioè la sovrapposizione di diverse identità sociali e dell’inclusione sociale, per le donne, per i migranti, per la comunità lgbt, per chiunque subisca discriminazioni”.

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