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Cgil: ''Da Bisesti solo parole, di fatto non c'è un euro per la scuola trentina''. Intanto la Giunta boccia l'educazione alla relazione di genere e rispetto

Voto negativo della maggioranza a trazione leghista all’ordine del giorno presentato da Futura che impegnava la giunta a “Studiare la possibilità di prevedere strumenti formativi volti all'educazione alla relazione di genere e rispetto". Nulla di fatto anche all'incontro tra la Flc del Trentino e l'assessore provinciale Bisesti per parlare del contratto del personale della scuola e formazione professionale

Foto tratta da Facebook: pagina Mirko Bisesti
Pubblicato il - 14 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Una giornata che è iniziata per l'assessore Mirko Bisesti nel migliore dei modi con tanto di "tea inglese" per festeggiare il risultato dei Conservatori in Inghilterra ma che è terminata poi con non pochi problemi. Da una parte lui e dall'altra le minoranze e i sindacati. Al centro la scuola e i tanti problemi che non riescono a trovare una soluzione. 

 

Niente da fare per quanto riguarda il contratto del personale della scuola trentina con i sindacati che ormai parlano di un "governo senza visione" ma stop anche all'introduzione nelle classi dell'educazione alla relazione di genere e rispetto. Quei principi fondamentali per formare cittadini e cittadine responsabili che però la giunta leghista vede come fumo negli occhi. Un fastidio sottolineato  anche durante la discussione della finanziaria con la bocciatura di un emendamento presentato da Futura. 

 

“Di fatto ad oggi non c'è un euro per la scuola trentina”. E' un commento davvero amaro quello arrivato dai sindacati al termine dell'incontro avuto con l'assessore provinciale Mirko Bisesti per parlare del contratto del personale della scuola e formazione professionale. Un incontro “deludente” ha affermato senza giri di parole Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc del Trentino.

 

Per la Cgil, la scuola trentina sta perdendo quella spinta sulla buona didattica e sull’attenzione particolare all’inclusione e all’integrazione che le derivava dalla sua autonomia rispetto al nazionale. “Oggi chi è al governo provinciale – ha spiegato Mazzacca - non ha una visione, non imprime nessuna direzione di marcia. Quanto sta avvenendo sul rinnovo contrattuale ne è la dimostrazione”.

 

Il dito viene puntato sulla mancanza degli investimenti sul personale della scuola, niente impegno per un’apertura finanziaria, per una cultura della sostenibilità dello sviluppo dal punto di vista culturale e sociale. “Invece di sfruttare le prerogative dell’autonomia per elaborare una visione e una progettualità diversa della scuola si preferisce appiattirsi sul nazionale e, almeno sul contratto, fare anche peggio” continua la segretaria della Flc del Trentino.

 

Il sindacato ribadisce che non si può pensare per il Trentino ad una scuola di qualità se non si riconosce la professionalità e il valore dei docenti e tutte le figure professionali del mondo dell’istruzione e della formazione.

Niente di fatto nell'incontro di oggi dove, spiega la Cgil si sono sentite “solo parole, nessun fatto concreto né certezze su risorse e programmi. Non si è aperto nessun tavolo contrattuale e siamo ancora al punto zero”. Non ci può essere alcun rinnovo se non si sono le risorse per farlo.

 

All’incontro il sindacato di Via Muredei avrebbe voluto porre l’accento anche sul personale Ata, sugli assistenti educatori, sugli insegnanti della scuola dell’infanzia e sulla formazione professionale. Un totale di quasi 2.500 lavoratori e lavoratrici che al pari degli insegnanti della scuola primaria, delle medie e delle superiori aspettano un contratto che dia risposte sul piano economico, ma anche che ne riconosca le professionalità, preveda i giusti riconoscimenti di carriera e dia risposte su formazione e carichi burocratici che oggi soffocano queste figure.

 

Per quanto riguarda il personale Ata, e assistenti educatore “questi lavoratori hanno diritto ad avere un’adeguata riqualificazione professionale e un giusto riconoscimento economico – insiste Cinzia Mazzacca – vanno date risposte sul piano della carenza di personale avviando nuove assunzioni e va superato il vincolo triennale sulla mobilità”. Flc è, inoltre, contraria all’eliminazione della figura del coadiutore amministrativo “sono persone che si sono professionalizzate negli anni e di questo va tenuto conto”.

 

L’eliminazione dei vincoli sulla mobilità è una questione trasversale che riguarda anche le insegnanti della scuola dell’infanzia e i docenti. “Non è imponendo i tre anni di permanenza su una stessa sede che si garantisce la continuità didattica. Lo hanno dimostrato i fatti: così non funziona” spiegano i sindacati. In particolare per la scuola dell’infanzia “è ora di cambiare consentendo la mobilità all’interno di tutto il sistema scuola”. C’è poi la formazione professionale. Per Mazzacca “Serve un interlocutore politico per questo comparto con cui poter discutere le molte questioni aperte, dal sovraccarico degli insegnanti rispetto al numero di alunni, alla consapevolezza che nelle classi ci sono molti ragazzi con bisogni educativi speciali e questo richiede competenze specifiche”.

 

Sempre in tema di formazione, nessuna sorpresa dal voto negativo della maggioranza a trazione leghista all’ordine del giorno presentato da Futura che impegnava la giunta a “Studiare la possibilità di prevedere strumenti formativi volti all'educazione alla relazione di genere e rispetto, a garantire all'interno dell’offerta formativa la trattazione delle specifiche tematiche quali: differenze di genere, identità di genere e orientamento sessuale. “Niente di rivoluzionario – spiegano da Futura - ma semplicemente il minimo indispensabile per una scuola che non dovrebbe offrire solo nozioni ma aiutare a formare cittadini e cittadine responsabili e rispettose delle differenze di cui la società è ricca”.

 

Viene puntato il dito contro le motivazioni addotte dall'assessore Bisesti che “Si sono limitate a un vago richiamo all'autonomia scolastica” mentre positive sono state le dichiarazioni di voto favorevole dei due capigruppo del Partito Democratico e del Patt, Tonini e Rossi, che hanno evidenziato “l’approccio ideologico della Lega” nell’affrontare questa tematica e ribadendo la necessità di rivedere questa decisione sbagliata e dannosa per tutti e tutte. “Spiace constatare che, anche difronte a parole di denuncia espresse dall’assessora Segnana durante l’incontro con l’associazione Arcigay del Trentino, in merito agli atti di bullismo e violenza omofoba – conclude in una nota Futura - nulla sia stato fatto per contrastare e prevenire il fenomeno”.

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