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Cinformi, bocciata la mozione per chiedere di mantenere la struttura. Fugatti: ''Ma del personale rimarrà per aiutare la questura''

Luca Zeni ha chiesto alla nuova maggioranza di ripensare all'idea di bloccare tutto ricordando come abbia rappresentato, assieme al sistema di accoglienza diffusa, un buon modello di integrazione. Ambrosi: ''Hanno imparato a spedire i soldi a casa e a giocare a pallone in Santa Maria''

Di L.P. - 23 gennaio 2019 - 19:06

TRENTO. Si chiama ''Centro informativo per l'immigrazione'' ma per l'attuale maggioranza di governo il Cinformi avrebbe dovuto e dovrebbe, eventualmente in futuro, occuparsi degli italiani più che degli stranieri. Per la consigliera provinciale della Lega addirittura ''negli anni questo organismo è diventato una speculazione''. La consigliera si è detta sbalordita dalla crescita del budget e dal tipo di corsi che sono stati proposti agli stranieri: come quelli per gestire i conti, ''nei quali  - ha detto - hanno imparato esclusivamente a spedire i soldi a casa loro''.

 

Queste le considerazioni della leghista in merito alla mozione presentata da Luca Zeni in consiglio provinciale sul futuro del Cinformi. Una mozione che chiedeva, sostanzialmente, di non smantellare una struttura che negli anni si è dimostrata funzionale ed efficiente per andare ad affossare un modello, quello dell'accoglienza diffusa e dell'integrazione (che ovviamente passa per i corsi di lingua e cultura italiana, per i servizi di assistenza psicologica, di supporto legale e socio assistenziale e quelli di inserimento lavorativo) che è l'unico capace di garantire stabilità e sicurezza. Anche perché non è difficile capire che abbandonare queste persone alla strada e all'emarginazione non potrà che lasciarle in mano alla criminalità e alla delinquenza aumentando i rischi per tutto il contesto sociale. 

 

''Con questo non si vuole fare una discussione di natura etica - ha osservato Zeni - bensì evitare che venga depotenziata una struttura che fornisce anche un servizio strategico per il coordinamento del fenomeno dell’accoglienza in Trentino''. La mozione dell'ex assessore è, però stata bocciata. Hanno votato a favore 11 consiglieri mentre 20 sono stati i contrari. Sul tema Alessia Ambrosi è stata la più dura. Per la consigliera in questi anni più che a integrarsi Ciformi avrebbe pensato ad insegnare ai migranti a giocare a calcio, ''come in piazza Santa Maria, per esempio, dove il portone della chiesa del Concilio è diventato una porta da calcio. Inoltre - ha continuato - di fronte alla diminuzione dei migranti, la crescita dei costi, arrivata fino a 17,7 milioni di euro, non è assolutamente giustificabile''.

 

Per questo Ambrosi ha ribadito il pieno appoggio della maggioranza a Fugatti e alla sua volontà di destrutturare Cinformi. Destrutturare perché, ha spiegato in Aula lo stesso presidente della Provincia, non tutto verrà smantellato: ''Per esempio il questore mi ha detto che c'è la necessità di confermare del personale del Cinformi all'interno della questura per pratiche, documenti, permessi di soggiorno. Cinformi va sicuramente razionalizzato, rivisto e va valutata ma l'idea che lavori per i trentini in difficoltà nei prossimi mesi potrà essere valutata dalla nostra giunta. Verrà presa in considerazione''.

 

Favorevoli alla mozione di Zeni, invece, sono stati i consiglieri del Pd (Tonini, Ferrari, Olivi) e anche quelli di Futura. Ghezzi ha spiegato che ''non si tratta di essere filostranieri ma di mettere in guardia la Giunta dal fatto che la destrutturazione di un sistema che garantiva una gestione delle presenze rischia di portare ai risultati opposti a quelli prefissi. La chiusura degli appartamenti periferici - ha aggiunto - con la concentrazione dei richiedenti asilo in aree più vaste è una mossa che andrebbe pensata con più attenzione perché, anche in questo caso, si rischia di andare in direzione contraria a quella esigenza di sicurezza tanto cara alla Lega''.

 

Infine, Ghezzi, ha ricordato la foto di Salvini con la felpa della Polizia ritratto mentre premiava un gruppo di atleti tra i quali Yeman Crippa ragazzo trentino che viene dall’Etiopia, figlio di genitori lombardi che hanno portato dall’Africa 8 ragazzi di colore che si sono inseriti benissimo e hanno ripopolato una valletta spopolata del Trentino. La pluralità, insomma, per Ghezzi va considerata come una ricchezza. ''Scoprirete - ha detto rivolgendosi ai banchi della Giunta - che è più bello integrare che disintegrare''.

 

Ugo Rossi ha proseguito spiegando che la politica della sua giunta, tra gli obiettivi principali, aveva quello di attenuare l’urto dell’emigrazione sulla nostra società. Anche perché, da ragazzo, ha ricordato l'ex presidente della Provincia, ha vissuto sulla sua pelle l'impatto dell'immigrazione. Rossi ha ricordato di essere nato a Milano da genitori emigrati dalla Val di Sole. Di essere vissuto alla Bovisa, quartiere nella zona industriale milanese, interessato, anche negli anni ‘70 da un’ondata migratoria proveniente dal sud. ''Gente - ha affermato - spesso analfabeta che arrivava con le valige di cartone, molto diversa da quella del nord. Differenza che veniva vissuta, anche nella mia famiglia, con disagio. Ma poi queste persone si sono integrate e oggi la distinzione non è più con loro, ma con chi arriva da altri paesi, spesso in maniera indebita''.

 

Nel suo intervento Rossi ha ricordato che a Milano le parrocchie organizzavano corsi di lingua per siciliani, pugliesi e che il Cinformi è nato in seguito e per dare una risposta all’ondata di immigrazione albanese. Sono quindi intervenuti i vari Tonini, Cia e Paccher oltre a Degasperi che ha criticato il modello di integrazione proposto dalla vecchia legislatura. Alla fine la mozione di Zeni è stata respinta.

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