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| 28 feb 2019 | 20:50

Rossini: ''Il Governo si impegna a garantire i corsi di italiano per i richiedenti asilo. Fugatti rifletta e faccia un passo indietro''

La deputata del Patt spiega che il governo nazionale si è impegnato ''su un mio ordine del giorno al decreto Sicurezza, ad assumere tutte le iniziative necessarie affinché l’insegnamento della lingua agli stranieri sia garantito nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ad implementare i già esistenti corsi d’italiano in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale''

Rossini: Il Governo si impegna a garantire i corsi di italiano per i richiedenti asilo

TRENTO. Appare sempre più spropositata la scelta di Fugatti e della Provincia di Trento di tagliare qualsiasi percorso di accoglienza per i migranti presenti sul territorio. Addirittura sono stati sospesi i corsi di lingua italiana che, spiega la deputata del Patt Rossini, il governo stesso nazionale avrebbe deciso di garantire.

 

''La sospensione sul nostro territorio dei corsi di lingua italiana per i migranti richiedenti asilo da parte del presidente Fugatti - spiega Rossini - non rispetta la scelta del Governo che si è impegnato in Parlamento, su un mio ordine del giorno al decreto Sicurezza, ad assumere tutte le iniziative necessarie affinché l’insegnamento della lingua agli stranieri sia garantito nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ad implementare i già esistenti corsi d’italiano in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, aumentando le informazioni in ordine all’accesso e alla fruibilità degli stessi''.

 

Torna alla ribalta, dunque, la questione dell'integrazione che in Trentino negli anni aveva dato buoni risultati con il modello dell'accoglienza ''diffusa'' e con la distribuzione dei profughi sui territori. E dopo il taglio dell'utilizzo dei mezzi pubblici (ora sono i cittadini a pagare i biglietti e gli abbonamenti a queste persone in difficoltà) e dei percorsi di assistenza psicologica (con la contrarietà anche dell'ordine degli psicologi) c'è quello più importante (sul piano dell'integrazione) dei corsi di italiano (che pure vengono ancora garantiti da associazioni e singoli cittadini forti anche del sostegno economico popolare). Tutti elementi che non faranno altro che trasformare in fantasmi queste persone, ghettizzarle, escluderle sempre di più.

''In Alto Adige - prosegue la deputata Rossini - l’approccio è più pragmatico e concreto, poiché si rende obbligatoria la frequenza ai corsi d’italiano garantiti ai migranti per poter beneficiare dei sussidi. Spero vivamente che questo approccio possa venire adottato anche in Trentino, guardando soprattutto ai risultati, anche economici., finora conseguiti grazie al gettito fiscale del lavoro dei migranti''.

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