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''Preoccupati per le politiche sull'immigrazione. Anche in Trentino si lasciano in stato di sofferenza psico-fisica gruppi interi di persone''

L'allarme lanciato dall'Ordine degli Psicologi di Trento arriva a pochi giorni di distanza da quello degli avvocati: ''Si vorrebbe risparmiare sulla gestione dei richiedenti asilo, anche a costo di peggiorare fortemente le loro condizioni di vita con il rischio concreto e paradossale che le sofferenze di queste persone producano un costo sociale ed economico maggiore del risparmio atteso''

Di Luca Pianesi - 10 febbraio 2019 - 19:02

TRENTO. ''Il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi di Trento non può che accogliere con grande preoccupazione la politica dell’immigrazione anche in territorio trentino. In questi provvedimenti legislativi cogliamo una incompatibilità con i principi che sostengono ogni singola azione della professione dello psicologo, perché negano alcuni diritti in base all’etnia e alla nazionalità, lasciando in stato di sofferenza psico-fisica gruppi interi di persone. Non possiamo che esprimere empatia e vicinanza per chi sta vivendo una situazione di negazione dei propri diritti e dei propri bisogni''.

 

E' questo uno stralcio di una lettera del consiglio dell'ordine degli psicologi in merito a quanto sta succedendo in Italia e in Trentino. Il decreto sicurezza da un lato e le decisioni della giunta Fugatti, dall'altro (che tagliano l'accoglienza, i corsi di lingua, l'assistenza psicologica, i percorsi di inserimento e quelli culturali), stanno mettendo in discussione diritti ed elementi basilari propri di una civiltà occidentale, quali l'accoglienza e l'assistenza di chi è più debole ed è in difficoltà. Principi minimi di umanità che rischiano di scomparire sotto il tacco del facile consenso. L'ordine degli psicologi interviene sul tema quindi, come accaduto negli scorsi giorni anche con l'ordine degli avvocati e di altre categorie professionali, in maniera apolitica sulla base delle loro competenze e delle loro conoscenze sul tema.

 

''La politica di contrasto all’immigrazione clandestina e di controllo del territorio è ovviamente dovuta e auspicabile - spiegano - ma al tempo stesso appare poco sensibile al profilo umanitario. La cancellazione del Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), cioè il sistema di accoglienza pubblica porta all’espulsione dal sistema di tutti i richiedenti asilo, anche coloro che sono considerati vulnerabili, siano essi disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, vittime della tratta di esseri umani, persone per le quali è stato accertato che hanno subito torture, stupri ecc (...). In questi provvedimenti legislativi cogliamo una incompatibilità con i principi che sostengono ogni singola azione della professione dello psicologo, perché negano alcuni diritti in base all’etnia e alla nazionalità, lasciando in stato di sofferenza psico-fisica gruppi interi di persone. Non possiamo che esprimere empatia e vicinanza per chi sta vivendo una situazione di negazione dei propri diritti e dei propri bisogni. Auspichiamo un confronto franco e coraggioso su queste tematiche, certi di poter offrire importanti elementi di conoscenza e di esperienza per migliorare le condizioni di vita di persone sofferenti, nel rispetto delle regole della pacifica convivenza''.

 

E poi c'è la questione sociale: verranno sbattute in strada centinaia di migliaia di persone, abbandonate a se stesse, il più delle volte non in grado di parlare la lingua e di comprenderla e, in moltissimi casi, già vittime di sofferenze terribili. ''Si vorrebbe risparmiare sulla gestione dei richiedenti asilo, anche a costo di peggiorare fortemente le loro condizioni di vita - aggiungono gli psicologi - con il rischio concreto e paradossale che le sofferenze di queste persone producano un costo sociale ed economico maggiore del risparmio atteso''.

 

Ecco la lettera integrale del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi di Trento

 

 

 

 

 

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