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Coronavirus, l’assemblea antirazzista: “Non dimentichiamo richiedenti asilo e rifugiati, al Fersina scarse condizioni igieniche”

Lettera alla Provincia Autonoma di Trento e al Commissariato del Governo: “Chi non ha una dimora, come chi ne ha una imposta, non può essere abbandonato in condizioni igienico sanitarie che mettono a rischio l’incolumità personale oltre che pubblica”

Pubblicato il - 17 marzo 2020 - 18:22

TRENTO.  L’Assemblea Antirazzista di Trento ha recentemente inviato una lettera alla Provincia Autonoma di Trento e al Commissariato del Governo dove in buona sostanza si chiede che durante la gestione dell’attuale emergenza coronavirus non vengano trascurati richiedenti asilo e rifugiati. Come ricordato dagli attivisti l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e dell’Unicef hanno lanciano un appello ai Paesi colpiti dalla pandemia affinché non siano discriminate le fasce più deboli delle società e dimenticati gli ultimi.

 

Già la scorsa estate l’Assemblea Antirazzista aveva denunciato la grave situazione di sovraffollamento e mancanza di igiene in cui, a causa dei tagli ai servizi destinati all’accoglienza e alla scelta di smantellare le strutture diffuse sul territorio, versava la residenza Fersina.

 

“In questo specifico momento storico, in cui i provvedimenti ministeriali e locali di contenimento del virus Covid-19 precludono l’accesso ai volontari alla Fersina e impediscono l’offerta di servizi esterni – come lezioni di italiano, ricordano gli attivisti – che permettevano di avere contezza sul grado di abitabilità della residenza, ci chiediamo, e chiediamo pubblicamente al governo provinciale quali misure siano state attuate finora per salvaguardare la salute e diminuire la possibilità di contagio fra gli ospiti delle strutture di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati?”.

 

Il recente caso di positività al Coronavirus verificatosi in un centro di accoglienza di Milano rende evidente e necessario che le istituzioni provinciali e gli enti gestori dei centri si muovano nel breve termine per prevenire e contenere eventuali contagi: sia con screening sanitari costanti che con provvedimenti atti a diradare le presenze nelle camere.

 

“Le notizie che ci pervengono dai contatti telefonici con alcuni degli ospiti della Fersina sono allarmanti”, affermano dall’Assemblea Antirazzista, all’interno della struttura infatti le condizioni igienico sanitarie sarebbero tornate al livello della scorsa estate. “Mancano i necessari controlli sulle condizioni di salute delle oltre 250 persone costrette a condividere gli spazi – accusano – non vengono effettuati interventi né di manutenzione né di ripristino dei servizi igienici al momento inutilizzabili”. Basti pensare che l’unico presidio sanitario di cui gli ospiti della residenza potrebbero disporre, sarebbe un dispenser di sapone igienizzante posto nell'atrio di ingresso.

 

“Quanti di noi sono impegnati in attività di volontariato, a contatto con persone migranti e richiedenti asilo, lo fanno nel rispetto delle misure predisposte a livello nazionale – ricordano i volontari – coscienti della gravità del momento e della necessità di salvaguardare soprattutto le persone più fragili. Chi non ha una dimora come chi ne ha una imposta – proseguono – non può essere abbandonato in condizioni igienico sanitarie che mettono a rischio l’incolumità personale oltre che pubblica”.

 

L’assemblea Antirazzista fa appello alle autorità comunali e provinciali affinché si facciano carico della tutela della salute di tutte le persone che vivono, a qualsiasi titolo e in qualsiasi condizione, sul territorio trentino. “Di fronte al richiamo alla solidarietà verso i più fragili, che sono contestualmente i soggetti più esposti, non possiamo permettere che si facciano differenze tra chi riesce ad accedere a servizi conformi ai principi sanitari imposti dall’emergenza e chi ne è totalmente escluso”.

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