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| 05 gen 2019 | 13:43

Tagli sistema accoglienza, Zeni presenta una mozione: ''Fugatti deve rivedere la decisione''

Il consigliere del Partito democratico ha presentato una proposta di mozione, sottoscritta dall'intero gruppo, per frenare il processo di smantellamento del sistema trentino di "governance" dell'immigrazione che il presidente Maurizio Fugatti sembra intenzionato a portare avanti

TRENTO. "Vogliamo impegnare la Giunta – dice l'ex assessore Luca Zeni – a rivedere la decisione di ridurre drasticamente le risorse destinate alla stesura del Rapporto Immigrazione del Cinformi per non perdere il principale strumento di monitoraggio del fenomeno migratorio in Trentino".

 

Il consigliere del Partito democratico ha presentato una proposta di mozione, sottoscritta dall'intero gruppo, per frenare il processo di smantellamento del sistema trentino di "governance" dell'immigrazione che il presidente Maurizio Fugatti sembra intenzionato a portare avanti (Qui articolo).

 

Un calendario già scandito. Dal 1 gennaio la chiusura dei corsi di cultura e lingua italiana per richiedenti asilo, trenta giorni esatti dopo arriva la riduzione del servizio di supporto psicologico, quindi a marzo quella del personale che lavora nelle strutture collettive. Dal 1 aprile si chiudono i servizi di orientamento al lavoro. Il sistema di accoglienza targato Lega trentina diventa un bed&breakfast: soltanto vitto e alloggio assicurati.

 

Le avvisaglie della "chiusura" del progetto erano già delineate, quando Silvio Fedrigotti aveva scritto alle realtà dell'accoglienza una circolare per fermare tutti: "Le nuove disposizioni ministeriali escludono la possibilità di realizzare servizi", una lettera al sistema che si chiudeva in modo praticamente inequivocabile: ''Grazie per la collaborazione prestata in questi anni'' (Qui articolo).

 

Poi sul tavolo sono arrivate le misure che riguardano anche i trasporti. La forza del Cinformi viene dimezzata, così come le risorse. I sindacati e gli operatori sono scesi in piazza per protestare (Qui articolo), mentre anche le realtà che ruotano intorno al sistema di accoglienza hanno lanciato l'allarme (Qui articolo).

 

Dopo l'intenzione di bloccare per approfondire anche i progetti di solidarietà internazionale (Qui articolo), scende in campo il Pd. "Un’autonomia dinamica è una scelta lungimirante - evidenzia Zeni - la comunità trentina che ha deciso di impiegare lo 0,25% del proprio bilancio per progetti nell’ambito della cooperazione internazionale, anche al fine di favorire una crescita bilaterale di collaborazione, che può portare uno sviluppo reciproco dei territori coinvolti".

 

L'ex assessore ha presentato una dettagliata proposta di mozione per descrivere il percorso e le ragioni che sono alla base del sistema trentino di “governance” dell’immigrazione. Un sistema che, fin dal 2001 con la nascita di Cinformi, ha consentito di affrontare con efficacia questa sfida più rilevante di questa epoca in modo sociale e umano.

 

"Una pratica di governo - aggiunge Zeni - contraddistinta dalla volontà di affrontare l’impatto locale di un fenomeno golobale come quello delle migrazioni in modo sinergico: la regia e il coordinamento dell’ente pubblico, attraverso la strutturazione di una fitta collaborazione tra questo e il privato sociale per valorizzare le competenze del terzo settore".

 

La mozione – che considera istituzionalmente scorretto il disegno del nuovo governo provinciale che affronta il tema in modo ideologico, senza un reale approfondimento per puntare solo a demolire senza criterio ciò che il territorio ha costruito in modo responsabile e solidale negli ultimi tre lustri – biasima l’intenzione della Giunta di procedere con una riduzione, quando non con la diretta eliminazione, dei servizi previsti senza proporre in cambio alcuna visione strategica e programmatoria.

 

"Il dispositivo - conclude Zeni - intende impegnare la Giunta a proseguire con l’erogazione dei servizi di assistenza psicologica, di supporto legale e socio assistenziale per favorire il recupero e il percorso di autonomia dei soggetti più fragili. Non si deve retrocedere nell’erogazione dei servizi di orientamento al lavoro, la cui soppressione comporterebbe un mancato impiego del tempo a disposizione dei migranti accolti in attesa dell’esito della loro domanda di protezione internazionale. E' necessario riconoscere la bontà del modello di ospitalità in 'piccoli gruppi', per evitare concentrazioni di migranti in grandi strutture nel solo capoluogo trentino. Serve attivare il prima possibile un vero tavolo di confronto con i rappresentanti degli operatori impegnati nell’accoglienza, per comprendere i diversi aspetti in gioco e proporre con cognizione di causa strumenti di controllo e valutazione del lavoro svolto".

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