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| 06 gen 2022 | 05:01

Accoglienza dei migranti, dalla Provincia tagli che superano il 30%. Zanella: “Procedure poco trasparenti e un calo drastico delle risorse”

Nel settore dell’accoglienza la Provincia taglia su tutto, dalle risorse destinate ai beni di prima necessità dei migranti ai finanziamenti per il personale. Zanella punta il dito anche contro le procedure poco trasparenti: “Stanziamenti inferiori persino a quanto previsto a livello nazionale, il costo del personale subirà una riduzione del 17%”

Accoglienza dei migranti, dalla Provincia tagli che superano il 30%
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Sono tante le ombre che si allungano sull’accoglienza dei migranti in provincia di Trento. Nei giorni scorsi aveva destato particolare scalpore la notizia riportata in anteprima da Il Dolomiti circa l’esclusione della Croce Rossa dalla gestione del settore, dopo che lo stesso ente se ne era occupato per molto tempo.

 

D’altra parte il direttore del Comitato regionale della Croce Rossa del Trentino-Alto Adige, Carlo Monti, non le aveva mandate a dire puntando il dito contro Giancarlo Ruscitti dirigente del dipartimento Salute e Politiche sociali della Provincia in capo all’assessora leghista Stefania Segnana. “Riteniamo – dichiarava Monti – che le condizioni che ci sono state poste non possano garantire la dignità dei dipendenti e degli ospiti. Sull’andamento futuro dei servizi ne risponderà Ruscitti perché da parte nostra abbiamo posto dei limiti sulla sostenibilità economica e sulla tenuta delle residenza Fersina che è una struttura complicata da gestire”. E ancora: “La decisione di affidare ad altri la gestione delle strutture è di Ruscitti, non nostra. Anzi, noi abbiamo diffidato il Dipartimento Salute a utilizzare il fatto che la Croce Rossa non abbia dato la disponibilità per proseguire. Da parte nostra la disponibilità c’era”.

 

Ma quali sono le condizioni poste dal dipartimento Salute? A scoprirlo Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura, che ha analizzato una copia della delibera attraverso la quale la Provincia ha deciso di affidare la gestione della residenza Fersina alla cooperativa Kaleidoscopio che dovrebbe occuparsi anche delle strutture Adige e Brennero. Zanella sottolinea “l’evidente calo delle risorse stanziate dalla Provincia per l’accoglienza delle persone richiedenti protezione internazionale”. In primo luogo, riporta sempre il consigliere di Futura, per l’affidamento alla Croce Rossa della gestione della residenza Fersina dal 1° agosto al 31 dicembre 2021 sono stati stanziati complessivamente 346.950 euro (cioè per 10.000 giornate massime di ospitalità 34,7 euro pro capite/pro die complessivi), a fronte dei 901.424 euro per il nuovo affidamento a Kaleidoscopio che però copre un periodo più lungo (fino al 28 febbraio 2023) per massimo 100 posti, e un totale di 42.400 giornate massime di ospitalità cioè 21,3 euro pro capite/pro die complessivi.

 

Non solo perché all’interno del finanziamento complessivo, quello per il costo del personale passerà da 26.000 euro/mese a 21.669 euro/mese (699 euro/die per 31 giorni), con una riduzione del 17%. Come se non bastasse la quota quotidiana finanziata per la fornitura di servizi e beni per ogni richiedente protezione internazionale (comprensiva di pasti, igiene, kit ingresso, scheda telefonica ed eventuali spese impreviste) passa da 21,69 euro a 14,27 euro, con una riduzione del 34%.

 

“Ora – evidenzia Zanella – se è vero che nel periodo precedente la Provincia di Trento aveva garantito più risorse rispetto a quelle nazionali calcolando i fondi come se la residenza Fersina fosse sempre al massimo della capienza, il passo indietro compiuto resta notevole e ingiustificato anche perché vengono tagliati soprattutto i fondi degli stipendi degli operatori che sono in numero inferiore rispetto a quelli previsti dallo schema di capitolato di gara nazionale, al quale si fa riferimento nella determinazione”.

 

Gli stanziamenti dunque sono stati ridotti sia per i lavoratori dell’accoglienza, che per la quota destinata ai servizi e beni per ogni richiedente protezione internazionale. Proprio per questo la Croce Rossa parlava di condizioni “insostenibili” tali da non poter “garantire né la dignità degli ospiti che quella degli operatori”.

 

Nella determinazione del dipartimento Salute per il calcolo delle risorse massime da stanziare per l’affidamento del servizio di accoglienza si fa poi riferimento a “condizioni definite a livello di capitolati statali”, dichiarando di aver reso coerente il testo provinciale con quello approvato dal Ministero dell’Interno. “Eppure – osserva l’esponente di Futura – il capitolato speciale diverge per due aspetti rilevanti dallo schema di gara d’appalto approvato con decreto del Ministero degli Interni”.

 

Le quote finanziate pro capite/pro die infatti, oltre a risultare ridotte del 34% rispetto a quelle precedenti, non sarebbero nemmeno allineate alle quote previste dallo schema di capitolato di gara nazionale. Come riportato nell’interrogazione, per i centri di accoglienza collettivi che ospitano da 50 a 100 persone sarebbe prevista una quota pro capite/pro die di 33,16 euro che, tolti i costi di personale (10,84 euro), della struttura (3 euro) e quelli del pocket money (2,5 euro), tutti computati a parte e coperti direttamente dalla Provincia, dovrebbe comunque essere di 16,32 euro (2,05 euro in più pro capite/pro die di quanto previsto dall’attuale contratto di affidamento).

 

Inoltre la quantificazione di personale per la residenza Fersina, non terrebbe conto del numero minimo di operatori che dovrebbero invece avere strutture che ospitano da 51 a 100 persone. Per queste residenze sarebbe prevista la presenza diurna di un operatore e mezzo e non di un solo operatore come sancito dal capitolato speciale provinciale. Di fatto nei 14 mesi di durata dell’affidamento vengono richieste, e quindi riconosciute, 2544 ore in meno di presenza degli operatori, e quindi di supporto agli ospiti, nel turno diurno.

 

I dubbi però riguardano anche la procedura tramite la quale il dipartimento Salute ha deciso di procedere all’affidamento dell’incarico a Kaleidoscopio, con quest’ultima, va detto, che si è limitata a mettersi a disposizione quindi eventuali giustificazioni dovranno arrivare dal dirigente Ruscitti che ha firmato le delibere. “Siamo di fronte a una procedura poco trasparente”, afferma Zanella che sottolinea come la Provincia abbia scelto la strada dell’affidamento del servizio in via urgente per giustificare il frettoloso passaggio di consegne.

 

In pratica per garantire la continuità del servizio (con l’uscita di scena della Croce Rossa) si è scelto di attivare una procedura negoziata, senza bando di gara. Il fatto è che (contrariamente a quanto dovrebbe avvenire) non sarebbero stati contattati altri operatori al di fuori di Kaleidoscopio, inoltre non si capisce perché l’affidamento raggiunga addirittura i 14 mesi quando queste procedure prevederebbero che la Provincia si adoperi per formulare al più presto un bando di gara.

 

“In sostanza – conclude Zanella – non solo si è deciso di ricorrere a una sorta di affidamento diretto di 14 mesi, senza coinvolgimento di altri enti, cosa che non è possibile fare se non con la Croce Rossa, ma dalla determinazione pare che si ritenga di affidare allo stesso modo gli appalti in scadenza al 28 febbraio 2022 per la gestione della residenza Brennero e della residenza Adige ed eventualmente anche del Servizio di coordinamento”. Per cercare di far luce su questi dubbi il consigliere di Futura ha depositato un’interrogazione benché in passato la Giunta si sia sempre dimostrata reticente a rispondere a certe domande.

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