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| 27 dic 2021 | 20:59

“Anziché cercare un dialogo Ruscitti ha deciso di affidare il servizio ad altri”, i retroscena sull’esclusione della Croce Rossa dalla gestione dell’accoglienza

Dietro l’esclusione della Croce Rossa dalla gestione dell’accoglienza potrebbe esserci qualche “no” di troppo detto al dirigente Giancarlo Ruscitti: “Ogni volta che il Dipartimento Salute ha dato indicazioni che non condividevamo ci siamo opposti, cosa che probabilmente non potrà fare un ente privato”

“Anziché cercare un dialogo Ruscitti ha deciso di affidare il servizio ad altri”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Non è stato un incontro sereno quello che ha visto seduti allo stesso tavolo Carlo Monti, direttore del Comitato regionale della Croce Rossa del Trentino-Alto Adige, e Giancarlo Ruscitti dirigente del dipartimento Salute e Politiche sociali della Provincia in capo all’assessora leghista Stefania Segnana. Presenti anche i sindacati e i rappresentati della cooperativa Kaleidoscopio di Trento. Gli antefatti sono noti: dal prossimo anno infatti, dopo anni di attività, la Croce Rossa non gestirà più i servizi legati all’accoglienza dei migranti, fra cui le residenze Adige, Brennero e Fersina. L’ente è stato messo alla porta da Ruscitti che ha preferito affidare l’incarico a Kaleidoscopio.

 

L’incontro di oggi serviva anche per discutere in merito alla continuità occupazionale dei dipendenti che Cri aveva assunto a progetto e che dovranno essere reintegrati nell’organico di chi subentra nella gestione del servizio. “Ci sono alcuni dettagli da limare – spiega Ermanno Ferrari della Fisascat Cisl – ma sulla residenza Fersina sono state introdotte delle clausole per tutelare i lavoratori”. Da quanto trapela c’è solo una posizione che deve essere chiarita “perché la Provincia sostiene che le condizioni del servizio sono cambiate ma noi faremo pressione per salvaguardare la continuità occupazionale. Stiamo monitorando i vari passaggi – avverte Ferrari – ma l’ente che subentrerà nel servizio ci ha dato ampie rassicurazioni”.

 

Dal canto suo anche Roberta Piersanti della Fp Cgil evidenzia le rassicurazioni ricevute dalla Provincia in merito alla continuità occupazionale: “Sono una ventina i lavoratori che dovranno essere riassorbiti e per quanto riguarda gli operatori delle tre residenze abbiamo ricevuto rassicurazioni, resta però aperta la posizione per quanto riguarda la gestione della parte del Coordinamento dove ci è stato fatto capire che si potrebbe procedere in maniera diversa”. Non solo, perché come riferisce Piersanti la cooperativa Kaleidoscopio gestirà sicuramente la residenza Fersina a partire dal primo gennaio 2022 “ci è stato detto che è stata scelta fra una rosa di soggetti”, mentre le residenze Brennero e Adige saranno seguite da Kaleidoscopio fino a quando non verrà chiusa la procedura d’appalto. Dopodiché bisognerà capire quale soggetto riuscirà ad aggiudicarsi la gara. “L’eventuale affidamento diretto della parte del Coordinamento potrebbe mettere a rischio almeno un posto di lavoro e su questo punto ci sarà sicuramente da discutere”, conclude la sindacalista.

 

Se, come sembra, la continuità occupazionale sarà garantita adesso bisogna capire come sarà strutturato il nuovo servizio d’accoglienza. Sullo sfondo resta pure la questione dei rapporti fra Cri e Dipartimento Salute che nell’ultimo periodo si sono incrinati. La Croce Rossa infatti non ha gradito le modalità adottate da Ruscitti, in altre parole si potrebbe dire che i rapporti tenuti nell’ultimo periodo non siano stati in linea con quelli intercorsi negli anni precedente. “Durante la riunione – riporta Monti – il dirigente Ruscitti ci ha tenuto a precisare di parlare in qualità di rappresentante della Provincia ma questa è un’affermazione che ho rispedito al mittente. Sono convinto che la Provincia rispetti la Croce Rossa e che queste scelte siano frutto di decisioni personali”.

 

Cri di fatto ribadisce quella che è la sua posizione iniziale: “Riteniamo che le condizioni che ci sono state poste dal Dipartimento Salute non possano garantire la dignità dei dipendenti e degli ospiti. Sull’andamento futuro dei servizi ne risponderà Ruscitti perché da parte nostra abbiamo posto dei limiti sulla sostenibilità economica e sulla tenuta delle residenza Fersina che è una struttura complicata da gestire”.

 

Un possibile retroscena sull’esclusione della Cri dalla gestione dell’accoglienza sta nella stessa autonomia e autorevolezza dell’ente, tale da potersi permettere di opporsi ad alcune richieste del Dipartimento Salute. “Ogni volta che il Dipartimento ha dato indicazioni che non condividevamo ci siamo opposti – osserva Monti – cosa che probabilmente non potrà fare un ente privato, forse è stato questo a generare una rottura”. Insomma i momenti di frizione non sono mancati soprattutto riguardo la gestione delle residenze durante la pandemia.

 

D’altra parte è difficile spiegare altrimenti la retromarcia avvenuta a dicembre quando il Dipartimento Salute aveva sondato la disponibilità di Cri nel proseguire (con l’ente che si era detto disponibile) il servizio. “Avevamo detto di sì – afferma il direttore della Cri – ma al contempo avevamo evidenziato delle difficoltà oggettive e su questo volevamo un confronto. Anziché cercare un dialogo però, Ruscitti ha deciso di affidare il servizio ad altri, ripeto, per noi le clausole del capitolato non garantivano né i nostri dipendenti né gli stessi ospiti”.

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