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Trento
11 novembre | 05:01

Accoglienza migranti, dalla Croce Rossa del Trentino un 'esposto-segnalazione' alla Corte dei Conti sull'operato del dipartimento provinciale guidato da Ruscitti

Nelle scorse settimane la Croce Rossa ha deciso di fare un "esposto-segnalazione" alla Corte dei Conti attraverso il quale si chiede un "accertamento dell’eventuale illegittimità dell’azione degli organi della Provincia Autonoma di Trento e in particolare del Dipartimento Salute e Politiche Sociali" con riferimento alla gestione delle risorse economiche in ambito dell'accoglienza. Già in precedenza la vicenda era stata fatta presente anche all'Anac

Accoglienza migranti, dalla Croce Rossa del Trentino un 'esposto-segnalazione' alla Corte dei Conti sull'operato del

TRENTO. Un operato singolare e da qualcuno definito “irrituale”. Negli ultimi cinque anni sulla gestione delle strutture per l'accoglienza straordinaria dei migranti in Trentino si è vista tanta confusione. Soprattutto per quanto riguarda i bandi fatti, le spese sostenute, i numeri delle persone ospitate.

 

Lo sa bene la Croce Rossa che ha deciso di presentare un 'esposto-segnalazione' con il quale si intende sottoporre all’attenzione della Procura Regionale della Corte dei Conti quello che è successo, allo scopo di consentire la verifica dell’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche.

 

Il nodo riguarda gli interventi messi in campo per l'affidamento della gestione delle strutture disposti dal Dipartimento Salute e Politiche Sociali della Pat guidato dal dirigente Giancarlo Ruscitti. Non è una questione di lana caprina perché l’affidamento diretto dovrebbe essere fatto in casi eccezionali, di fronte a un’emergenza o un’urgenza impellente

 

E' su questo punto che la Croce Rossa  vuole vederci chiaro e ha deciso quindi di rivolgersi alla Corte dei Corti in ottobre e ancora prima all'Anac.

 

L'ESPOSTO PRESENTATO ALLA CORTE DEI CONTI

La vicenda viene descritta nei minimi dettagli nell'esposto presentato dalla Croce Rossa. Tutto ha inizio il 2 agosto del 2020 quando con determinazione della Provincia di Trento veniva affidato al Comitato provinciale della Croce Rossa il servizio di accoglienza fino al 28 febbraio 2022 della residenza “Adige” al fine di consentire “all’amministrazione provinciale di attivare un’idonea procedura di appalto”. Una determinazione speculare veniva inviata per i servizi di accoglienza della residenza Fersina, fino al 31 dicembre 2021, quando si pensava alla chiusura definitiva della struttura.

 

Nel novembre del 2021, all'avvicinarsi delle scadenze stabilite nella determina iniziale, in particolare dell'affidamento della residenza Fersina, la Croce Rossa ha chiesto alla Pat delle informazioni sulle linee guide della procedura di appalto che si sarebbe dovuto fare, precisando di essere disponibile a un confronto volto a proseguire le attività in essere nelle more della procedura di gara.

 

Fu in quel momento che fra la Croce Rossa Italiana e la Provincia di Trento si è consumata una rottura senza precedenti.

 

A fronte dei quattro capitolati speciali che la Pat ha presentato per i servizi di accoglienza integrata alle residenze Fersina, Adige e Brennero e per il servizio di coordinamento, la Croce Rossa ha illustrato delle “oggettive difficoltà” nell’accettare il capitolato relativo alla sola residenza “Fersina” (QUI L'ARTICOLO). L'Organizzazione ha comunque, secondo quanto è stato riportato nell'esposto presentato alla Corte dei Conti, offerto la massima disponibilità ad un confronto, anche immediato, al fine di trovare una sintesi che consentisse la riconduzione a equità di tale capitolato.

 

Il Dipartimento Salute e Politiche Sociali non sarebbe stato disposto a modificare le proprie condizioni proposte aggiungendo nella nota che era stata chiesta la disponibilità ad “altro ente a subentrare nella gestione delle attività alle residenze Fersina, Adige e Brennero, nonché quelle di coordinamento”.

 

A metà dicembre 2021 il Dipartimento portato avanti da Giancarlo Ruscitti ha comunicato che i servizi gestiti dalla Croce Rossa sarebbero stati affidati alla cooperativa Kaleidoscopio di Trento. Un affidamento, viene spiegato nell'esposto, fatto “sulla base di premesse che appaiono del tutto destituite di fondamento fattuale e giuridico” (QUI L'ARTICOLO).

 

La determina è giustificata, si spiega, da un’asserita urgenza (“esigenza urgente di garantire la continuità di servizi essenziali”); da un’asserita indisponibilità dell’attuale appaltatore nella gestione dei servizi richiesti (l’attuale appaltatore “ha rappresentato delle difficoltà ad accettare le condizioni proposte e ha chiesto di poterle rivedere”, peraltro, per la sola residenza “Fersina” e non per gli altri servizi) e dall’asserito riscontro positivo dato dalla cooperativa Kaleidoscopio ad una nota della Pat del 10 dicembre 2021.

 

“Appare del tutto evidente l’assoluta mancanza di ogni rispetto delle fondamentali regole che dovrebbero essere alla base dell’agire amministrativo, anche tralasciando la circostanza che l’amministrazione il giorno 10 dicembre ha inviato una comunicazione senza informare che aveva contestualmente inviato richiesta di subentro ad altro soggetto, per poi maliziosamente comunicarlo solo quanto aveva già deciso di affidargli, in spregio di ogni norma giuridica, i servizi di accoglienza. Infatti, le procedure seguite sono al di fuori di ogni norma del codice degli appalti e del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione pubblica”.

 

LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI

La Croce Rossa chiede chiarezza sui vari passaggi che sono stati fatti. “Appare veramente inopinato che in corso di un normale dialogo fra parti – viene spiegato nell'esposto presentato alla Corte dei Conti - e soprattutto in attesa della promessa gara di appalto, vengano aggiudicati a trattativa privata, con pretesti banali e palesemente non corrispondenti al vero, servizi per quasi due milioni di euro (perfino non in scadenza), che presupporrebbero una gara europea (con conseguenti offerte al ribasso e risparmio di spesa), senza alcun confronto fra operatori, senza alcun rispetto del codice degli appalti. Non potendo, comunque, non domandarsi se l’affidamento di tale servizio sia stato in tal modo concesso a un prezzo molto superiore a quello che sarebbe stato ottenuto garantendo

un minimo di dialogo concorrenziale fra i soggetti interessati al servizio medesimo”.

 

Appare ancora “più incredibile” viene sempre spiegato nell'esposto, che il servizio, “in spregio a ogni norma giuridica, sia stato perfino prorogato per ben due volte in favore della medesima cooperativa, l’ultima proroga è stata pari a mesi 6, dal luglio 2023 a dicembre 2023, effettuata con Determinazione del Dirigente 2023-d337-00353, con conseguente ulteriore aggravio del danno erariale derivante dall’assenza di gara fra più soggetti interessati e affidamento del servizio a un prezzo più basso di quello a cui è stato assegnato direttamente dall’amministrazione”.

 

La ricostruzione che viene fatta  dalla Croce Rossa è molto dettagliata. Sarà ovviamente la Corte dei Conti a fare luce dei fatti avvenuti. “Si chiede un accertamento dell’eventuale illegittimità dell’azione degli organi della Provincia Autonoma di Trento e in particolare del Dipartimento Salute e Politiche Sociali, con particolare riferimento alla gestione delle risorse economiche a disposizione di tale Ente, al rispetto del perseguimento dell’obiettivo primario di garantire il massimo livello di accoglienza senza disperdere risorse economiche destinate a tale servizio” conclude l'esposto.

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