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Trento, una mozione per ripristinare l'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo tolta da Salvini. Zannini: “Un modo per rispettare i diritti di chi vive e attraversa la nostra città”

Il Centro Sociale Bruno e l’Assemblea Antirazzista lanciano la mobilitazione: il 28 gennaio saranno in consiglio comunale per sostenere la mozione. Zannini: “Spero di trovare appoggio in larga parte dell'attuale maggioranza, per bloccare uno dei nefasti effetti del decreto Salvini”

Di Tiziano Grottolo - 26 gennaio 2020 - 17:43

TRENTO. “La residenza è un diritto. Martedì 28 gennaio ore 18.00 tutti in Comune”, questo l’appello lanciato dall’assemblea Antirazzista di Trento a sostegno della mozione presentata lo scorso 21 novembre dal consigliere dell’Altra Trento a Sinistra Jacopo Zannini.

 

La discriminazione colpisce in tanti modi, uno di questi è censurare la loro esistenza togliendo diritti che tutte le altre persone possono esercitare – afferma l’Assemblea Antirazzista di Trento – vogliamo che anche il nostro Comune rispetti la Costituzione e un principio di uguaglianza che non può rimanere vago ma deve avere anche riconoscimento formale”.

 

La questione è tutt’altro che di lana caprina, la così detta legge Salvini infatti, ha stabilito che il permesso per richiesta di asilo non costituisca più un titolo valido per l'iscrizione anagrafica, negando in questo modo a persone che, pur risiedendo nel territorio comunale, la possibilità di ottenere la carta d’identità. Senza l’iscrizione all’anagrafe però diventa impossibile maturare gli anni per esercitare una serie di altri importanti diritti come le richieste di permesso di lungo soggiornante e di cittadinanza italiana. Persino azioni basilari quali accedere alle misure di welfare locale e conseguire una patente di guida diventano ostacoli insormontabili. 

 

Con la mozione presentata da Zannini si vorrebbe ripristinare l'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo “spero di trovare appoggio in larga parte dell'attuale maggioranza, per bloccare uno dei nefasti effetti del decreto Salvini”, ha detto Zannini, che poi ha aggiunto “la residenza è un diritto e chiederemo al Comune di Trento un atto dovuto: rispettare i diritti di chi vive e attraversa la nostra città”.

 

 

 

 

Per l’assemblea antirazzista questo è un tema molto importante visto che in più occasioni, tramite mobilitazioni pubbliche e incontri con il sindaco Andreatta e l’assessora alle politiche sociali Franzoia, è stato chiesto alle istituzioni di non applicare dove possibile la legge “sicurezza e immigrazione” e di procedere all’iscrizione anagrafica delle persone richiedenti asilo che ne fanno richiesta, e congiuntamente anche di tutte le persone senza tetto che dimorano abitualmente nel Comune di Trento.

 

“Una norma discriminatoria e illegittima – punta il dito l’Assemblea – impugnata in molti tribunali che hanno ordinato ai sindaci di procedere con l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo”. A seguito dei ricorsi non sono pochi i comuni che hanno deciso di procedere comunque all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo che ne hanno fatto richiesta. “Vorremmo che anche il nostro Comune rispetti la Costituzione e un principio di uguaglianza che non può rimanere vago ma deve avere anche riconoscimento formale”, concludo gli attivisti.

 

Martedì 28 gennaio verrà discusso il provvedimento presentata dal consigliere Zannini, nel frattempo Centro Sociale Bruno e Assemblea Antirazzista lanciano la mobilitazione (QUI evento) per presenziare durante la seduta del consiglio comunale di Trento. Secondo i sostenitori della mozione, un segnale in questo senso, spronerebbe gli altri comuni trentini a seguire l’esempio ma anche “a differenziarsi con una scelta politica dalla giunta Fugatti e dalla demagogica e scellerata decisione di tagliare il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati ed i servizi per l’inclusione sociale”.

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