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Case Itea, l’Assemblea antirazzista alla Pat: “Se la sentenza non sarà applicata pronti alla mobilitazione”

Blitz dell’Assemblea antirazzista fuori da Piazza Dante: “Le sentenze vanno rispettate, vigileremo su tutte le situazioni di disparità”. Nel mirino degli attivisti anche i criteri per l’assegno unico “sono gli stessi della graduatoria Itea, quindi sono discriminatori”

Di Tiziano Grottolo - 01 ottobre 2020 - 11:08

TRENTO. Sta assumendo i contorni del paradosso la vicenda che riguarda i criteri di assegnazione delle case Itea, con l’Assemblea antirazzista di Trento, formata da cittadini e attivisti che si battono per eliminare le discriminazioni, che richiama la Provincia al rispetto della legalità. Nei giorni scorsi infatti, il tribunale ha stabilito che il criterio dei 10 anni di residenza, per poter accedere alle graduatorie delle case Itea, è “discriminatorio”, ordinando a Provincia e Comune di Trento di disapplicare la norma (QUI articolo).

 

“La politica non può fare quello che vuole – denunciano gli attivisti – vigileremo su tutte le situazioni di disparità e discriminazione create dalla Provincia”. L’Assemblea antirazzista “ha bussato” alle porte di Piazza Dante “per consegnare simbolicamente la sentenza al presidente Fugatti e agli assessori Bisesti e Segnana”.

 

Duramente contestate anche le dichiarazioni rilasciate dopo la sentenza proprio dall’assessore all’istruzione: “Parole aberranti – le ha definite Daniel, l’attivista che ha presentato il ricorso – quando Bisesti parla di giustizia sociale non sa cosa sta dicendo. Dopo la sentenza ci saremmo aspettati un passo indietro ma pare che la Provincia si stia preparando a fare ricorso”. Il procedimento contro il criterio dei 10 anni di residenza era partito proprio dal giovane di origine etiope, escluso dalla graduatoria Itea, nonostante fosse in Trentino da 12 anni ma residente da meno tempo.

 

La sentenza smonta la propaganda leghista che vorrebbe tutte le case Itea assegnate agli stranieri – rivendica Stefano Bleggi, attivista dell’Assemblea e del Centro sociale Bruno – solo l’8% delle case è occupata da stranieri, quella di Fugatti è una vera e propria fake news”. Secondo l’Assemblea antirazzista, piuttosto che limitarsi agli slogan come ‘prima i trentini’, la Pat dovrebbe costruire più alloggi: “Più case per tutti, più edilizia popolare, questa è la politica che vuole il bene della comunità. Diritti diseguali significa privilegi per alcuni”.

 

L’assemblea sottolinea comunque di un risultato positivo, ottenuto grazie agli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, ma nel mirino entrano anche i criteri di accesso all’assegno unico, identici a quelli bocciati dal giudice per le case Itea. “Siamo a disposizione per qualsiasi cittadino straniero che si è visto negare l’assegno unico, è ora di mettere fine a queste disparità di trattamento”. Infine, avvertono gli attivisti: “Se la sentenza non sarà applicata siamo pronti alla mobilitazione e torneremo in massa per protestare”.

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