Salario minimo a 8,50 euro l'ora, il banchetto di Possibile in piazza Pasi. Zanella: "Come Futura sosteniamo questa causa, questo garantirebbe maggiori diritti e uguaglianza"
Il banchetto di Possibile per la raccolta firme per il ddl di iniziativa popolare sul salario minimo a 8,50 euro lordi l’ora, è arrivato ieri anche a Trento, in piazza Pasi. Come autenticatori delle firme presenti anche il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella e dalla consigliera comunale di Civezzano Fabrizia Bort

TRENTO. Salario minimo a 8,50 euro lordi l’ora: è questa la proposta di Possibile che sta raccogliendo firme su tutto il territorio nazionale per il ddl di iniziativa popolare.
Ieri per la prima volta il banchetto degli attivisti e attiviste di Possibile è arrivato nel centro storico di Trento, in piazza Pasi, affiancati anche dal consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella e dalla consigliera comunale di Civezzano Fabrizia Bort per autenticare le firme.
"L'iniziativa – dichiara Zanella – è stata proposta da Possibile, ma noi come Futura sosteniamo questa causa. C’è un enorme problema di disuguaglianze e questo garantirebbe maggiori diritti e uguaglianza, soprattutto per quanto riguarda i lavori precari".
Ieri "sono state raccolte una cinquantina di firme – spiegano i due portavoce di Possibile Trento, Anna Rita Altamura e Stefano Osti – non era la prima volta che organizzavamo dei banchetti ma per la prima volta ci siamo messi in centro città, in piazza Pasi. Il nostro obiettivo sarebbe quello di raggiungere anche le valli e coprire un territorio più ampio per alzare il numero di firme".
A Trento "c’è stato un riscontro molto positivo – sostengono i portavoce – si potrebbero ottenere dei grandi risultati". Servono infatti 50.000 firme da consegnare "entro il 25 aprile 2022". In Italia “circa 2milioni di persone ne avrebbero bisogno per arrivare alla fine del mese - proseguono - chi lavora ha diritto a una vita dignitosa anche per diminuire la disparità salariale".
Perché il salario minimo? "A livello europeo l’Italia – dichiara Possibile – insieme ad altre nazioni come Bulgaria, Austria e Danimarca, non ha ancora un salario minimo. La proposta di legge è pari a 8, 50 euro lordi all'ora: il compenso varia però in base ai diversi Paesi". L’Italia quindi "figura tra i Paesi europei in cui non vige un salario minimo per legge ed è soggetta alla doppia dinamica del dumping salariale, sia interno che nel perimetro del mercato unico, tanto che fa registrare percentuali elevate di povertà tra i lavoratori (11,8%). Il livello mediano delle retribuzioni orarie è di 11,29 euro mentre il salario medio è pari a 14,29 euro. Circa 1,1 milioni di lavoratori hanno una paga oraria inferiore al 66% del salario mediano, ossia ricevono mediamente un salario di 6,65 euro per ogni ora lavorata".
Possibile "già nel 2018 aveva presentato una proposta di legge su questo tema – riporta il partito – il testo del 2018 è stato riscritto e migliorato in alcuni dispositivi ed è pronto per diventare una proposta di legge di iniziativa popolare".








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