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Trento, arriverà il registro per l'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Servirà per mitigare gli effetti del decreto Salvini

La decisione è arrivata ieri sera in consiglio comunale durante la discussione di una mozione presentata dal consigliere di Altra Trento a Sinistra Jacopo Zannini. Dall'ottobre del 2018 i richiedenti protezione internazionale, infatti, non possono più iscriversi all'anagrafe. Si attende anche la sentenza della Corte costituzionale 

Di Giuseppe Fin - 29 gennaio 2020 - 16:12

TRENTO. Nascerà anche a Trento, come in tante altre città italiane, il "registro" per i richiedenti asilo, uno strumento che permetterà all'amministrazione di "tutelare" quei migranti che, per effetto del decreto Salvini, non possono più iscriversi all'anagrafe cittadina. E' questo il risultato dell'ultimo dibattito in Consiglio comunale che si è tenuto ieri sera a seguito di una mozione che è stata presentata dal consigliere Jacopo Zannini attraverso la quale, in un primo momento, si chiedeva di consentire ai richiedenti di potersi iscrivere all'anagrafica in comune.

 

Il tutto nasce da un passaggio del decreto governativo entrato in vigore il 5 ottobre 2018, conosciuto anche come decreto Salvini, che recita: “Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica” (art. 13). Da quel momento, su indicazione del Viminale, diversi ufficiali di stato civile dei Comuni si sono rifiutati di iscrivere i richiedenti asilo nel registro anagrafico della popolazione residente. Così era stato deciso anche dal Comune di Trento spinto anche da una sentenza del tribunale.

 

L'11 giugno dello scorso anno, infatti, con un'ordinanza, il Tribunale di Trento ha rigettato il ricorso proposto da una richiedente asilo di origine venezuelana contro il diniego di iscrizione anagrafica da parte del comune di Bolzano. Riconoscendo in questo modo l'azione, per questo specifico ambito, del Viminale. Tutto, ovviamente, pienamente legittimo ma occorre anche precisare che altri tribunali si sono espressi diversamente accogliendo i ricorsi fatti. Non di poco conto è anche la sentenza attesa per marzo da parte della Corte costituzionale che dovrà pronunciarsi  definitivamente sulla legittimità costituzionale dell’art. 13 DL 113/18 convertito nella cosiddetta legge sicurezza e immigrazione.

 

La mozione presentata dal consigliere Zannini aveva come titolo: “Permettere l'iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo”. “La mozione – ha spiegato ieri sera – riflette il fenomeno che sta accadendo. Ci sono persone fuggite dalla loro casa per problemi umanitari ed ora si vedono rifiutare la possibilità di avere la residenza e di essere iscritte all'interno del registro anagrafico. Queste persone diventano più invisibili di prima tutto questo a causa del decreto sicurezza di Salvini”. La richiesta fatta nella mozione del consigliere era quella di smettere di applicare il decreto “che limita l'integrazione delle persone”.

 

Un tema attuale e molto complesso ha spiegato l'assessora e vicesindaca Maria Chiara Franzoia che ha risposto alla mozione. “Nonostante la non iscrizione anagrafica sia entrata in vigore il 5 ottobre del 2018 – ha spiegato – il nostro Comune non è mai venuto meno all'aiuto di queste persone”.

 

L'assessora ha poi spiegato quali sono state le motivazioni che hanno portato gli uffici anagrafici a non proseguire con le iscrizioni per i richiedenti protezione internazionale.

 

“La norma prima di tutto – ha chiarito Franzoia – non è retroattiva. Ci siamo interrogati quale poteva essere la nostra posizione e questo all'interno di un dibattito che ha coinvolto tutti i comuni italiani. Nel mentre si faceva questo sono stati depositati nei tribunali dei ricorsi. Ci sono state delle ordinanze , in particolare a Firenze, Bologna e Genova, che hanno accolto i ricorsi ordinando ai Comuni di procedere all'iscrizione . Altri tribunali, e tra questi anche Trento a cui ci siamo riferiti, non hanno condiviso questa linea e questo è stato dirimente”.

 

Da parte del Comune di Trento si è poi deciso di attendere la pronuncia della Corte Costituzionale che sarà il 10 marzo di quest'anno. La Giunta, quindi, non ha potuto accettare la mozione presentata dal consigliere Zannini a cui, però, è stato proposto di emendarla inserendo la richiesta che il Comune si adoperi presso il Governo affinché sia modificato il decreto sicurezza e che sia valutata la possibilità di istituire un registro per l'iscrizione anagrafica.

 

L'ipotesi solo di una valutazione ha però ricevuto diverse critiche dai consiglieri di ambedue gli schieramenti. Alla fine la mozione è stata approvata togliendo l'ipotesi ma con la conferma che verrà istituito un registro/elenco dei richiedenti protezione internazionale sui nostro territorio. “Cercheremo di vedere – ha spiegato l'assessora Franzoia- come sono intervenute le altre città in attesa della sentenza della Corte Costituzionale”.

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