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Residenza Fersina verso la chiusura? Fernandez: “Si pensi subito al futuro della più grande struttura di accoglienza di Trento. Il Comune può essere protagonista”

Con l’accordo firmato fra Provincia, sindacati, Croce Rossa ed enti del Terzo settore la residenza Fersina si avvia verso la chiusura. La proposta di Fernandez di Europa Verde Trento: “Sarebbe bello superare l’incapacità cronica di accogliere tutti quelli che ne hanno bisogno, fornendo risposte adeguate a chi si trova in una situazione di emergenza abitativa e chi rischia di morire di freddo in strada”

Di Tiziano Grottolo - 01 luglio 2021 - 12:12

TRENTO. Nelle scorse ore Provincia, sindacati, Croce Rossa e gli enti che operano all’interno del progetto “Una comunità Intera” (Arcidiocesi di Trento, Centro Astalli, Fondazione Comunità solidale, Atas Onlus, Casa Padre Angelo, Villaggio del fanciullo e Villa Sant’Ignazio) hanno sottoscritto un accordo che prevede di ripristinare i trasferimenti dalla prima alla seconda accoglienza. Ciò significa che dopo un percorso molto travagliato è stato compiuto un passo decisivo verso la chiusura della residenza Fersina. Entro settembre tutti i 140 richiedenti asilo attualmente ospitati nella struttura dovrebbero essere trasferiti verso progetti già attivi di accoglienza diffusa.

 

“Finalmente possiamo raccogliere i frutti della denuncia partita sia da diverse organizzazioni del Terzo settore trentino, sia da alcuni ordini religiosi, che hanno evidenziato in più occasioni i modi molto discutibili con i quali l’attuale amministrazione provinciale stava gestendo la prevista e avviata chiusura della residenza Fersina”, commenta il consigliere comunale di Trento Andreas Fernandez.

 

Come ricorda il consigliere di Europa Verde Trento la Giunta Fugatti aveva disatteso la sua stessa delibera e, senza alcun preavviso e senza confrontarsi con gli enti del Terzo settore, aveva firmato un accordo con la Croce Rossa, attuale ente gestore della struttura, per prorogare di 6 mesi lo status quo. “Una situazione – ricorda Fernandez – i cui drammatici effetti portavano circa 140 persone a condividere uno spazio chiuso, con servizi ridotti al minimo e un elevato rischio di contagio”.

 

Ora fortunatamente è stato possibile voltare pagina e come già anticipato i migranti saranno indirizzati verso alloggi distribuiti sul territorio. “L’accordo – ribadisce il consigliere – è un’ottima notizia, solo così si possono avviare percorsi individualizzati di integrazione a tutela dei diritti dei migranti e della comunità che li accoglie. Il Centro Astalli Trento, come Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, è garanzia di know how e qualità rispetto alla cultura e alla gestione dell’accoglienza”.

 

Eppure Fernandez non risparmia quale bordata alla Giunta leghista, la stessa che ha voluto smantellare il sistema d’accoglienza trentino salvo poi effettuare una parziale marcia indietro. “Quello trentino è stato un modello d’eccellenza, unico nel suo genere. I dati raccolti, prima che la Lega prendesse il potere, dicevano che ogni euro speso per l’accoglienza stava generando quasi il doppio di valore per l’economia trentina, pari a 9,4 milioni di euro. Nonostante questi dati incoraggianti – prosegue il consigliere – il governo di destra a trazione leghista della Pat, facilitato da alcuni scellerati decreti nazionali, ha tentato in tutti i modi di smantellare il modello di accoglienza diffusa”.

 

Infatti, negli anni precedenti era stato costruito un sistema di accoglienza coordinato da Cinformi che comprendeva il lavoro di circa 20 enti gestori, per lo più enti del Terzo settore. Un sistema diffuso che nel tempo aveva toccato ben 69 comuni con 170 strutture a disposizione, ma in antitesi con la nuova visione della Giunta che, al contrario, aveva deciso di accentrare nel capoluogo i richiedenti asilo. “Fin dall’inizio, la residenza Fersina si era mostrata poco adatta a permanenze di lungo periodo che richiedono un maggiore rispetto della dignità e libertà delle persone”.

 

Se il trasferimento dei migranti ospitati nella residenza Fersina dovrebbe avvenire entro settembre Fernandez guarda già al futuro e pensa alla prossima partita che riguarderà la nuova destinazione di quella che risulta essere la più grande struttura di pronta accoglienza a Trento. “Spero che si inizi a pensare fin da subito al destino della residenza Fersina”, dice il consigliere di Europa Verde Trento che si auspica che il Comune possa giocare un ruolo da protagonista al fianco delle organizzazioni del Terzo settore.

 

“Come ogni anno, fra qualche mese saremo chiamati ad affrontare quella che viene erroneamente definita ‘emergenza freddo’, quando ricominceremo a parlare di persone senza dimora. Sarebbe bello superare l’incapacità cronica di accogliere tutti quelli che ne hanno bisogno, fornendo risposte adeguate a chi si trova in una situazione di emergenza abitativa e chi rischia di morire di freddo in strada. Personalmente – conclude Fernandez – proverò a fare la mia parte e al prossimo Consiglio comunale porrò una domanda di attualità per iniziare a discuterne al più presto”.

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