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Comunali, Coppola: ''Nel simbolo di Futura proponiamo le parole Europa Verde'' e sul Patt: ''L'incertezza spero finisca''

Lucia Coppola dei Verdi è entrata in Consiglio provinciale con Futura. Per tre anni e mezzo è stata presidente del consiglio comunale di Trento. Sul futuro sindaco: "I tempi sono maturi per una donna. Fondamentale la competenza e le doti morali e umane"

Di Giuseppe Fin - 31 ottobre 2019 - 05:01

TRENTO. “E' fondamentale creare un'alleanza che abbia una base programmatica condivisa per poi governare tutti assieme cinque anni senza divisioni”. Lucia Coppola dei Verdi del Trentino è stata eletta con Futura in Consiglio Provinciale. Per tre anni e mezzo, però, è stata presidente del consiglio comunale di Trento e conosce quali siano  le difficoltà che ci sono state nella coalizione del Centrosinistra autonomista che ha governato il Comune di Trento. “I problemi sono cominciati  con le scelte iniziali relative alla Giunta, che hanno provocato i malumori trascinati fino ad oggi e alcuni rimpasti che non hanno giovato all'immagine della coalizione ”.

 

Consigliera Coppola, in vista delle prossime amministrative i Verdi vorrebbero un elemento distintivo nel simbolo di Futura. Di cosa si tratta?

Noi Verdi abbiamo fatto una proposta a Futura che sarà ora presa in esame dal direttivo e dall'assemblea di Futura . Chiarisco che non è assolutamente nulla di divisivo anche perché in questo primo anno abbiamo lavorato molto bene e con grande sintonia. In vista  delle comunali, i Verdi hanno proposto di mantenere il simbolo di Futura così come lo vediamo oggi ed inserire nella parte bassa del simbolo la scritta “Europa Verde”. Sarebbe un valore aggiunto,  Futura punta già ad un europeismo convinto e ad una forte attenzione per l'ambiente, l'ecologia e il territorio. Questa ulteriore caratterizzazione nel simbolo renderebbe più riconoscibili i nostri valori e lo renderebbe anche più attrattivo. L'ipotesi comunque sarà ora oggetto di una assemblea di Futura nella quale si discuterà e si deciderà spero tenendo nel debito conto il fatto che i Verdi sono e restano un partito strutturato sia a livello locale che nazionale ed europeo. E che un segnale di presenza  lo devono lanciare al proprio elettorato. 

 

E se alla fine queste due parole non entrassero nel simbolo. Come Verdi cosa pensate di fare?

Tornerà tutto al Consiglio federale dei Verdi e verrà presa una decisione. Io penso che verrà fatta la scelta migliore per tutti. Andare divisi non conviene a nessuno. Poi ci sono diverse sensibilità che dovranno essere prese in considerazione nel rispetto anche di una storia pregressa. E senza nulla togliere alla caratteristica inclusiva e plurale di Futura.

 

Lei pensa che avere un elemento distintivo oggi sia fondamentale in politica? Cosa pensa delle liste civiche?

Non sono convinta che mescolarsi all'interno di una lista civica senza elementi riconoscibili in questa fase politica sia la tattica giusta. Soprattutto su alcune tematiche che sono fondamentali e che vanno dalla solidarietà al tema dell'ambiente. Su certe cose meglio essere riconoscibili. Le liste civiche hanno probabilmente il grosso vantaggio di diventare partiti di raccolta. Questo avviene certe volte anche  portandosi dietro delle contraddizioni e delle differenze molto forti. Che all'inizio si sottovalutano ma poi presentano il conto. 

 

Si è parlato molto però anche di polo di centro in vista delle prossime elezioni amministrative soprattutto a Trento.

Non so sinceramente che dire. A volte questo polo di centro sembra  poco di centro e più proiettato verso la destra. Certamente recuperare voti al centro è un obiettivo utile e importante. Questo polo, però, dovrebbe essere effettivamente di centro e non una lista civetta a servizio di altri. In questo momento, comunque, sento tutto e il contrario di tutto. C'e molta confusione sotto il sole e questo spazio politico così ambito e poco frequentato sembra una chimera.

 

E il Patt?

Si pone come ago della bilancia. Difficilmente è interpretabile se non alla luce delle varie anime che si stanno confrontando. Occorre avere il massimo rispetto per un partito che sta affrontando questa fase che all'esterno risulta poco chiara. Quello che è certo è che il centrosinistra non può  rimanere nell'incertezza ancora a lungo. Spero che la loro discussione interna possa trovare una sintesi. E che sia quella più giusta per i loro elettori e per il Trentino.

 

Secondo lei la coalizione di centrosinistra può presentarsi senza il Patt e vincere?

Mettersi  insieme senza convinzione può portare ad una vittoria immediata ma poi a grandi problemi e a una gestione amministrativa difficoltosa. Io credo che l'aspetto dirimente sia il programma. Solo sulla base di un programma costruito insieme almeno nelle sue linee essenziali  è possibile trovare una base comune da cui partire tutti assieme. La mia speranza è che nel breve periodo, lo dico in maniera sempre molto rispettosa, non oltre gennaio per capirsi, ci si possa sedere attorno a un tavolo per confrontarsi sui programmi. Sono i contenuti che porteremo avanti  quelli che interessano ai cittadini. Stabilità, creatività, dialogo e partecipazione. Attenzione al bene comune. Politiche sociali, urbanistica, ambiente.

 

In questi giorni si fanno tanti nomi per i candidati sindaco. Lei cosa ne pensa di una donna?

Avere una donna sindaca mi farebbe molto piacere. Credo che i tempi siano maturi per un cambio di passo e di genere. Detto questo, che sia uomo o donna, serve una persona conosciuta, affidabile e competente. Solida ed empatica, in grado di gestire relazioni politiche e anche personali. Non voglio espormi sui nomi, i tempi non sono ancora maturi. Si deve fare un grande lavoro a monte. La persona che sarà candidata, sindaco o sindaca che sia, credo debba avere anche capacità comunicative oltre che una provata moralità ed  etica del bene comune.

 

Ma il centrosinistra in questi anni dove ha sbagliato?

Come detto io credo che gli errori del sindaco siano stati iniziali, con la scelta della giunta. Un azzardo fatto con le migliori intenzioni e certo in buona fede. Ma che si è  trascinato con infiniti mal di pancia e molta fatica per tutta la consigliatura. Il governo della città, e di conseguenza le scelte politiche dei vari assessori che si sono succeduti, hanno avuto il limite di una discontinuità di fondo e di incertezze che i cittadini hanno percepito. Anche se molte cose buone sono state fatte e la qualità della vita nel capoluogo è certamente all'altezza degli importanti riconoscimenti conseguiti.  Spero che gli obiettivi raggiunti saranno ricordati ai cittadini perché tante sono state le risposte concrete ai loro bisogni. Certamente i governi di centrosinistra che si sono succeduti, nonostante le difficoltà e i tagli alla spesa pubblica, hanno tenuto il punto. Pro futuro, partire decisi e col piede giusto faciliterà tutto. Bisogna avere la capacità, da sindaco, di tenere conto di tutto e di tutti, delle appartenenze e dei voti. Delle competenze e delle necessità della città. Del sentire dei cittadini.  Serve un grande equilibrio, saper unire, e la capacità di prendere decisioni che siano le più condivise, ascoltando, accettando il confronto, anche le critiche, dialogando. E poi facendo sintesi con coraggio e autorevolezza.

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