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Contratti pubblici Cgil, Cisl e Uil all’attacco di Fugatti: “Vogliamo il rinnovo altrimenti sarà mobilitazione”

Ianeselli, Pallanch e Alotti uniti sulla questione dell’adeguamento di stipendio per i 15mila dipendenti pubblici: “Non abbiamo mai chiesto a Fugatti di trovare 36 milioni in quindici giorni  ma è l'ora di farla finita con questa anomalia tutta trentina, stiamo aspettando da troppo tempo, ora servono investimenti per favorire la crescita”

Da sinistra a destra: Ianeselli (Cgil), Pallanch (Cisl) e Alotti (Uil)
Di Tiziano Grottolo - 20 ottobre 2019 - 12:31

TRENTO. Pochi giorni fa i sindacati di Cgil, Cisl e Uil avevano lanciato l’allarme:Per i quasi 15 mila dipendenti del comparto delle Autonomie locali, quali Pat e Enti strumentali, Comuni e Comunità di valle, Apsp, e i quasi 8 mila del comparto sanità non c’è un euro, nell’assestamento di bilancio licenziato dal consiglio provinciale, per il rinnovo del contratto collettivo”.

 

A stretto giro era arrivata la replica piccata del presidente della Pat Maurizio Fugatti, sorpreso dal fatto che venisse chiesto alla sua giunta “di impegnarsi in un esborso così importante – servirebbero circa 36 milioni euro – per di più nel giro di una quindicina di giorni”.

 

Dopodiché il presidente della Pat se n'è lavato le mani attribuendo la colpa di tale mancanza al governo nazionale che, a suo dire, non darebbe certezza sulla prossima manovra finanziaria.

 

Ma le parole di Fugatti non hanno convinto per nulla le parti sociali: “Ci è stato riferito che si attendono le decisioni a livello nazionale, ma qui c'è l'autonomia e non si possono aspettare eventuali provvedimenti da Roma. Un atteggiamento gravissimo, la giunta provinciale naviga a vista ma senza bussola”.

 

Per la verità le giustificazioni di Fugatti hanno lasciato perplesso anche il suo predecessore alla guida della Pat, Ugo Rossi, che ha consigliato al leghista di “studiare meglio i bilanci perché le coperture ci sarebbero, pensi un po’ di più al Trentino e meno alle manifestazioni romane”, l’affondo del consigliere autonomista (QUI articolo).

 

Duro anche il commento del segretario della Cgil Franco Ianeselli: “Forse Fugatti è l’unico ad aver scoperto adesso che dal 2022 ci saranno 250 milioni di euro in meno sul bilancio provinciale, noi ne siamo consapevoli da qualche anno, tipo dal 2009 quando è stato firmato l'accordo di Milano anche con l'allora ministro Calderoli”.

 

Ianeselli però torna anche sulla decisione presa dalla giunta leghista per concedere agli over70, anche se molto benestanti, di viaggiare gratuitamente sugli autobus, “Allora facemmo notare come questo provvedimento fosse iniquo e irresponsabile, proprio perché la stagione delle ‘vacche grasse’ è finita – sottolinea il segretario della Cgil – ma a chi ci governa piaceva far credere che d'improvviso fosse arrivata la cuccagna, adesso però i nodi vengono al pettine e la Giunta cambia il copione”.

 

Il sindacalista su questo è inamovibile i contratti vanno rinnovati, “servono investimenti per favorire la crescita e azioni per qualificare la spesa, altrimenti non ci sarà più molto da distribuire. Siamo pronti come sempre a fare la nostra parte e a prenderci le nostre responsabilità, assieme alle altre parti sociali – conclude Ianeselli – a condizione che dall'altra si finisca con gli slogan e si inizi a governare sul serio il Trentino”.

 

Dello stesso avviso anche il leader della Cisl Giuseppe Pallanch: “Non abbiamo mai chiesto a Fugatti di trovare 36 milioni in quindici giorni, ma chiediamo comunque che si cambi rotta rispetto all’ipotesi di un ulteriore blocco, ‘tutto trentino’ delle retribuzioni dei dipendenti pubblici senza tenere conto che per 8 anni  le famiglie trentine hanno visto ridursi le capacità delle retribuzioni in un terra dove il costo della vita è alto”.

 

Fra le conseguenze dirette di questo meccanismo ci sarebbero gli “effetti pesantissimi” sulle pensioni future dei trentini che lavorano nella pubblica amministrazione trentina e nei servizi.

 

Pallanch, anche se si dice certo che il presidente dalla Pat saprà valutare attentamente gli effetti di questo impoverimento, evoca comunque il rischio di una balcanizzazione tra le categorie sociali, “sarebbe grave una spaccatura di questo tipo”. 

 

La Cisl sposta poi l’attenzione anche sulla necessità di far ripartire i consumi e la crescita “guardiamo con attenzione alle scelte di questa Giunta, ricordando che la pubblica amministrazione trentina è prima in Italia per efficienza e per contributo alla crescita del Pil provinciale”.

 

Di certo Pallanch non me manda a dire auspicandosi che “si cambi in fretta l’agenda delle priorità, comprendendo le esigenze di tutta la comunità trentina, in particolare modo di chi vive di salari e di stipendi e versa regolarmente le imposte”.

 

Infine sulla questione è intervenuto anche Walter Alotti, segretario della Uil che ha commentato così le dichiarazioni di Fugatti: “Mi sembra una battuta infelice quella di dire che non ci sono soldi in cassa, soprattutto dopo che tempo fa ci era stato promesso, già con l’assestamento di bilancio, che si sarebbe ragionato in merito ai rinnovi in vista della legge di bilancio 2020”.

 

Alotti pone l’attenzione anche su altre due questioni: la prima che a livello nazionale, proprio su questo tema, sono stati previsti nel bilancio preventivo 3 miliardi di euro “poca cosa – ammette il sindacalista – ma almeno è un segnale di attenzione su questo argomento”. La seconda riguarda la Provincia autonoma di Bolzano che ha recentemente messo in preventivo un aumento percentuale, pari al 4,8%, sugli stipendi dei dipendenti pubblici in considerazione dell’aumento dei costi della vita “percentuali che si avvicinano alle richieste dei sindacati trentini – evidenzia Alotti che poi chiosa – lì almeno le istituzioni hanno risposto”.  

 

In conclusione tutte e tre le sigle sindacali si attendono un’apertura rispetto alle richieste avanzate “che sono tutto fuorché esose” dal momento che mirano a recuperare parte del potere d’acquisto dei salari, altrimenti, promettono: “Saremmo costretti ad avviare una mobilitazione in tutti i settori della Pubblica amministrazione trentina”.

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