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Contratti pubblici, la Cisl Fp alla Provincia: “Serve un cambio di rotta, basta nascondersi”

Pochi giorni fa i sindacati di Cgil, Cisl e Uil avevano lanciato l’allarme: “Per i quasi 15 mila dipendenti del comparto delle Autonomie locali, quali Pat e Enti strumentali, Comuni e Comunità di valle, Apsp, e i quasi 8 mila del comparto sanità non c’è un euro, nell’assestamento di bilancio licenziato dal consiglio provinciale, per il rinnovo del contratto collettivo”

Pubblicato il - 20 ottobre 2019 - 12:43

TRENTO. Pochi giorni fa i sindacati di Cgil, Cisl e Uil avevano lanciato l’allarme: “Per i quasi 15 mila dipendenti del comparto delle Autonomie locali, quali Pat e Enti strumentali, Comuni e Comunità di valle, Apsp, e i quasi 8 mila del comparto sanità non c’è un euro, nell’assestamento di bilancio licenziato dal consiglio provinciale, per il rinnovo del contratto collettivo”.

 

Quindi la replica del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, sorpreso dal fatto che venisse chiesto alla sua giunta “di impegnarsi in un esborso così importante – servirebbero circa 36 milioni euro – per di più nel giro di una quindicina di giorni”. Poi l'attribuzione delle colpe al governo nazionale che, a suo dire, non darebbe certezza sulla prossima manovra finanziaria.

 

"Non chiediamo al presidente di trovare 36 milioni in quindici giorni - commenta Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp - ma piuttosto di cambiare rotta rispetto all’ipotesi di un ulteriore blocco, 'tutto trentino' delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, senza dimenticare che per 8 anni le famiglie hanno visto ridursi le capacità delle retribuzioni in un terra dove il costo della vita è alto e con la conseguenza diretta, visto il meccanismo del sistema contributivo crea effetti pesantissimi sulle pensioni future dei trentini che lavorano nella pubblica amministrazione trentina e nei servizi".

 

Serve un intervento. "Siamo certi che il presidente - prosegue la Cisl Fp - valuterà attentamente gli effetti di questo impoverimento, ma soprattutto che percepisca il rischio concreto di una balcanizzazione tra le categorie sociali: sarebbe grave una spaccatura di questo tipo. Rimarchiamo, poi, che oltre ai crudi conti sia necessario agire in fretta, visto che è necessario far ripartire anche i consumi e la crescita e una misura di questo tipo potrebbe indurre in tutti settori dei servizi meccanismo di emulazione non inserendo nei rispetto nei bilanci quell’obbligo civilistico di prevedere il rispetto e il rinnovo  dei contratti, obbligo che peraltro la stessa Pat chiede sia ottemperato".

 

La prossima manovra di bilancio è già nel mirino, dopo che in assestamento non è stato aggiunto un euro per le contrattazioni, una scelta in controtendenza rispetto al resto d'Italia. "Guardiamo con attenzione - conclude Pallanch - alle decisioni di questa giunta, ricordiamo che la pubblica amministrazione trentina è prima in Italia per efficienza e per contributo alla crescita del Pil territoriale. Ma riteniamo necessario che si cambi in fretta l’agenda delle priorità, comprendendo le esigenze di tutta la comunità trentina, in particolare modo di chi vive di salari e di stipendi e versa regolarmente le imposte. Altrimenti saremmo costretti ad avviare una mobilitazione in tutti i settori della Pa".

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