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Crisi di governo, Degasperi: ''Un'alleanza con il Pd sarebbe un errore. Ricucire con la Lega? Il Movimento diventerebbe una barzelletta''

A Roma Movimento 5 stelle e Pd cercano un'intesa per formare una nuova maggioranza e un nuovo governo, mentre sullo sfondo resta la Lega di Salvini. Degasperi: "Un esecutivo di salute pubblica per portare avanti l'ordinaria amministrazione, completare la finanziaria e cambiare la legge elettorale. Gli ultimi risultati? La linea viene dettata dai vertici"

Di Luca Andreazza - 25 agosto 2019 - 22:04

TRENTO. "In politica tutto è possibile, ma un'alleanza con il Partito democratico è un'ulteriore smentita del postulato di correre da soli. Un'ulteriore perdita di credibilità", così Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, mentre in queste ore pentastellati e dem cercano un'intesa per trovare quella maggioranza parlamentare necessaria per un nuovo esecutivo. Partiti alla ricerca di convergenze per presentarsi con almeno dei progressi alle consultazioni con Sergio Mattarella

 

"Il Movimento 5 stelle - prosegue Degasperi - è nato per effetto di quelle forze politiche che hanno portato l'Italia in questa situazione. Nel 2013 si è detto che si sarebbe fatti una politica diversa, ma ora ci si ritrova a stringere accordi in modo disinvolto: ci vorrebbe maggiore coerenza. In passato avevo chiesto un atteggiamento diverso con le liste civiche a livello locale: il diktat è sempre stato 'No' alle coalizioni. Forse ero all'avanguardia e ora mi ritrovo addirittura sorpassato a destra con la Lega, a sinistra con il Partito democratico".

 

La strada, però, non è semplice nella capitale. Rotture e ripartenze si sprecano, mentre Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio cercano di trovare una quadra nella trattativa M5s e Pd per la formazione del governo. La Lega resta sullo sfondo, Matteo Salvini si è reso disponibile a ripartire dopo aver aperto nei fatti la crisi di Ferragosto. 

 

"Già stringere accordi con il Pd - evidenzia il consigliere provinciale - è proseguire sulla via dell'errore. Se la Lega dovesse rientrare nell'esecutivo sarebbero ridicolo. Il Movimento 5 stelle diventerebbe una barzelletta. Non ho sentito commenti positivi sull'alleanza con il carroccio e le prospettive con i dem non sembrano riscontrare umori diversi. Comunque mi rimetterò alle scelte del capo politico, la responsabilità è sua".

 

Meglio quindi le elezioni? "Se si tornasse alle urne il risultato sarebbe simile a quello di adesso. In questo momento - aggiunge il pentastellato - ci vorrebbe comunque un governo, "un esecutivo di salute pubblica", per portare avanti l'ordinaria amministrazione, completare la finanziaria e cambiare la legge elettorale. Trovare un'ampia convergenza per un anno o il tempo necessario, cercare di arrivare a fine legislatura non avrebbe senso. L'esperienza con la Lega dovrebbe essere sufficiente. Si dovrebbe ritornare al sistema della Prima Repubblica, si votano i rappresentanti in parlamento che poi trovano le convergenze per un governo. In questo momento è una presa in giro, sono troppi gli equivoci".

 

Sono stati 14 mesi per il Movimento che ha visto un'emorragia di preferenze un po' ovunque, un trend culminato alle ultime europee. I sondaggi vedono i pentastellati in rialzo, ma lontano dalla Lega. "I vertici danno la colpa ai disfattisti - conclude Degasperi - sembrano il generale Cadorna dopo Caporetto. E' una situazione paradossale, i militanti che si appellano ai valori e ai principi vengono accusati di disfattismo, quando ci mettono tantissimo impegno. Ci si adatta agli ordini superiori, ovviamente non sono contento nel vedere milioni di voti, ma è chiaro che le responsabilità sono dei vertici che definiscono la strategia". 

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