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| 01 mar 2023 | 13:43

Provinciali, il Movimento 5 stelle tende la mano al Partito democratico e presenta sei punti per far partire il dialogo: ''La destra ha fatto più danni della tempesta Vaia''

Il Movimento 5 stelle rompe gli indugi e tende la mano al Partito democratico. Dal "No" all'inceneritore a 100 milioni in più sulla sanità, i pentastellati presentano 6 punti per far partire il dialogo con il centrosinistra. Alex Marini: "Il percorso è difficile ma è doveroso provare a dialogare per costruire un'alternativa alla destra"

TRENTO. Arrestare la privatizzazione in sanità e stanziare più risorse, ''No'' all'inceneritore in Trentino e alla Valdastico, interventi a sostegno del lavoro e delle imprese, investimenti nell'edilizia abitativa, l'istituzione di un osservatorio regionale sulla criminalità e la costituzione di una commissione antimafia a livello provinciale. Ecco le linee del Movimento 5 stelle per avviare un dialogo con il centrosinistra in vista delle prossime elezioni per piazza Dante.

 

"Questa Provincia - commenta Alex Marini, consigliere provinciale e coordinatore per il Trentino del Movimento 5 stelle - è stata fallimentare sulle concessioni idroelettriche, mentre le politiche sul lavoro non raggiungono il minimo sindacale, non è stato nemmeno istituito il fondo di prevenzioni infortuni. Ci sono problemi in sanità, la scuola viene affossata ogni giorno e poi c'è la partita della Valdastico. Il governo della destra in Trentino ha causato più danni della tempesta Vaia". 

 

 

E così i pentastellati trentini guardano verso sinistra anche se "il Partito Democratico in Trentino - aggiunge Marini - è piuttosto conservatore nei suoi esponenti provinciali. Il percorso è inevitabilmente difficile ma è doveroso provare a dialogare per costruire un'alternativa alla destra. Non vogliamo chiudere a priori e l'intenzione è quella di partire dai temi per condividere un programma e individuare un candidato presidente da sostenere tutti insieme".

 

All'ultimo appuntamento elettorale per rinnovare il parlamento, il campo largo è velocemente finito nei cassetti, la possibile alleanza tra Pd e M5s era sostanzialmente saltata con la caduta del premier Draghi. Ora, però, i cambi di guida con Elly Schlein a livello nazionale e con Alessandro Dal Ri in Trentino potrebbe riaprire i giochi.

 

"Ci sono molti punti di contatto con i temi rilanciati da Schlein - prosegue Marini - come il salario minimo, la lotta alla disuguaglianza e alla povertà, la necessità di una politica all'evasione fiscale e l'attenzione al cambiamento climatico. Ci sono differenze con i dem ma riconosciamo che c'è si può lavorare per il bene della comunità. I rapporti con Maestri sono stati freddi in passato, il Pd è abbastanza conservatore ma noi tendiamo la mano per capire se c'è la possibilità di trovare una convergenza, anche con le altre forze politiche della coalizione. Ho chiamato sia Dal Ri che Betta. Con il nuovo segretario provinciale la telefonata è stata cordiale".

 

Negativo il giudizio sulla destra, l'alleanza guarda a sinistra. "In Provincia c'è stata molta affinità con Futura, in particolare con Paolo Ghezzi e si lavora bene anche con Paolo Zanella. C'è più freddezza con le altre forze politiche ma crediamo ci siano margini per avviare un dialogo. Eventualmente non abbiamo paura di correre da soli. Abbiamo libertà d'azione, naturalmente c'è un confronto con i vertici e con gli attivisti locali, il nostro operato è coerente con le linee nazionali ma qui come Movimento 5 stelle abbiamo un'ampia autonomia, non abbiamo mai ricevuto diktat da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio o Beppe Grillo".

 

E i pentastellati mettono sul tavolo le condizioni per avviare un ragionamento, "una mano tesa verso coloro che fino a ora hanno ignorato o deriso il M5s. Ma questo - evidenzia Marini - dimostra che non siamo contrari a priori alle alleanza con altre forze politiche: riteniamo però che un accordo deve essere costruito su fatto concreti e misurabili, su una condivisione dei programmi e su una visione comune. Sono proposte chiare e trasparenti nei confronti dei cittadini, una base da cui partire per costruire un programma". 

 

Sono sei in particolare i punti. Si parte dalla Sanità. "Arrestare la privatizzazione e risorse extra alla settore pubblico con un incremento graduale e costante di 100 milioni all'anno per un quinquennio". Poi l'ambiente. "No all'inceneritore e sì al potenziamento con risorse dei sistemi di raccolta differenziata". 

 

Capitolo infrastrutture. "No chiaro e definitivo alla Valdastico, introduzione del referendum a quorum zero per le grandi opere che impattano significativamente sull'ambiente e sulla vita dei trentini". Lavoro e imprese. "Rafforzamento del sistema dell'assegno unico con risorse da quantificare. Istituzione di un fondo per la prevenzione degli infortuni sul lavoro finanziato con il denaro delle sanzioni raccolte: circa 10 milioni. Il Progettone deve essere mantenuto e rafforzato perché la ricaduta di questo strumento è reale e positiva. Per le imprese, lotta vera alla burocrazia tramite la misurazione e la riduzione del carico burocratico con interventi settoriali mirati. Introduzione di un forum per la concertazione delle politiche fiscali e degli incentivi".

 

Si parla anche di edilizia abitativa. "Investire 250 milioni in un piano pluriennale di recupero, ristrutturazione e costruzione di alloggi dedicati a chi non può permettersi la prima casa o da mettere a disposizione in modalità di canone sdociale, moderato e concordato".

 

Si chiude con criminalità, prevenzione della corruzione e buon funzionamento della pubblica amministrazione. "Istituire un osservatorio regionale sulla criminalità e costituire una commissione antimafia a livello provinciale che si occupi di infiltrazioni criminali, prevenzione della corruzione e trasparenza. Rivedere le procedure per assicurare il controllo politico e la razionalizzazione delle società pubbliche provinciali e regionali. Coinvolgere il Consiglio regionale nella definizione dell’atto organizzativo dell’Agenzia regionale della Giustizia. Rivedere l’attuale sistema di rilascio delle concessioni sul porfido e di vigilanza sul corretto esercizio delle attività di cava".

 

Ecco quelle che sono definite le "linee rosse". "Impegni che abbiamo voluto appositamente concreti in modo da poter effettivamente misurare il loro mantenimento nel corso della legislatura ed evitare di prendere in giro gli elettori. Chi vuole allearsi con noi dovrà partire da qui e impegnarsi pubblicamente su questi punti. Se nessuno vorrà farlo, vorrà dire che non ci sono le condizioni per un’alleanza e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Il M5s vuole invertire la rotta del declino che si avverte in Trentino riguardo a tante delle nostre istituzioni e del nostro modo di vivere, per farlo servono scelte ponderate ma a volte anche decise e radicali. Proporre la stessa minestra riscaldata non ci interessa, ci interessa il futuro dei trentini e delle loro famiglie che deve riprendere a migliorare e non incupirsi nel declino che tutti abbiamo avvertito in questi ultimi 5 anni", conclude Marini.

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