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Crisi di governo, tra rosario e Russiagate Conte affonda Salvini e rimette l'incarico al presidente della Repubblica

A Roma si consuma la crisi di governo aperta dal leader della Lega e vice premier Matteo Salvini. Conte entra durissimo: "E' contraddittorio il comportamento di una forza politica, che presenta una mozione di sfiducia e non ritira i ministri. La cultura delle regole e il rispetto delle istituzioni non si improvvisano. Pericoloso e preoccupante chiedere pieni poteri e invocare le piazze"

Di Luca Andreazza - 20 agosto 2019 - 16:02

ROMA. "La crisi in atto compromette l'azione di governo, che qui si arresta. L'esperienza di governo si interrompe qui. Alla fine del dibattito parlamentare mi recherò dal presidente della Repubblica per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio", la crisi si è consumata, il premier Giuseppe Conte salirà al Quirinale per incontrare Sergio Mattarella.

 

E' il giorno della resa dei conti e il premier Giuseppe Conte non risparmia nulla a Matteo Salvini. "Il governo - prosegue il presidente del consiglio - prevede specifici doveri e responsabilità verso i cittadini e verso lo Stato, che non possono essere piegati agli interessi personali. Votare è l'essenza della democrazia, le scelte del ministro dell'interno mostrano scarsa responsabilità istituzionali e conoscenza costituzionale".

 

Nel mirino del premier anche la tempistica. "Un'esperienza di insofferenza e giudicata limitativa per chi ha chiesto pieni poteri. Aprire la crisi a ferragosto - evidenzia Conte - è una scelta grave a livello istituzionale che rischia di far precipitare il Paese in una spirale di incertezza politica e instabilità finanziaria. Una crisi aperta dopo l'approvazione con fiducia del decreto sicurezza bis, si tratta di opportunismo politico. E' poi contraddittorio il comportamento di una forza politica, che presenta una mozione di sfiducia e non ritira i ministri". 

 

I riflettori si accendono anche sul metodo. "Nell'accreditare maldestramente la decisione al governo dei "No", come Lega - aggiunge Conte - avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo. In questo modo avete offuscato l'impegno personale, ma soprattutto quello dei vostri ministri e sottosegretari che mi hanno affiancato ogni giorno con passione e dedizione. Avete offeso verità dei fatti, avete oscurato le misure adottate. Avete offuscato la miriade di iniziative. La verità è che all'indomani delle elezioni europee, il ministro dell'interno ha avviato una operazione di distacco dal governo per cercare un pretesto al fine di ritornare alle urne".

 

Il premier elenca i risultati raggiunti dal governo e quindi torna a togliersi ancora qualche sassolino, come sul caso Russiagate e Salvini-Savoini. "Sono dovuto intervenire al tuo posto in Senato e non hai voluto nemmeno condividere informazioni a tua disposizione. Una vicenda - dice il premier - che merita di essere chiarita per i riflessi sul piano internazionale". 

 

Il rapporto Salvini-governo. "Hai invaso le competenze di altri ministri, hai criticato singoli ministri, quando ti avevo pregato di riferirmi direttamente eventuali dubbi e criticità, ma in forma privata e riservata. La cultura delle regole e il rispetto delle istituzioni non si improvvisano. Caro ministro dell'interno, ci sono alcune responsabilità davanti al Paese e hai chiesto pieni potere per governare e hai invocato piazze a sostegno. Una concezione che mi preoccupa: le crisi di governo si regolano in parlamento e non nelle piazze".

 

Non solo. "In secondo luogo, i pesi e contrappesi sono fondamentali per l'equilibrio del sistema democratico e precludere derive autoritarie. Conosco le concezioni sovraniste, ma non abbiamo bisogno di pieni poteri - ribadisce Conte - ma di cultura istituzionale e senso di responsabilità, senza puntare sulle reazioni emotive dei cittadini". 

 

Il premier entra duro anche sull'utilizzo del rosario. "Mescolare ai comizi gli slogan politici e simboli religiosi è sbagliato. Questi comportamenti non rappresentano la libertà di coscienza religiosa - dice Conte - sono anzi episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno".

 

Il presidente del consiglio traccia alcune linee di quello che deve essere il ruolo dell'Italia, le prospettive che deve avere, anche in Europa, quindi la conferma che la crisi si è consumata: "L'esperienza di governo si interrompe qui. Alla fine del dibattito parlamentare mi recherò dal presidente della Repubblica per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio", conclude Conte.

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