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Salvini in difesa non funziona e ripropone il solito copione: ''La crisi c'è perché sentivamo troppi no. Ora governate pure con quelli di Bibbiano''

Dopo il discorso del presidente del consiglio la replica del ministro degli interni è stata fiacca e sentita più e più volte. Ancora una volta i riferimenti alla Madonna, alla fede e la citazione di Papa Giovanni Paolo II

Di Luca Pianesi - 20 agosto 2019 - 16:35

ROMA. ''Grazie e finalmente rifarei tutto quello che ho fatto - questo l'esordio di un Matteo Salvini in netta difficoltà rispetto al forte discorso del premier Conte. Il ministro degli interni ha quindi poi proseguito: ''Con la grande forza di essere un uomo libero che non ha paura del giudizio degli italiani. Qui ci sono persone più libere o meno libere e chi ha paura del giudizio degli italiani non è libero''

 

''Dispiace che Lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno. Bastava il Saviano di turno a raccogliere questa sequela di insulti, un Travaglio, un Renzi non il presidente del consiglio''. E poi l'affondo da applausi di pancia ma dalla scarsa tenuta razionale: ''La critica più surreale di tutte - ha detto riferendosi a Conte - è stata ''ma non si fanno le crisi in agosto''. Per me in agosto i parlamentari lavorano come tutti gli altri, la crisi si fa quando si deve''. Il tutto dopo aver passato lui stesso un agosto al mare facendosi ritrarre in ogni posa, compreso dietro la consolle del Dj in costume a suonare l'inno italiano con davanti cubiste in costume leopardato. E il tutto senza ricordare che l'unica vera ragione per la quale storicamente non si sono aperte crisi in questo periodo dell'anno è che entro il 20 ottobre si vota la finanziaria e le crisi non si fanno nascere in questo periodo dell'anno, perché agli interessi dei partiti si dovrebbero anteporre gli interessi dei cittadini.

 

Poi ha proseguito aggiungendo che sarà ''pericoloso o autoritario ma porto a casa un'Italia più sicura'' e poi ha ribadito che ''se gli italiani mi ridaranno la possibilità di farlo in Italia si arriva solo se si ha il permesso di farlo''. E le solite critiche al Pd a Maria Elena Boschi e l'invito all'M5S a stringere la mano con ''quella gente''. Ha aggiunto quindi che per lui la priorità resta quella di ascoltare gli italiani e di fermare l'ondata migratoria che altrimenti sarebbe alle porte. Insomma un disco rotto sentito e risentito mille volte.

 

Sulla riforma economica ha aggiunto ''la Lega la vota solo se ci sono 50 miliardi a bilancio per ridurre le tasse agli italiani'' (quando per molti la crisi sarebbe stata aperta da Salvini anche perché sembravano già non esserci idee per evitare di far alzare l'Iva, operazione che da sola vale 20 miliardi). ''Qui la crisi in realtà c'è - ha quindi spiegato - perché da mesi in commissione, in parlamento, in consiglio dei ministri c'erano dei signor no che bloccavano tutto'' (quando, in realtà, l'M5S è stato fagocitato in questi mesi dalla Lega proprio per avergli detto sempre di ''sì'', addirittura sul decreto sicurezza bis e la Tav).

 

Poi ancora un po' di attacchi a Renzi, al Pd e un programma da regalare agli italiani che sembra un libro dei sogni (della serie a chi non piacerebbe) fatto esclusivamente di ''crescita, sviluppo e prosperità''. Quindi ecco ancora una volta usata la Madonna, la fede e il rosario per fare propaganda politica: ''Presidente del consiglio, gli italiani, cattolici o non cattolici, non votano per un rosario e io sono orgoglioso di dimostrare quello in cui credo e di chiedere la protezione della Vergine Maria. Ne sono ultimo e umile testimone e me ne vanto. Perché ''omnia vincit amor'', l'amore vince sempre e io non ho paura. Avete scelto il bersaglio: eccomi. Avete scelto il pericolo dell'Italia e dell'Europa: eccomi''.

 

''Ma ecco per me il mio paese e il futuro degli italiani valgono mille volte di più delle poltrone. Noi della Lega rispondiamo solo al popolo italiano sovrano, fiero, orgoglioso non alla Merkel e Macron. Io voglio un paese di sviluppo, ricco e di figli che hanno una mamma e un papà e buon lavoro con il partito di Bibbiano''. ''Voi citerete Saviano e io Papa Giovanni Paolo II e questi diceva: 'La fiducia non si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con fatti concreti. Se volete completare il programma e lavorare noi ci siamo''.

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