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Tosi attacca Salvini: ''Si credeva come Trump e Putin e si è dimenticato di essere solo Salvini, che fine stratega il Capitano. Elezioni subito? Slogan da irresponsabili"

Dopo il durissimo commento dei giorni scorsi, l'ex sindaco di Verona torna all'attacco del leader della Lega: "E' scappato via perché vuole decidere tutto lui, ma ha tradito i grillini, che intanto avevano subito su tutta la linea. Un'azione scellerata che da vero capo di governo passa ora all'opposizione. Ridicolo, la crisi l'hai aperta tu e solo tu, caro Salvini"

Di Luca Andreazza - 24 agosto 2019 - 13:02

TRENTO. "Che fine stratega 'Il Capitano'. Si credeva come Trump e Putin e si dimenticato di essere solo Salvini", dopo il durissimo commento dei giorni scorsi (Qui articolo), Flavio Tosi, ex sindaco di Verona, ritorna a colpire il leader della Lega senza esclusione di colpi. "Quel Salvini che, ottimo affabulatore e pifferaio magico da comizi, ma pessimo stratega politico, è riuscito in un capolavoro di autolesionismo che in confronto gli autogol di Niccolai erano nulla".

 

Una crisi aperta proprio da Salvini, che però nel frattempo non si è mai dimesso, così come il resto della delegazione di governo del carroccio, e attualmente resta vice premier e ministro dell'interno, mentre dopo il primo giro di consultazioni di Sergio Mattarella sono state ufficialmente avviate le trattative tra Movimento 5 stelle e Partito democratico per trovare quella solida maggioranza parlamentare che potrebbe portare al nuovo governo. 

 

E per l'ex primo cittadino della città scaligera traccia un bilancio del dimissionario governo gialloverde, ma soprattutto mette nel mirino anche il fatto che a portare la crisi siano stati i troppi "No" dei pentastellati. Anche perché questi primi 14 mesi mostrano come il Movimento 5 stelle abbia sempre appoggiato l'alleato, tanto da dilapidare tantissimi consensi per passare dal 33% delle elezioni politiche al 17% di quelle europee. 

 

"Aveva un governo il suo governo, Salvini, che faceva un po' quello che voleva lui - dice Tosi - mentre i 5 Stelle ingoiavano rospi su rospi, dalla Tav al Decreto Sicurezza. In 14 mesi i provvedimenti principali sono stati Quota 100 che costerà miliardi senza portare posti di lavoro e il reddito di cittadinanza che produrrà disoccupazione. Sulla sicurezza l'azione è stata corretta, ma in tema Autonomia il risultato è zero, dopo il referendum di Veneto e Lombardia e mille promesse non c'è stato nulla".

 

L'epilogo? "Il vero capo di governo - prosegue l'ex sindaco - cioè Salvini, che aveva convocato le parti sociali al posto del premier Conte per parlare di manovra è scappato via quando ha capito che avrebbe dovuto trovare 30 miliardi per scongiurare l'aumento dell'Iva e altri 50 miliardi per l'assistenzialismo. Eppure Salvini, in un'ubriacatura di ego (e forse di mojiti) ha aperto la crisi. E' scappato via perché vuole decidere tutto lui, ma ha tradito i grillini, che intanto avevano subito su tutta la linea. Un'azione scellerata di Salvini che da vero capo di governo passa ora all'opposizione".

 

E anche il centrodestra ora dovrebbe interrogarsi. "Se è un leader affidabile e capace nel momento in cui fa andare al governo la sinistra. Questa situazione è frutto poi della bocciatura, sbagliata, del referendum Renzi-Berlusconi. Ora, imbarazzato e pregno di intima vergogna, si giustifica balbettando che 'l'inciucio tra Pd e 5 Stelle c'era da tempo', senza però rendersi conto (è in totale assenza di lucidità) che così dicendo rivela di essere ancora più ridicolo. Perché, ti ricordo caro Salvini che - anche se fai finta di nulla e ti giri dall'altra parte - la crisi l'hai aperta tu. Solo tu. Proprio tu. E grazie alla tua 'genialata' da baraccone ora ci ritroveremo un governo dei 5 Stelle con addirittura l'estrema sinistra di Leu, in un governo arlecchino al pari di quello in cui tu eri ministro. Sono assolutamente contrario ad un’ipotesi di governo giallo-rosso 5 Stelle, Pd e Leu. La soluzione è un Governo politico-istituzionale sorretto dalla stragrande maggioranza delle forze politiche in parlamento e con un premier autorevole e di spessore internazionale".

 

Un premier alla Mario Draghi "che sarebbe il top - evidenzia Tosi - altrimenti una figura simile. Il governo dovrebbe trovare i 23,1 miliardi per disinnescare l'aumento dell'Iva. Come? Taglio agli sprechi, riforma di Quota 100 e rivisitazione del reddito di cittadinanza. Inoltre un governo autorevole e una figura alla Draghi avrebbe la credibilità per andare a Bruxelles a chiedere un punto di Pil di flessibilità, liberando così altri denari per una riforma del cuneo fiscale, che aiuterebbe imprese e lavoratori per dare slancio all'occupazione. Questa è la vera riforma fiscale da fare. Chi parla di “flat tax” (peraltro impossibile da realizzare) è un buon venditore di pentole, ma noi siamo seri e diciamo che ridurre il cuneo fiscale forse suona meno bene ma è più utile. Non si pensi poi di trovare i soldi con le solite politiche esclusivamente a deficit come volevano fare i gialloverdi, altrimenti tra un anno ci ritroviamo di punto a capo, se non peggio. Sia chiaro, un po' di deficit si può anche fare (non siamo talebani del pareggio di bilancio) purché non per l'assistenzialismo ma per gli investimenti".

 

L'ex sindaco ritorna sul Referendum del 2016. "Complimenti, Salvini. Grazie a te ora i 5 Stelle, che tutto possono tranne che andare a votare per non sparire nei collegi uninominali, avranno la strada libera per scrivere con il nuovo governo una nuova legge elettorale proporzionale, loro ragione di sopravvivenza. E sarà il caos, già di più di quello che è ora. La nuova legge, infatti, abiurerà definitivamente la filosofia della riforma 'Renzi-Berlusconi', tanto criticata demagogicamente ai tempi del referendum, ma che era l'unica via oggettivamente percorribile per dare al Paese governabilità e stabilità. In base a quella riforma chi vinceva, governava per 5 anni con la sua maggioranza, come già accade per i sindaci. Con il proporzionale ognuno correrà per sé e poi andrà a trattare, non ci saranno mai maggioranze vere e si vivrà alla giornata. E torneranno a essere perno del sistema i grillini, con la loro ideologia massimalista e giustizialista, ma con un metodo spregiudicato nell'applicare la politica dei 'due forni'. I 5 Stelle infatti hanno dimostrato di potersi muovere con la stessa disinvoltura a destra come a sinistra e ora non par loro vero di poter tornare a essere il dominus. Auspico si possa mettere mano alla legge elettorale: un doppio turno sulla scia dei sindaci. Garantirebbe rappresentatività e governabilità. E poi al voto, con un democrazia che finalmente funziona".

 

Sembra difficile percorrere la strada delle elezioni in questo momento. "E' uno slogan - conclude Tosi - urlare 'Elezioni subito' ora è poco serio e pure da irresponsabili. È poco serio perché non tiene conto della nostra forma di governo: siamo una Repubblica parlamentare nella quale il governo non lo elegge “il popolo”, ma il parlamento. Per questo motivo per il presidente Mattarella trovare un’altra maggioranza in parlamento è doveroso, non una gentile concessione (tra l’altro ha a disposizione un 83% potenziale di parlamentari, visto che Salvini ha avuto la 'genialata' di attivare una crisi di governo 'dall’alto' del suo 17%). È da irresponsabili perché chi chiede il voto subito vuole l'aumento dell'Iva e fottere gli italiani, chiedendo loro il consenso per poi incollarsi alla sedia per 5 lunghi anni e scrivere le leggi di stabilità lacrime e sangue contro il popolo. Della serie: prima mi voti e poi ti frego, dicendo che mi hai votato tu. Grazie Salvini. Grazie per il tuo 'capolavoro' politico. Gli italiani liberali, riformisti, garantisti, popolari te ne saranno grati (si fa per dire) in eterno".

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