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Crisi di governo, Fraccaro: ''La Lega cerca le poltrone per pagare i 49 milioni''. L'appello di Sgarbi: ''Salvini leader ma il centrodestra resti unito per cambiare l'Italia''

La senatrice Donatella Conzatti si affida a Facebook: "La politica serve Paese. Non è il Paese che deve servire alla politica". Oltre la battaglia politica, tutto passa per Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica ha l'ultima parola e un iter da dover seguire. I tempi sono stretti per arrivare a votare in ottobre

Di Luca Andreazza - 09 agosto 2019 - 19:20

TRENTO. La crisi di governo si è aperta ieri con il botta e risposta tra il ministro Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte (Qui video). Il giorno dopo è profondo rosso: il differenziale dello spread va in netto rialzo e piazza Affari va in forte calo con le banche. La Lega ha presentato la mozione di sfiducia al presidente del consiglio e la richiesta è quella di elezioni anticipate. 

 

"La Lega - commenta a SkyTg24 il ministro Riccardo Fraccaro - ha maturato un ampio consenso nei sondaggi e ora vuole solo incassare. Non si è mai votato in piena manovra finanziaria perché si va in esercizio provvisorio, l'Iva si alza per esempio e soprattutto non si può programmare, si fermano provvedimenti e investimenti. Il 9 settembre si vota il taglio dei parlamentari e per questo hanno aperto la crisi: al carroccio servono poltrone e soldi per pagare i 49 milioni di euro. Sacrificano gli interessi del Paese: prima le poltrone, più che gli italiani. 

 

I tempi della crisi sono tutti da vedere, probabilmente l'agenda prenderà forma da lunedì prossimo. "Salvini è andato in ferie in luglio - aggiunge il ministro pentastellato - per preparare la campagna elettorale in agosto, tutto pianificato. La Lega è un partito di sistema, ci siamo fidati che volessero cambiare il Paese, ma dopo un anno vogliono prendersi il potere e non mettere in pratica quelle riforme epocali inserite nel contratto perché i sondaggi sono a favore del carroccio. Siamo stati troppo corretti, loro preparavano la campagna elettorale, mentre stavamo lavorando per l'Italia".

 

La senatrice Donatella Conzatti si affida a Facebook: "La politica serve Paese. Non è il Paese che deve servire alla politica", l'attesa per capire quanto avverrà tra i parlamentari cresce. Nel frattempo il numero uno del Mart, Vittorio Sgarbi, lancia la candidatura di Salvini e un appello all'unità delle componenti di centrodestra

 

"La forza - dice il critico d'arte - la determinazione e la coerenza di Salvini lo mettono certamente nelle condizioni di vincere da solo e lo inducono alla tentazione di rinunciare agli alleati. Ma gli alleati non sono tutti come gli squilibrati grillini. E, con il tempo, come si vede nelle amministrazioni regionali, hanno trovato una capacità di azione coerente e coordinata che è un buon viatico per quelli che suggerisco, da battitore libero, a Salvini. Le proiezioni dei dati delle Europee ci consentono di verificare con assoluta certezza che l’unione di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e ciò che resta di un’area liberale (che ho voluto chiamare "Rinascimento", con denominazione ben augurante) dal 37% delle elezioni politiche del 2017 arriverebbe a oltre il 55% delle prossime elezioni, consentendo, con un risultati non solo vittoriosi ma straordinari, nel prossimo governo, di avere una maggioranza di oltre due terzi del Parlamento, potendo portare a compimento riforme in ogni settore, dal lavoro alla giustizia, alla revisione costituzionale".

 

"E, volendo, e non per il ricatto dei grillini, anche la riduzione dei parlamentari come scelta condivisa e non come la pistola puntata di un gruppo di disperati ricattatori. Tutto questo è democrazia. Voglio ricordare a Salvini - conclude Sgarbi - attraverso queste proiezioni che certamente conosce, che, con una coalizione collaudata e rispettabile come questa , nell’armonia delle sue componenti, i parlamentari a Montecitorio sarebbero 426 e al Senato 206. Un risultato mai visto, che consentirebbe di cambiare l’Italia. Non l’attuale ma il futuro sarà, attraverso la mediazione e la prudenza, e non l’esaltazione momentanea, il governo del cambiamento".

 

Tutto comunque poi deve passare da Sergio Mattarella. In caso di sfiducia a Conte e crisi conclamata, il presidente della Repubblica avvierà un giro di consultazioni e, se necessario, affiderà un mandato esplorativo per verificare l’esistenza di una nuova maggioranza: un compito che potrebbe essere affidato a Conte oppure al presidente Camera o Senato. 

 

L’alternativa sarebbe un governo tecnico o di scopo con il mandato di varare il bilancio: il Quirinale, in questa eventualità, dovrebbe rivolgersi a una figura esterna, come accadde nel 2018 con Cottarelli, che dovrebbe poi ricercare un sostegno parlamentare. Solo dopo questi passaggi e in caso di tentativi a vuoto si può andare al voto: la chiamata alle urne è ipotizzabile per fine ottobre. Le Camere vengono, infatti, sciolte tra 70 e 45 giorni prima delle consultazioni. L’orientamento, per consentire il voto degli italiani all’estero, è quello dei 60 giorni. Per  garantire il ritorno alle urne in ottobre si dovrebbe andare ai dibattiti in aula sulla sfiducia a Conte già prima di Ferragosto e consumare le fasi successive entro il 20 agosto

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