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I giorni ''del doman non v'è certezza'' (e perché Renzi potrebbe avere ragione). Biancofiore: ''Salvini non vada al voto, governi con noi, Meloni e vari M5S''

La coordinatrice regionale di Forza Italia esorta il leader leghista a farsi dare subito da Mattarella le chiavi del governo e ricorda il detto di Lorenzo de' Medici. Un detto certamente molto attuale che starebbe ''guidando'' anche l'azione di Renzi. Se si votasse oggi la Lega vincerebbe, Pd e M5S perderebbero e anche gli italiani se la vedrebbero grigissima con l'aumento dell'Iva a gennaio. Ma se non si votasse lo scenario potrebbe ribaltarsi

Di Luca Pianesi - 12 agosto 2019 - 16:56

TRENTO. ''Salvini si faccia dare l'incarico da premier ora, per disinnescare i giochi di palazzo. I numeri con Berlusconi e Meloni li ha già, senza elezioni''. Così Michaela Biancofiore rivolta al leader della Lega che in questo caldo ferragosto ha deciso di andare a capitalizzare i voti che i sondaggi gli assegnerebbero facendo cadere il governo del quale era il ministro dell'Interno. La coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige di Forza Italia non ha dubbi e chiede a Salvini di agire perché ''del doman non v'è certezza'', aggiunge nel suo comunicato stampa convinta che diversi 5 Stelle sarebbero pronti a sostenere il ministro dell'Interno come premier (ipotesi che appare alquanto remota al momento).

 

Ed effettivamente questa è l'unica sicurezza: ''del doman non v'è certezza'', come scriveva Lorenzo de' Medici signore di Firenze nella seconda metà del Quattrocento. Un motto che Matteo Renzi conosce bene e sembra far suo in questi giorni sapendo, tra altro, quanto sia sempre più ''mobile'' il voto degli italiani che nel giro di qualche mese passano dall'innamoramento più cieco per un leader al disprezzo più assoluto. E allora a ben vedere quel che sta proponendo, un asse verso un governo tecnico non è mal pensato, proprio in quest'ottica. 

 

Due sono, infatti, le strade al momento più percorribili: si torna a votare o non si torna a votare perché Pd e M5S in qualche modo si mettono d'accordo.

 

Se si torna a votare gli scenari possibili sono i seguenti: il Pd perde; il Movimento 5 Stelle perde; la Lega vince (e va al governo con Meloni e forse Forza Italia o con Toti); gli italiani, comunque, si trovano da gennaio l'aumento dell'Iva sul groppone con l’aliquota ordinaria che passa dal 22% al 25,2% e quella ridotta dal 10% al 13% (si calcola in media 541 euro in più a famiglia) perché la finanziaria slitta, giocoforza, di qualche mese; a livello tecnico, infatti, dallo scioglimento delle Camere al giorno delle elezioni devono passare dai 45 (in realtà sono 60 per organizzare il voto all'estero) ai 70 giorni e poi ci sono almeno una ventina di giorni per eleggere i presidenti delle Camere e fare le consultazioni (per esempio il governo Conte ci ha messo quasi 4 mesi a nascere dopo le elezioni); inoltre si potrà fare il taglio dei parlamentari tanto voluto dall'M5S (e anche da Renzi che lo aveva proposto con il suo Referendum Costituzionale). 

 

Se non si torna a votare si deve creare una sorta di asse tra M5S e Pd (fino a ieri considerato ''anatema'', incubo, spavento, ma chi l'avrebbe mai detto che i grillini si sarebbero alleati con i leghisti prima del voto di un anno fa?) che nell'immediato porterebbe: il Pd al governo; l'M5S a restare al governo; la Lega a rimanere a bocca asciutta dopo aver aperto la crisi più assurda della storia repubblicana (ad agosto, con la finanziaria alle porte); gli italiani a ritrovarsi con una finanziaria fatta per tempo che, più facilmente, potrebbe scongiurare l'aumento dell'Iva a gennaio e si potrebbe lavorare al taglio dei parlamentari.

 

In molti sostengono che questa seconda ipotesi porterebbe la Lega a stravincere quando si tornerà al voto, ipotesi senz'altro plausibile, ma, appunto al momento un'ipotesi (mentre se si votasse oggi, da sondaggi,parrebbe esserci la certezza). Chissà che dopo sei o sette mesi di Salvini in spiaggia, Salvini sulle piste da sci, Salvini che mangia la pizza, Salvini con il rosario, Salvini che beve il bombardino, gli italiani non decidano che Salvini ha anche stufato e tutto sommato quelli al governo le cose le stanno facendo per bene. Forse non accadrà o forse sì. Come ricorda Michaela Biancofiore ''del doman non v'è certezza''.

 

''E’ evidente - comunica Biancofiore - che l’inciucio, le manovre di palazzo, nascono dalla sola paura della stragrande maggioranza dei parlamentari di tutti i gruppi, di perdere lo scranno parlamentare. Ergo per disinnescare il ribaltone, Salvini ha un’unica strada certa, quella di farsi dare l’incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l’eventuale sfiducia a Conte ma annunciandolo prima per rassicurare tutti. Mercati e forza spread compresi. Matteo Salvini è evidentemente il presidente del consiglio in pectore visto il consenso degli italiani e può dar vita ad un governo forte già da ferragosto, lo hanno certificato le europee e tutte le elezioni nelle principali regioni italiane''.

 

''I numeri oggi per fare il Premier, salvare l’Italia e governare i prossimi quattro anni - conclude la coordinatrice regionale - in parlamento ci sono già senza passare dal voto che è sempre un’incognita vista la volubilità dell’elettorato. Oggi invece una certezza c’è: Salvini ha una maggioranza nettissima, l’appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle. Si prepari a fare il Premier subito, cogliendo il sogno degli italiani di vederlo governare insieme a Berlusconi e Meloni. Carpe Diem Matteo, del doman non v’è certezza insegnava – non a caso, Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico''.

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