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Salvini tenta i 5Stelle: ''Tagliamo i parlamentari insieme e poi andiamo al voto'', ma intanto il Senato respinge la mozione di sfiducia della Lega

L'aula del Senato ha deciso il calendario della crisi bocciando la proposta della Lega di anticipare a domani la sfiducia al presidente Giuseppe Conte e quindi si va al 20. Perdere un'altra settimana allontana ancora di più le elezioni ma intanto il ministro dell'Interno ha giocato il tutto per tutto

Di Luca Pianesi - 13 agosto 2019 - 19:35

ROMA. "Raccolgo l'invito di Di Maio: la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare. Affare fatto, noi ci siamo". Matteo Salvini tende la mano in Aula, al Movimento 5 Stelle tendendogli, di fatto, quella che a tutti gli effetti pare essere un'ultima trappola visto che comunque oltre all'ultimo voto alla Camera (la proposta di legge ha superato le due letture conformi di Camera e Senato e la terza e penultima lettura da parte di palazzo Madama) si dovrebbero attendere comunque i tempi tecnici per chiedere il Refrendum. Un ultimo tentativo di spostare speranze e responsabilità sul Movimento dopo giorni di insulti e tensioni con gli (ormai ex o ancora attuali?) alleati di Governo

 

Un falso problema, per molti, con un'Iva pronta a schizzare alle stelle da gennaio e una finanziaria cruciale (che andrebbe presentata entro il 20 ottobre anche se le possibilità di prolungare i tempi esistono) per evitare il collasso definitivo del Paese. Intanto, però, il senato, ha respinto la proposta della Lega di sfiduciare il Governo Conte e quindi si passa al 20 agosto il che rende sempre più complicato tornare al voto entro tempi ristretti. Perché? Perché dallo scioglimento delle Camere al giorno delle elezioni devono passare dai 45 (in realtà sono 60 per organizzare il voto all'estero) ai 70 giorni e poi, dopo le elezioni, ci vogliono almeno una ventina di giorni per eleggere i presidenti delle Camere e fare le consultazioni e nominare i vari ministri (per esempio il governo Conte ci ha messo quasi 4 mesi a nascere dopo le elezioni).

 

Tradotto: prima di metà novembre non si avrebbero i presidenti delle Camere e a quel punto potrebbe davvero essere troppo tardi riuscire a presentare un Governo in tempi utili per realizzare una finanziaria. La mossa, forse l'ultima in mano a Salvini, comunque rimette la palla in mano a Di Maio e i suoi e ora si vedrà cosa accadrà. Il discorso di Salvini, in aula, è stato fortemente fischiato dai senatori del Pd. "Come sono lontani i riti della politica dal Paese reale con l'idea che non si debbano disturbare i poveri parlamentari a ferragosto", ha detto Matteo Salvini in Aula al Senato facendo riferimento al fatto che i senatori, per colpa sua, sono stati richiamati al lavoro. Una battuta che ha dato il destro a Marcucci, capogruppo del Pd che nella sua replica ha esordito così: "Lei è sicuramente più abbronzato".

 

Salvini ha quindi attaccato Renzi e poi ha aggiunto che ''l'Italia vuole avere certezze e cosa di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Cosa c'è di più bello. Non capisco la paura, il terrore, la disperazione", ha detto ancora. "Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col Vynavil". 

 

Poi, l'appello al M5s, rilancia: "Raccolgo l'invito di Di Maio: la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare. Affare fatto, noi ci siamo". E poi la conclusione citando Paolo Borsellino:  "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".

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